Le bufale dell’incidente del Passo Djatlov

Giusy mi ha chiesto se sapevo qualcosa di questo video che ha trovato su Youtube

Quello che si vede nel video è il famoso “incidente a passo Djatlov o Dyatlov” (link), un avvenimento che provocò la morte di nove giovani escursioni russi, la notte del 2 febbraio 1959, a Kholat Syakhl sui monti Urali, data la totale mancanza sia di testimoni sia di prove definitive della causa della tragedia, col tempo sono nate mille congetture ovviamente circondate da mille e più bufale. Addirittura anche Wikipedia italiana non è precisa o almeno non è chiara su cosa effettivamente avvenne e parla di “una forza naturale irresistibile” LINK . Tutto ciò non fa che alimentare la teoria del paranormale dietro questa tragedia. Le speculazioni fatte su queste giovani morti non hanno avuto freni si è parlato di UFO, complotti del KGB e di mostri, ma purtroppo, a mio parere si è solo speculato su queste giovani vite stroncate.

Dyatloff_group_poxod_arhiv_Alerseya_Koskina_1[1]

Ma come dico sempre procediamo per gradi.

La teoria degli alieni sembra suffragata dalle seguenti prove:
1. Reazione di terrore inspiegabile in piena notte degli escursionisti , infatti alcuni di essi pur essendo a -30 scapparo dalla tenda vestiti solo della biancheria
2. Misteriose luci nella valle
3. Mancanza della lingua in uno dei corpi (Ljudmila Dubinina) e altri traumi più o meno estesi in altri corpi
4. Presenza di radiazioni sui tessuti che sono stati indossati da uno dei membri del gruppo (Yuri Krivonischenko)
5. ll dodicenne Yury Kuntsevich, partecipò al funerale di cinque degli escursionisti e ricordò che la loro pelle aveva “un’abbronzatura color bruno intenso” come fosse bruciata
6. L”evento fu classificato “riservato” da esercito e KGB

In realtà come vedremo tutti i punti possono essere tranquillamente o smentiti o chiariti. A tal proposito chiedo scusa della crudezza delle foto qui esposte ma, purtroppo servono a dar chiarezza ai fatti.:

1. Sicuramente qualcosa ha portato gli occupanti ad uscire dalla tenda e sfidare il freddo, è giusto dire che molti sottolineano come i corpi fossero svestiti, in realtà i siti più attendibili dicono che i corpi svestiti erano solo due e probabilmente furono loro stessi a svestirsi a causa dello “spogliamento paradossale” una patologia dell’ipotermia  (link ) ma la cosa strana è un’altra, in nessuna foto vi sono dei corpi seminudi sono tutti coperti e non dai soccorritori  (lo si capisce dai vestiti innevati) …. quindi si deduce che probabilmente non erano attrezzati in modo corretto ma sicuramente non erano svestiti.

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2. Effettivamente vi erano dei testimoni che parlavano di luci in cielo, un altro gruppo di escursionisti (circa a 50 chilometri a sud) ha riferito di aver visto strane sfere arancioni nel cielo notturno a nord (probabilmente in direzione di Kholat Syakhl) la notte dell’incidente. Queste sono state poi dimostrate da Eugene Buyanov come luci per il lancio di R-7 (missili intercontinentali) LINK 

3. La lingua è il risultato della decomposizione del corpo che in zone fredde non è sempre graduale o omogenea LINK (vedi foto sotto di un corpo trovato sull’Everest), mentre i traumi degli altri sono compatibili con una caduta anche perchè ricordo: i corpi che avevano gravi fratture giacevano a 13 metri di profondità in un burrone il che potrebbe essere considerato la prova che essi siano caduti e comunque non è mai stato riscontrata ne alcuna altra impronta al di fuori di quelle del gruppo di escursionisti ne è mai stato trovato alcun segno di lotta. LINK

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4.La presenza di radiazioni può esser facilmente spiegata, infatti Yuri Krivonischenko lavorava presso Chelyabinsk-40 un impianto nucleare segreto conosciuto per l’incidente di Kryshtym del 1957 LINK , è vero che come dice il sito da cui è presa l’informazione pare strano che uno indossi gli stessi abiti, ma è pur vero che una persona che lavora a contatto con materiale radiattivo nel 1959 no aveva sfortunatamente tutte le precauzioni e le accortezze che invece per noi sono d’obbligo e quindi non è così strano che egli avessi un più alto livello di radiazioni del normale LINK.

5. Ciò che vide Yury Kuntsevich, non è altro che il colore che assume la pelle quando è “bruciata” dal ghiaccio e dal freddo. Riscontriamo infatti lo stesso colore in altri corpi esposti alle medesime intemperie (vedi foto)

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6.L’evento non è stato in realtà mai classificato non vi sono documenti scomparsi anche perchè come han dichiarato le autorità: “Non c’era alcun motivo per classificare questo evento, ne coloro che sono stati coinvolti, al momento è semplicemente considerato un evento triste e inspiegabile “. LINK 

A questo punto pare chiaro che non fu neanche l’assalto di qualcuno o qualcosa (vedi punto 4) ma allora che cosa fu? Casualità e sfortuna che purtroppo in montagna è molte volte un mix letale. A mio parere e viste le prove le cose andarono così.
Il gruppo formato da: Igor Dyatlov, Zinaida Kolmogorova, Lyudmila Dubinina, Alexander Kolevatov, Rustem Slobodin, Georgyi Krivonischenko, Yuri Doroshenko, Nicolas Thibeaux-Brignollel, Alexander Zolotarev, devono aver creato il loro ultimo accampamento alle pendici del Kholat-Syakhl, il posto non era molto esposto a valanghe ed era vicino alla meta prefissata, sappiamo inoltre che soffiava vento forte e di notte la visibilità era quasi nulla. Forse l’aumentato del vento causò del nervosismo nella tenda, nervosismo che si acutizzò con un infrasuono naturale causato da una valanga LINK , è vero che la loro zona era sicura ma intorno ad essi al contrario il rischio valanghe era elevato.

dyatlov_pass_the_flight

Cosicchè al tremolio qualcuno di loro, magari uno o più dei meno esperti, spaventati ruppero la tenda e fuggirono pensando di salvarsi da una possibile valanga, gli altri per non lasciarlo o lasciarli soli li seguirono, ma questo si rivelò un errore fondamentale, poichè si trovarono all’esterno poco vestiti, a temperature proibitive e senza visibilità , l’unica cosa possibile era raccogliere legna da ardere e accendere un fuoco. Per un po’ rimasero insieme, ma la loro situazione peggiorò ed il vento li stava letteralmente uccidendo; allora forse Slobodin si arrampicò su un albero per vedere se riusciva a scorgere la tenda ma scivolò e si fratturò il cranio in modo lieve. A quel punto il capo gruppo pensò di tornare indietro a vedere se riusciva a scorgere la tenda insieme ad altri due compagni, Dyatlov, Kolmogorova e Slobodin però per la stanchezza ed il vento non ebbero scampo e morirono uno ad uno di ipotermia. Sotto l’albero dove si erano rifugiati gli altri anche Krivonischenko e Doroshenko i meno vestiti, morirono di ipotermia. Dubinina prese quindi i vestiti di Krivonischenko per coprirsi e decise di cercare un rifugio naturale nella foresta con gli altri sopravvissuti ma poco distante finirono nel cadere in un crepaccio nascosto dalla neve, anche se profondo 15  metri, Dubinina e Thibeaux-Brignollel morirono per la caduta mentre Alexander Kolevatov si ferì gravemente così Zolotarev che non si è fatto nulla cercò di coprirlo con i vestiti di Dubinina  ma il freddo uccise gli ultimi due sopravvissuti, ciò coinciderebbe perfettamente con il modo in cui le vittime sono state trovate. LINK

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106 responses to “Le bufale dell’incidente del Passo Djatlov”

  1. adrenocromo says :

    Quasi tutto convincente… quasi tranne il punto 1. Da numerosi siti che linki sembra che queste persone erano molto molto esperte, che la spedizione alla quale stavano partecipando era ben organizzata e piuttosto lunga. Un po di vento e un ultrasuono che può durare al massimo qualche minuto (durata di una valanga) non può spaventare 9 esperti tanto da fargli lacerare la tenda e scappare alla meno peggio. Queste persone sanno benissimo che mollati gli equipaggiamenti si può vivere non più di qualche ora all’aperto. Inoltre dalle foto la tenda sembra in una zona pianeggiante lontana da pendii pericolosi e degli esperti non avrebbero montato un campo in una zona a rischio tanto più loro che avendo sbagliato rotta sono rimasti qualche giorno nello stesso posto e avrebbero potuto dunque spostarla. Penso che lo spavento debba essere stato molto grande per scatenare un comportamento simile, uno spavento tale non può essere ricondotto a cause tipiche dell’ambiente che conoscevano perfettamente (montagna, neve, vento, valanghe). Io ho pensato a questo: http://www.meteoweb.eu/2012/02/i-suoni-dellapocalisse-spiegati-dalla-scienza-a-cosa-sono-dovuti/114613/ A questo non erano preparati. Aggiungi ora le ansie per aver sbagliato rotta e qualche luce di missile, magari anche qualche bagliore di troppo visto che i militari qualcosa di strano lo stavano facendo o non avrebbero chiuso per 3 anni agli sciatori. Dovevano rimuovere qualche giocattolino forse…

    • die2878 says :

      Secondo me è proprio questo il punto non erano 9 esperti come si è sempre creduto, anzi come ci hanno fatto credere, essere esperti è una cosa cercare di andare oltre le proprie capacità è un’altra. Sicuramente erano esperti di trekking ma il percorso da loro scelto era classificato di categoria percorso III cioè la più difficile della sua classe. http://www.ermaktravel.com/Europe/Russia/Cholat-%20Syachil/Kholat%20Syakhl.htm Infatti per tutti loro era la prima volta che si affrontava una così dura prova, non a caso era il primo allenamento per un viaggio più importante http://www.aquiziam.com/dyatlov_pass_1.html. Infine in realtà attorno al luogo stabilito si possono creare valanghe tanto è vero che molti pensano possa essere stata la vera causa ma a mio parere molti indizi non collimerebbero http://skeptoid.com/episodes/4108
      Comunque rimane interessante la possibilità dei suoni dell’apocalisse, in quanto ai russi, credo che questo link spieghi bene la loro posizione in merito all’incidente http://www.aquiziam.com/dyatlov_pass_answers.html

      • esse says :

        concordo con adrenocromo sul fatto che il primo punto non può essere liquidato così in fretta.

        Non si può trattare di spogliamento paradossale, perchè le scarpe sono state lasciate nella tenda, assieme ai giacconi più pesanti:
        cioè i ragazzi sono usciti coi calzini (nella neve!) e hanno camminato per un’ora in fila indiana, in direzione del bosco.
        Giunti in mezzo agli alberi, hanno cominciato a staccare rami (senza accetta, anch’essa lasciata nella tenda assieme alle scarpe e ai vestiti pesanti) e hanno acceso un fuoco- di lì a poco i primi cominciavano a morire di freddo (non prima di riportare ferite varie, contusioni bruciature ecc)

        Alcuni corpi non erano “svestiti” nel senso di “completamente nudi”, ma in biancheria intima. Uscire senza giacche, scarpe e sci per camminare per un’ora a -30 gradi nella neve, non sarà letteralmente essere nudi come vermi, ma significa comunque non essere assolutamente equipaggiati per sopravvivere.
        Se si fosse trattato di spogliamento paradossale i vestiti pesanti e le scarpe sarebbero stati trovati nel bosco, accanto ai corpi congelati.

        Alexander Zolotarev era un istruttore di sci, una guida professionale; nessuno di loro era nuovo a quelle temperature e a quel tipo di impresa.
        Ma anche forzando le cose e volendo pensare che fossero 9 sprovveduti, NON si spiega comunque come sia possibile uscire senza scarpe e giacche e arrancare per un’ ora a -30 senza voltarsi indietro… a meno che non siano stati sotto una minaccia di morte concreta e protratta nel tempo.

        Questo rimane difatti un mistero, anche per le autorità russe e i parenti delle vittime. In Russia ci si continua a interrogare su quanto possa essere accaduto (senza per questo tirare in ballo UFO o altre spiegazioni fantascientifiche).
        Se la soluzione fosse così semplice come descritto in questo post, gli inquirenti avrebbero chiuso il caso come un qualsiasi incidente di montagna, 9 giovani inesperti che sono morti congelati. Così non è stato…

      • die2878 says :

        Ciao esse, premetto che giustamente ognuno ha le sue idee e quindi rispetto il tuo pensiero.
        Ma vorrei poter obbiettare su ciò che dici. Come scritto nel post chiunque in una tenda sentisse un fortissimo rumore in piena notte si spaventerebbe, la reazione normale di una persona chiusa in una tenda sarebbe uscire da essa per vedere cosa è accaduto, una persona spaventata invece cercherebbe di scappare magari spaventato dalla possibilità di una slavina (la cosa è riferita ad un individuo ma potrebbe anche essere sucesso coinvolgendo più persone e credo che una slavina sia da considerarsi una minaccia concreta) , a quel punto un compagno ovviamente proverebbe a fermarlo ma con il solo risultato di perdersi anche lui in mezzo al bianco nella notte buia. Svestito e senza sapere dove andare un uomo cercherebbe di procurarsi qualcosa per scaldarsi (legno dei rami per fare un fuoco), ma l’ipotermia e le bruciature dovute al contatto con la neve (link) ormai hanno preso il sopravvento che tu sia un esperto o un principiante ( il caso di Zolotarev) ormai sei spacciato. Infine per i russi non è un mistero, come scritto nei post il caso è stato chiuso come fatalità ovviamente non essendo presente un solo testimone si è scritto sul referto cause sconosciute ma per le autorità russe il caso risulta chiuso .

    • pietro della rocca says :

      Ciao a tutti voi di misteri in risolti. Io mi chiamo Pietro Della Rocca ho 32 anni sono Italiano e di professione sono un pilota di elicotteri privato e faccio soccorsi in mare in montagna e elisoccorso. Voi dite che il mistero dell Incidente del passo di Djatlov sia una buffala?
      Io vi voglio dire che non ne per niente una buffala quei poveri ragazzi che sono molti nel mese di Febbraio del 1959 sono stati attaccati da una creatura che vive in nei monti urali e che la tribù dei masi li chiama i monti della morte, i corpi se vedete bene le foto vedete che sono vestite con biancheria intima, camicia e una giacca i piedi sono nudi e qualcuno indossa solo una scarpa, la posizione dei colpi e rivolta verso la fuga da qualcosa che li ha terrorizzati a morte, i ragazzi stavano scappando no da una valanga ma da una creatura che i masi lo chiamano malek, quella zona dove gli escursionisti si erano accampati non è una zona di valanghe perche ci sono molti alberi e una fitta vegetazione che fasi le valanghe non si verificano, le valanghe si verificano dove manca la vegetazione. Voi di misteri in risolti vi dove documentare bene prima di dire che è una buffala! Adesso vi dirò io in termini semplici cosa è realmente a caduto la notte del 2 febbraio del 1959. I 9 escursionisti decidono di accamparsi sui monti urali chiamati la montagna della morte, sentono dei suoni strani e dei movimenti nella vegetazione si accorgono di non essere soli che qualcosa in quella vegetazione e fotografano tutta la vegetazione e in una foto si vede la presenza di una creatura molto simile allo Yeti, e uno degli escursionisti prima di morire scrive un messaggio che vera trovato nella tenda dalla squadra di soccorso che dice lo yeti esiste, le tende vengono trovate coperte dalla neve e squarciate dal interno con un coltello al interno delle tende viene trovata tutto l’ abbigliamento e l’ equipaggiamento da montagna e a fianco alla tenda vengo trovate del impronte enormi che non si sa di quale animale sia e non possono essere orme umane sono troppo grandi vengono trovati dei pelli che il dna è sconosciuto. I ragazzi sono scappati terrorizzati e sprovvisti di tutta la loro roba che l’anno lasciata nella tenda e per scappare hanno dovuto tagliare la tenda con un coltello, non puo essere una valanga perche le valanghe quando ti travolgono non hai il tempo di scappare vieni seppellito vivo dalla neve i ragazzi erano nudi e la i gradi erano -30°c infatti alcuni di loro anno cercato di tornare alle tende per recuperare i vestiti e l’ equipaggiamento ma non ci sono riusciti, i corpi presentavano molte fratture causate non dal freddo o da una caduta ma da mani nude che non sono umane, i corpi che sono stati trovati vicino a un albero hanno le unghie piene di corteccia di albero hanno cercato di arrampicarsi sull’ albero ma non ci sono riusciti, i corpi che sono stati trovati nella gola loro sono caduti nella gola perche qualcosa l’ inseguiva e la ragazza che non aveva più la lingua gli è stata strappata a mani nude dalla bocca i corpi avevano un colore blu non solo per il freddo ma anche per ferite riportate sul torace e la pancia dove gli organi sono stati strappati a mani nude. A tutti voi di misteri in risolti prima di dire che è una buffala documentatevi bene sui casi !

      • die2878 says :

        Pur ringraziandola del suo intervento e rispettando le sue idee noi di mistero risolti, non siamo un noi, ma una persona solo, posso accettare tutto tranne il fatto che non mi son documentato in quanto oltre ad aver cercato una vasta documentazione sul caso mi sono “sentito e scritto” anche con testimoni russi in lingua madre (per questo ne approfitto e ringrazio il mio interprete di russo e conoscitore di cirillico) detto ciò non sono assolutamente vere le sue affermazioni a meno che non abbia prove di ciò che afferma: impronte giganti non si vedono, nessuno afferma che una valanga li ha travolti ma bensì nel post viene detto che il rumore li ha spaventati e fatti fuggire, non è vero che vi è bisogno di vegetazione ecco un link a riprova di ciò che affermo https://it.wikipedia.org/wiki/Valanga, infine non so come possa affermare che la lingua è stata strappata a mani nude visto che non vi è una sola prova a sostegno di questo.
        Ribadisco rispetto le sue idee e la sua esperienza ma per sostenere una tesi vi è sempre bisogno di prove e documentazioni. Nel post dell’articolo cito vari documenti che mi hanno fatto supporre che questa tragedia non nasconda nulla di soprannaturale…quindi il caso non è una bufala semplicemente non nasconde nulla di inspiegabile o metafisico.
        Saluti
        Diego

  2. Gabriele says :

    Guarda sono uno di quelli che più mette in dubbio i facili “orgasmi” degli ufologisti, ma questo caso, per me, continua a rimanere inspiegabile e la lettura che ne vedo qui poco convincente e non meno forzata dell’introduzione della vicenda di una forza sovrannaturale, o meglio, sconosciuta e non consueta. Forse hai ragione, ma per il rasoio di Occam mi permetto di dubitare e di pensare ad un evento relativamente più semplice: Un ufo, o una forza, comunque non consueta, ha spaventato con luci, rumori e forse anche fisicamente i giovani che sono scappati di corsa terrorizzati senza vestirsi adeguatamente. La forza stessa, che fosse un ufo o altro li ha in parte uccisi per effetto della radiazione o per schiacciamento, prelevando campioni. Altri sono morti per ipotermia non potendo rientrare al campo.
    E res sic stantibus, tale ricostruzione, spiace dirlo, perché leggo con piacere immenso quando vengono sbugiardate le balle colossali di certi loschi individui, ha la stessa valenza della tua.

    • die2878 says :

      Partendo dal fatto che ognuno è e deve essere libero di esprimere la propria opinione, quindi la tua opinione è rispettata al 100%, mi trovi in disaccordo, poichè proprio per la metodologia del rasoio di Occam non bisogna complicare ciò che è semplice, considerare il soprannaturale come semplice sarebbe contraddire lo stesso Guglielmo di Occam che postula che tra le diverse spiegazioni di un fenomeno naturale si dovebbe preferire quella che non contempla le divinità, ovvero il metafisico, detto ciò rispetto la tua idea ci mancherebbe….Scusa se ti chiedo una cosa ma il mio latino è un po’ arrugginito… intendevi rebus sic stantibus (stando così le cose) …chiedo perdono se non è così ma come ho detto il “mio” latino ha vissuto tempi migliori 😉

      • Gabriele says :

        Sì non ho messo all’ablativo plurale, ho sbagliato io. Comunque “grazie” di concedermi di esprimere la mia opinione. Ma rimango convinto che giusta o sbagliata sia la mia ricostruzione, che non posso dimostrare, anche la tua sia estremamente forzata e non spiega affatto molti punti oscuri. Sarebbe più onesto dire semplicemente: non lo so cosa può essere stato, ma non credo in ogni caso a nessun genere di forza soprannaturale.

      • die2878 says :

        Beh ma questo blog è stato creato da me per poter condividere le mie teorie ed idee con altri, se rispondessi come ritieni “onesto” tu non dovrei scrivere più nulla…il che magari a molti farebbe pure piacere, ma essendo che, non ritengo di mancare di rispetto a nessuno, penso che, visto la miriade di siti con le opinioni più disparate, anch’io sono libero di poter esprimere la mia opinione tanto più che non critico ne insulto (come purtroppo molti fanno) chi la pensa diversamente da me.

      • Gabriele says :

        Certo, ma infatti altrove sei convincente, e ti assicuro che io sono incline a credere ai cosiddetti, dai fideisti, “debunker”, ma in questo caso non sei convincente, tutto qui, è uno dei pochi misteri che, a mio parere eh, tu ne hai uno diverso, non trova spiegazioni logicamente razionali, nel senso comune di questa espressione, del tutto convincente. Te ne dico solo una, ma tanto per dire, non voglio imbastirci un discorso sopra; il tizio radioattivo, sostenere che era tale perché dopo giorni e giorni ancora aveva i vestiti con cui aveva lavorato nella centrale nucleare è a dir poco risibile, spero converrai. Ciao

      • die2878 says :

        Sono sicuro che nessuno sia perfetto ci mancherebbe…quindi sicuramente avrò sbagliato o sbaglierò, però proprio per questo motivo mi piace confrontarmi con le persone, ad esempio anch’io trovavo strano la “prova della radioattività” in realtà ho scoperto che un vestito esposto a elementi come il cesio, materiale comune nell’industria elettronucleare ci mette ben 30 anni per perdere la sua radiottività…non parliamo poi di plutonio o uranio (link) di conseguenza non appare poi così strano che i vestiti di un uomo risultino ancora in parte radiaottivi a distanza di anni…

      • Gabriele says :

        Ammettendo che i vestiti fossero rimasti radioattivi, perché usare gli stessi vestiti da lavoro per un’escursione in montagna a -20 gradi? per carità, potrei si può anche andare con le scarpe anti infortunistiche, o in giacca e cravatta, a seconda del lavoro che si fa, ma è strano non trovi? Anche se si chiama in causa la presunta “povertà” che faceva usare gli stessi abiti per diverse occasioni. Andare in montagna non è come andare al cinema dopo il lavoro, ammesso, e non concesso, che le conoscenze sulla radioattività fossero tanto arretrate rispetto ad oggi (cosa comunque falsa perché si sapevano benissimo i rischi nel ’59 e già c’erano stati incidenti che avevano messo in guardia gli scienziati…) da far sì che uno dopo il suo turno in una centrale nucleare non si lavasse e non si cambiasse. Infatti perché lavarsi, a che pro, se tanto poi si rimettono gli stessi abiti verosimilmente contaminati? Un non sense…

      • die2878 says :

        Capisco cosa vuoi dire ma l’inquinamento radioattivo fa si (purtroppo) che se tu indossi vestiti da lavoro radioattivi, non basta una bella doccia e un cambio di abiti a far si che tu non sia più “radioattivo”, sappiamo che lui prima di partire per l’escursione aveva lavorato e che data la scarsità di attenzione che ci si poneva in quel periodo (non è scarsa conoscenza ma solo malcuranza), è probabile che egli davanti ad un contatore geiger sarebbe risultato positivo, questo del resto spiegherebbe perchè su tutti gli sfortunati corpi trovati l’unico che aveva un alto tasso di radiazioni era anche l’unico che lavorava a contatto con esse.

      • Gabriele says :

        Io ho scritto quanto sia RIDICOLO pensare che uno dopo una doccia reindossi i vestiti con cui ha lavorato all’interno di una centrale. Ma se per te è normale o probabile d’accordo, ognuno ha i suoi convincimenti per carità.

      • die2878 says :

        no è ridicolo anche per me infatti ho parlato di un cambio d’abito ma le radiazioni non è che cambiando abito spariscono si impregnano sul corpo, poi come giustamente dici è sacrosanto che ognuno pensi ciò che vuole o crede .

  3. Max says :

    A mio avviso sono stati spaventati da qualcosa di grosso che lui ha fatti fuggire. E grazie al cavolo, dirà qualcuno. Rimango della mia idea, probabilmente gli esplose un missile vicino. Magari un missile radioattivo, i russi sono quelli che fecero esplodere più o meno in quegli anni una bomba potentissima, più potente dell’atomica se non mi sbaglio ma non ricordo il nome, in un isoletta all’estremo nord della Russia. Forse facevano degli esperimenti e pensavano la zona fosse sgombra. Hanno pur sempre chiuso tutto per 3 anni, mica è normale… Altre ipotesi: l’attacco di un orso o roba simile, una valanga ma ci credo poco.. Parliamo di gente uscita mezza nuda a – 30°

    • maxi says :

      http://www.aquiziam.com/dyatlov_pass_1.html. QUESTA é un indagine seria. Abbi almeno rispetto per le anime di questi esseri umani. Dovresti vergognarti!

      • die2878 says :

        Non capito se il commento era riferito a me se si è strano che mi dica così citando poi un articolo che anch’io cito nel post(link punto 6 e finale)…Mi spiace ma non mi vergogno affatto di esprimere un idea ne di scrivere, non manco di rispetto a questi poveri ragazzi ne a nessun altro, quindi mi permetta di dirle a lei di vergognarsi se zittisce le persone che non la pensano come lei…io esprimo un’idea e non manco di rispetto e ho tutto il diritto nel farlo o forse lei crede che solo il suo pensiero vada espresso?

  4. BORT says :

    SANTE PAROLE Die sei un grande!!!

    • Gabriele says :

      Nessuno mette in dubbio la “grandezza” di die, ma le sue ipotesi rimangono DISCUTIBILI, ed appunto, delle ipotesi. Piuttosto, mi domando se, oggi, sia possibile andare lì, in situ, a visitare proprio quel luogo, e non vicino, ma lì, come fanno, credo per finta in qualche altra montagna americana, nell’omonimo film a basso budget uscito quest’anno. Va da sé che non ci andrei mai senza il mio fidato fucile M4 e la mia fidata pistola, ma credo che i russi non sarebbero molto d’accordo.

      • die2878 says :

        Io metto in dubbio la mia grandezza perchè così non è… però a me non piace chi zittisce le persone immotivatamente solo perchè a lui non va ciò che si dice o scrive….la libertà di pensiero è importante perchè come diceva Orwell: ” La vera libertà (di stampa) è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire.”…detto ciò si è possibile andare li anzi, purtroppo, è diventata una macabra meta turistica http://www.ermaktravel.com/Europe/Russia/Cholat-%20Syachil/Kholat%20Syakhl.htm Quindi mi raccomando non andarci armato che se no son guai!!! 😉

  5. BORT says :

    Ma io nel dubbio se ci vado, mi porto un giubbotto antiproiettile….

  6. Maxi says :

    Io non zittisco nessuno, è la “sua” pseudo indagine a fare acqua da tutte le parti, è “lei” stesso a ridicolizzarsi. Meno male che ci sono altre investigazioni fatte come dio comanda, tra cui quella stessa da “lei” linkata.
    Purtroppo per lei ho iniziato a leggerla proprio con questo caso, spero tanto sia x lei che i suoi lettori che le bufale da lei “smascherate” non siano del livello di questa. Cordiali saluti, Maxi

    • die2878 says :

      No mi spiace ma lei mente, lei cerca di zittire e come le persone, con frasi come questa:” QUESTA é un indagine seria. Abbi almeno rispetto per le anime di questi esseri umani. Dovresti vergognarti!” dichiarando frasi fuori da ogni contesto come “abbi almeno rispetto per le anime…” se vuole dare un giudizio sul mio post è il benvenuto…il giudizio sul mio operato può essere il più disparato possibile, c’è chi mi definisce un idiota e chi mi fa i complimenti, non è mai stato un problema anzi se posso rispondo in modo scherzoso, ma attribuirmi un comportamento scorretto è oltre modo offensivo ed inadeguato, non che lesivo, tanto più che come ho già detto non vi è alcuna mancanza di rispetto in questa analisi poichè infatti essa non aggiunge materiale inedito o non pubblicato col consenso di terzi. Spero che lei semplicemente non si sia espresso bene e che la sua frase sia stata solo ed esclusivamente legata alla sua disapprovazione per il post.
      Detto ciò io accetto il suo giudizio sul post come quello di chiunque altro, non accetto il giudizioc he lei si è permesso di dare sulla mia persona e sul mio comportamento.
      Diego

  7. Max says :

    Mentre vi scannate, ripeto che ho la presunzione di dire che al 200% gli esplosero vicino dei missili dell’esercito sovietico. Nel 1961,neanche 2 anni dopo,i simpatici amici di Lenin impiegavano il tempo facendo esplodere la bomba Tzar, rispetto alla quale l’atomica è far esplodere un palloncino. Non che lo abbiano fatto apposta,probabilmente pensavano non ci fosse nessuno. Rumore improvviso,calore improvviso,corsa. La lingua mancante e le costole rotte per me qui sono spiegate bene. Era tempo di esperimenti quello. E perchè stupirsi? Pensate che c’è una città in cui lo Stato fece mettere delle bombe a una stazione e di morti ne fece 85, altro che 9…non ricordo il nome di quello stato però

    • die2878 says :

      Ma chi si scanna…ci mancherebbe anche se sarebbe bello che chi commentasse lo facesse come te in modo si da mostrare la propria idea ma correttamente senza mancare di rispetto a nessuno…detto questo hai dei riferimenti per dire ciò?… che sia possibile, non c’è da stupirsi, però senza prove tangibili è difficile dimostrarlo….

      • Max says :

        Molti testimoni videro delle palle di fuoco un cielo… Non ricordo chi, l’ho visto su un sito in inglese, disse che erano chiaramente missili internazionali, cioè quelli che dalla Russia potevano andare in Alaska. Nel 61,neanche 2 anni dopo, i sovietici lanciarono per propaganda la bomba Zar. Zona chiusa per 3 anni, documenti segreti distrutti alla caduta dell’URSS. Sicuramente stavano facendo un’esercitazione o roba simile. Le prove? E chi ce le ha… Ma se devo leggere di presunte valanghe in zone in cui non ce ne sono da 70 anni…

      • die2878 says :

        Si l’ho riportata la storia delle palle di fuoco ma come scritto nel post si è rivelato una notizia falsa (vedi punto 2)….al contrario la zona sovrastante l’accampamento risulta spesso soggetta a slavine…….indipendentemente da questo un prototipo di bomba zar http://it.wikipedia.org/wiki/Bomba_Zar o un esperimento simile credo avrebbero fatto molti più danni a livello ambientale

  8. alchemyst77 says :

    scusate se mi intrometto e dico la mia io non ho mai scalato un percorso tipo III ma sono piuttosto avvezzo alle arrampicate libere e alle lunghe escursioni sia su roccia che su ghiaccio,ho fatto per quasi 9 anni parte di una squadra volontaria di soccorso montano quì sugli appennini,ho fatto diverse arrampicate segnate in quasi totalità da gradi IV,V e VI (scala uiaa),tradotto in alpinismo italiano siamo tra i gradi AD e TD (nonostante questo ben lungi da un escursione a tappe forzate sugli urali in grado III°),tuttavia per mia esperienza vi posso assicurare che degli escursionisti esperti non farebbero ne lascerebbero mai,(mi permetto 10 punti):
    1) una tenda senza il minimo per sopravvivere,figuriamoci scarpe giaccone e piccozze,nemmeno nella reale prospettiva di una slavina in corso o per l’arrivo di una valanga.
    2)anche nel + assoluto terrore nessun escursionista esperto danneggerebbe volontariamente il suo unico riparo senza averne un sostituto a portata di mano,figuriamoci se poi,anche anche ammettendo questa lontanissima probabilità, perderebbe istanti preziosi a strappare con le mani e con le unghie il robusto tessuto di una tenda da ghiacciaio(vi voglio ricordare che in quegl’anni le tende russe che potevano resistere a -40/45° erano spesse dai 2 ai 3 mm sovrapposti in fibre isolanti)quasi impossibili da dilaniare a mani nude senza l’ausilio di tempo e di picche e coltelli(che a quel punto rimarrebbero nelle mani dell’autore come oggetti di estrema utilità)
    3)si allontanerebbe senza alcuno strumento,nemmeno una bussola o un razzo di segnalazione o altro,o anche una semplice corda per rimanere in contatto di fila,nel bel mezzo di una bufera o di una tempesta con -30 e con visibilità scarsa o zero,non importa l’evento scatenante;qualsiasi alpinista sa che in quelle condizioni le possibilità di sopravvivenza non esistono,figuriamoci poi se tutti e 9 avrebbero commesso le medesime mancanze ed errori.tutti e 9?
    4)lo “spogliamento paradossale” tanto decantato da molte fonti e siti,oltre ad essere rarissimo quasi mai colpisce + di una persona per volta e mai in contemporanea con altri,infatti il metabolismo personale di ognuno di noi ha tempi di reazione diversissimi all’ipotermia estrema,secondariamente lo spogliamento paradossale sarebbe dovuto accadere molto lontano dal campo,mentre invece come sappiamo molti sono usciti dalla tenda già svestiti,(dico molti perchè anche se è pur vero che non tutti lo erano il suo numero di 2 non rispecchia appieno la realta dell’inchiesta,se facciamo una media tra i + tutti i link e i videodocumentari inerenti all’incidente io credo che una media accettabile,tirando le somme,sarebbe almeno 3 se non 4 su 9)
    5)i corpi presentavano fratture da schiacciamento interno e lesioni articolari e ossee con traumi anche cranici di varie intensità,tutavia nessuno presentava segni di danno ai tessuti molli,questo è quasi impossibile è inficia la probabilità di una caduta da 13 metri o di un trauma da altezza,infatti se è pur vero che il freddo(moderato,non certo -30) sgonfia e appiana rigonfiamenti,rossori ed ematomi e contusioni,traumi di simile portata lascerebbero proprio in virtù dell’estremo freddo un “imprinting”,ovvero il sangue,gli ematomi,il sangue pesto,le abrasioni e lacerazioni si fisserebbero indelebilmente nelle carni aumentando se possibile di visibilità e profondità.
    6)arrivati i primi decessi il resto del gruppo infreddolito e in ipotermia spoglierebbe interamente i caduti,questo è vero e plausibile,ma allora ci sarebbero stati membri del gruppo vestiti molto meglio e pesantemente di altri avendo strati e strati di vestiario,mentre così non è,nemmeno uno di loro ha + di una sola maglia o maglioncino,ne nessuno ha doppi pantaloni,ne tantomeno doppi o tripli calzini,sopratutto questi sarebbero stati i primi ad essere presi,anzi in previsione della cancrena da freddo e dalle bruciature fredde causate dai piedi scalzi chiunque nel gruppo avrebbe almeno provato a fasciarsi i piedi con strati di tessuto e vesti,nella speranza di riacquisire un poco di mobilità e di tornare indietro il prima possibile.
    7)nessuno di loro ha provato realmente a tornare indietro verso il campo,la fonte dello spavento quindi doveva essersi non solo prolungata e originata da, e in quel punto, ma doveva essersi anche protratta parecchio nel tempo,ecco perchè escluderei una slavina o una valanga,in quel caso non servirebbe allontanarsi di kilometri correndo in fila indiana senza tornare quanto prima sui propri passi,se fosse stata una valanga si sarebbero allontanati quanto bastava per essere al sicuro da essa(una valanga non dura molto),ma subito avrebbero invertito la marcia per tornare al campo (ancora vicino quindi) per cercare di recuprare il possibile per la sopravvivenza che fuori, lo ripeto, era pari a zero,invece non solo non si voltarono,non solo non accennarono nemmeno un dietro front, non solo continuarono in fila indiana,ma preferirono addirittura affrontare il dolore estremo di camminare sulla neve coi piedi scalzi ormai in cancrena per decine di minuti,consapevoli che senza alcuna attrezzatura l’allontanarsi troppo con visibilità nulla sarebbe stato un suicidio collettivo,un viaggio senza ritorno.una valanga vi assicuro causa paura,ma la certezza della morte,la sicurezza dell’inevitabile ne fa molta di più,semplicemente non è plausibile un simile comportamento collettivo da parte di tutti e 9 scalatori esperti.(nemmeno per dei semi-esperti se proprio si vuole essere pignoli)
    8)il luogo scelto per il campo base dopo la scoperta di aver mancato il percorso era su di una altura tronca una vasta area pianeggiante circondata da 3 declivi,uno dei quali molto vicino rientrante e ripidissimo e da una sola salita notevole (eccezzion fatta per un avvallamento serpeggiante la zona ma lontano mezzo kilometro),è vero in quell’area le probabilità di slavine di media intensità c’era sicuramente,è ovvio parliamo degli urali in fin dei conti non dell’Abetone,tuttavia in quell’evenienza la sua corsa non sarebbe stata così folgorante e i due declivi l’avrebbero rallentata,(è una mia ipotesi ma credo che quel punto venne scelto proprio in virtù del riparo naturale,credo che venne scelto oculatamente proprio per questo)riducendone di molto l’avanzata e soffocandone l’impeto,quindi il rumore prodotto sarebbe stato quello tipico di una slavina di media intensità,un rumore distintivo che tutti gli alpinisti imparano a conoscere molto bene,sentendone il ruggito chiunque dotato di esperienza avrebbe optato certamente per il declivio + vicino utilizzandolo come “tetto trampolino” non solo perchè raggiungibile in breve tempo ma anche per la sua visibilità e posizione rispetto la tenda.se così non è stato è perchè il pericolo era molto + estremo e non solo era tangibile,visibile e concreto,ma io credo che la fonte di questo non fosse affatto unidirezionale e con un solo “verso” ma fosse in realtà in movimento intelligente,mi spiego meglio,io credo che il pericolo non solo fosse qualcosa di persistente(non qualcosa di veloce come una valanga)ma che stesse inseguendo il gruppo,ecco perchè seguirono in fila indiana di corsa nel bel mezzo del nulla,ecco perchè nessuno diede cenno di voltarsi e di tornare indietro,ecco perchè la paura superò persino il dolore,c’era qualcosa di tremendo,di così spaventoso e mortale che qualsiasi ragionamento razionale fu soprafatto dall’istinto di sopravvivenza(anche se come sappiamo fu il contrario)qualcosa di così inconcepibile e folgorante da far perdere il senno a ben 9 “professionisti”,a 9 persone intelligenti e avvezze ai pericoli montani e dotati di una tempra e un affiatamento già ben collaudati.
    9)mi spiace ma la questione dell’abbronzatura bruna non è così facilmente archiviabile,Yuri disse esplicitamente che tutti e 5 i corpi avevano la medesima colorazione e che era omogenea,tralasciando il fatto che un ragazzino russo sa benissimo che colori può assumere la cancrena e la bruciatura da freddo,è vero la pelle bruciata dal freddo può e prende sovente un colore nerastro o marrone scuro,ma non è affatto omogenea ne tantomeno può essere uguale per tutti e 5 i corpi,infatti il colore a seconda dell’esposizione può andare dal giallo all’ocra dal viola al nero dal marrone chiaro a blu scuro,è quasi impossibile che la stessa colorazione si presenti in modo omgeneo e per di + su 5 corpi contemporaneamente,per di più morti in circostanze di causa diverse(infatti alcuni morirono per le fratture riportate quindi il blocco circolatorio avrebbe fatto virare enormemente i colori,sia sull’intero corpo che in concomitanza delle fratture e degli ematomi)
    10)è vero che l’esposizione prolungata alle radiazioni porta ad un aumento della radioattività latente,sopratutto in un corpo umano e di certo in fibre come quelle dei vestiti,ma sorvolando sul fatto che non ha alcun senso portare gli stessi vestiti da lavoro in una scalata di tipo III°,ma sopratutto la quantità rilevabile da un contatore geiger non sarebbe stata mai a quei livelli,parliamo di livelli di 8-9 volte quelli rilevabili a una lunga esposizione di radiazioni,anche per quegl’anni del tutto intollerabile,e ben 3 volte superiore alla tolleranza umana,sinceramente troppo intensa per un lavoratore che non era nemmeno un addetto al nocciolo del reattore,alle barre radiottive o alla vasca di raffreddamento ma solo un impiegato del centro controllo.
    mi scuso per essermi dilungato e per aver obbiettato su molti punti

    • die2878 says :

      Non c’è assolutamente problema se si obbietta, ti ringrazio per la tua educazione ma non ti devi scusare di nulla.
      Detto questo permetti di non essere d’accordo il punto 1-2-3 a mio parere mostrano tutti lo stesso errore di pensiero ovvero quello di non pensare a quanto può giocare in modo negativo il panico durante una tragedia o un’emergenza, senza dilungarmi in molti esempi prendiamo i marinai (anche esperti) che durante un naufragio si recano sotto coperta invece che sul ponte, è illogico e mortale eppure la paura fa questo ovvero mostra la nostra parte irrazionale e da psicologo, non da esperto del settore montano, ribadisco che non si può ragionare razionalmente durante un evento inaspettato e pericoloso, perchè purtroppo in molti casi l’esperienza aiuta ma, come purtroppo la storia dimostra non è una garanzia, non ha caso molti esperti in vari settori han trovato la morte compiendo errori grossolani, che sicuramente a mente fredda non avrebbero mai compiuto.
      Il punto 4 potrebbe essere un’obiezione più che corretta ma si deve tenere conto che essi non sapevano e non riuscivano più a ritrovare il campo altrimenti non avrebbero provato ad accendere un fuoco in un’altro luogo indi per cui è corretto suppore che ,per loro, la lontananza era un elemento irrilevante in quanto il campo non era comunque raggiungibile, inoltre medicalmente parlando non è affatto vero che: “lo spogliamento paradossale non colpisca mai + di una persona per volta e mai in contemporanea“, infatti non è molto che vi è stato un caso di più persone colpite contemporaneamente come apprendiamo leggendo dei trattati forensi del 2010 di John J. Miletich, Tia Laura Lindstrom e Cyril H.
      5) i corpi presentavano ferite visibili nei tessuti molli, ferite visibili anche nelle foto, addirittura un corpo presenta un bendaggio improvvisato segno di una ferita al tessuto molle in vita
      6)Alcuni corpi presentavano doppi vestiti Kolevatov aveva adosso i vestiti di Dubinina, sebbene il gruppo non era più compatto ma bensì separato in tre parti (affermazione dettata dal luogo di ritrovamento dei corpi)
      7)In un luogo buio freddo il comportamento è ben poco giudicabile ma non è vero che non provarono a tornare indietro anzi il ritrovamento dei corpi dimostra proprio che essitentarono di ritornare alla tenda
      8)In verità la zona è nota per le slavine, come detto nel post, le persone non erano avezze montanare ma bensì amatori e un esperto sa che questo è già una bella differenza, anche perchè sebbene poche volte è stato detto, gli esperti che si misero allaricerca del gruppo ritennero sempre un errore la locazione dove era stata piantata la tenda e, a mio parere, questo vale più di mille prove.
      9) si tiene conto della testimonianza di un bambino di 12anni poco esperto per sua fortuna di cadaveri ma non degli altri 20 e più parenti (genitori e parenti dei defunti) presenti ai funerali che videro i corpi e non riscontrarono nulla di particolare, credo che se effettivamente vi fosse stato qualcosa di particolare la testimonianza di Yuri sarebbe stata supportata da altri ma così non è
      10) non vi è nessuna documentazione che affermi che siano stati riscontrati livelli di 8-9 volte superiore a quelli rilevabili a una lunga esposizione di radiazioni o 3 volte superiore alla tolleranza umana, anche perchè se questo fosse vero gli scopritori dei cadaveri o chi fosse stato a contatto di essi sarebbe sicuramente morto ma nessuno ha mai avuto problemi ne è mai deceduto per colpa delle radiazioni presenti nel sito o sui corpi.
      Saluti
      Diego

  9. zetar says :

    Non sono in grado tecnicamente di esprimere ulteriori commenti oltre a quelli indicati da alchemyst77, credo sia stato esaustivo. Su molte cose la penso come Lui. Credo anche che liquidare in questo modo i punti 1-2-3- sia poco ragionevole, perchè possono essere la spiegazione DETERMINANTE.
    Ho provato a considerare come avrei reagito io in una condizione come quella,

    Provo a immaginare:
    “sono dentro la tenda con gli altri, si presenta una situazione di pericolo immediato, devo scappare, ma non ho le scarpe ne sono vestito per uscire, non ho tempo per vestirmi ne per prendere nulla con me,
    – ma perchè invece di uscire dall’entrata della tenda, perdo tempo a rompere la tela con le unghie e con i denti? tra l’altro una tela robusta perchè?
    – Cosa mi impedisce di uscire dall’entrata?
    – Dove vado senza scarpe e giubbotto di notte a meno 30 gradi?
    – Nella mia “pazzia”, perchè tutti mi vengono dietro nelle stesse mie condizioni?
    – Non sono un esperto alpinista? ma sono anni che pratico quello sport, conosco la montagna e i suoi rigori, sò che cosi “svestito” morirò di certo perchè scappo? Da cosa scappo? anzi da cosa scappiamo tutti?”

    Sò che il raziocinio in quei momenti non è da tutti, ma è l’istinto di sopravvivenza a guidare i nostri gesti oltre alla paura, ma tutti e nove che scappiamo come pazzi, mi sembra troppo.
    Inoltre essendo la tenda piazzata in zona pianeggiante abbastanza lontano dalle montagne, il pericolo valanga era da escludere e comunque non spiega quella “rottura posteriore della tenda” e una fuga nel nulla in quelle condizioni.

    Non volevo commentare questo post per la mancanza di ulteriori elementi, ma credo che non ne avremo mai altri. Quei ragazzi morirono in maniera atroce e qualcuno che non sapeva che pesci prendere, chiuse l’indagine classificandolo come un “incidente” accorso a dei ragazzi dilettanti.

    Non esiste una spiegazione razionale a fatti del genere. Diego non mi trovi d’accordo nella Tua esposizione, nemmeno con la psicologia. E’ successo qualcosa che non ha nulla a che vedere con il semplice timore di una valanga, ma non sò dirti cosa.

    • die2878 says :

      In realtà siamo d’accordo perchè anch’io penso che: “Quei ragazzi morirono in maniera atroce e qualcuno che non sapeva che pesci prendere, chiuse l’indagine classificandolo come un “incidente” accorso a dei ragazzi dilettanti.”….salvo poi segnalare come per incanto che quelle colline erano da ritenersi pericolose per le slavine, peccato che ciò avesse portato alla morte già dei poveri innocenti….Il più grosso mistero è come ogni volta alcune persone riescano a farla franca anche con degli innocenti sulla coscienza….ma siccome alla tristezza non c’è mai fine, ahimè Zetar guarda cosa ho scoperto, cercavo un link per mostrarti la difficoltà e la pericolosità della zona scelta del gruppo e mi è venuto fuori un articolo che tratta del macabro interesse dei turisti per l’incidente: La posizione del Passo Dyatlov attira turistiLa storia della morte dei nove turisti sovietici negli Urali settentrionali richiama un interesse mai visto prima per la posizione in cui si è verificato l’incidente mortale. Bah fosse per uno scopo capirei ma mi sa tanto di interesse macabro tipo le foto vicino al relitto della Concordia o alla casa di un omicidio…. che schifo!
      http://rbth.com/travel/2013/02/25/extreme_tourism_in_the_urals_dyatlovs_footsteps_23259.html

  10. La Cruz says :

    Ho sentito tantissime fregnacce a proposito di questa storia, ma chi ha scritto questo articolo che ritiene perfino di aver trovato la soluzione, ne aggiunge molte altre.

    Oltremodo ridicolo

    • die2878 says :

      Partendo dal presupposto che ognuno ha il diritto di esprimere la propria idea, personalmente io ritengo ridicolo accreditare ad una persona singola i vari documenti citati (…e sono davvero tanti, basta cliccare sulla parola link) che portano ad una evidente risposta; attenzione però che, l’autore ipotizza “una soluzione” non si arroga il diritto di aver trovato “la soluzione” comunque mi rendo conto che questa sottigliezza non è facilmente intuibile .
      Comunque felice di aver portato almeno un sorriso
      Saluti

  11. Guido says :

    Ciao,
    mi permetto di dire la mia….qualunque cosa sia accaduta, deve essere successa all’improvviso…e deve in qualche modo aver reso impossibile uscire dalla tenda in modo normale. Perciò: o qualcosa ha ostruito l’entrata della tenda (slavina…un cumulo di neve?) o qualcosa stava cercando di entrare o era già entrato nella tenda, tanto da far perdere la testa a nove persona mediamente esperte e indurle a squarciare l’unico riparo che avevano per correre mezzi svestiti in mezzo al nulla, nel corso di una tempesta di neve…con meno 30!!
    Insomma, è la reazione di gente che ha completamente perso il controllo, in preda ad un terrore cieco. O forse erano allucinati? Potrebbe essere un’altra spiegazione….qualcosa ha causato uno stato allucinatorio collettivo..bah….è comunque una storia moto inquietante.

    • die2878 says :

      Ottime osservazioni….ed interessante l’idea dello stato allucinatorio….effettivamente potrebbe benissimo essere…come è altrettanto sensato definire l’incidente molto inquietante.
      Grazie delle tue osservazioni molto pertinenti e a mio parere azzeccate
      Saluti
      Diego

      • Antonio69 says :

        Scusate se mi intrometto in questa discussione, ma secondo me l’errore sta alla base, mi spiego meglio, nn pare piuttosto strano che uno che lavori in un sito nucleare segreto… (Visto che se ne ebbe notizia qualche anno dopo a causa di un incidente occorso nello stesso) sia nello stesso tempo una espertissima guida di montagna?? Nn credo che in quegli anni le condizioni di lavoro all’interno di un sito nucleare segreto,permettessero di avere tempo sufficiente a coltivare hobby così impegnativi… Se nn sbaglio poi, gli sfortunati ragazzi erano tutti brillantissimi studenti di materie ingegneristiche e fisiche…una simile escursione nel mese di febbraio… Il più micidiale, sembra più un’esigenza, i nove potrebbero essere stati dei volontari partiti alla ricerca di qualcosa, resti di un missile????? Molti siti dicono che questa avventura avrebbe portato molti vantaggi ai ragazzi… Ma perché rischiare la vita in una escursione avrebbe portato vantaggi e punteggi a brillanti menti matematiche? Sono un poliziotto e l’esperienza mi insegna , in presenza di “fatti” delittuosi inspiegabili, il pregresso delle vittime e’ di fondamentale importanza… Perché nessun articolo ci parla della vita di questi ragazzi ma soprattutto della loro guida…. Per me il vero mistero di questa triste storia e’ il suo inizio, nn tanto la sua fine… Prego datemi qualche delucidazione sui miei dubbi, e soprattutto se in altri casi di tragedie montane, un intero passo sia stato interdetto per tre anni, come pare sia accaduto in questa vicenda, grazie a chi mi risponderà’ .. Questa storia mi ha molto appassionato…

    • Hesperia says :

      Sono perfettamente d’accordo. Tendo ad escludere un “pericolo immaginario” che abbia portato al delirio nove persone così a caso, solo perché qualcuno ha scambiato un tremolio per una valanga.
      Provo ad immaginarmi la situazione, ossia presunto buio pesto con vento e tormenta (sempre ammesso che queste fossero le effettive condizioni climatiche). Può starci che un rimbombo e dei tremolii possano portare dei ragazzi a perdere la testa per la paura e può starci anche il non capire più niente e fare gesti inconsulti. Con molta fantasia, posso anche pensare che abbiano deciso di tagliare la tenda anziché uscire dall’ingresso perché i rumori della presunta valanga a loro sembravano provenire proprio da davanti, e credevano di evitarla sfondando il tessuto da dietro. Ma quello che più mi lascia perplessa è il fatto che ben nove persone si siano comportate allo stesso identico e irragionevole modo, e lo abbiano fatto per un discreto lasso di tempo. Mi sembra eccessivo, se la ragione fosse solo la paura di un pericolo immaginario. Per uno che sclera, mi pare strano che nessun altro tra quei nove non fosse più lucido, per invitare gli altri alla calma. Lì sembra proprio che tutti e nove di colpo fossero partiti a sclerare terrorizzati per qualche ragione e di comune accordo si fossero messi a fuggire a gambe levate.
      Comunque, ammesso che uno vada fuori di testa in preda al panico, si convinca che sta per essere travolto da una valanga e strappa la tenda per scappare dal lato che egli reputa più sicuro, ammesso pure che all’inizio si metta a correre come un pazzo completamente a caso, ci vogliono pochi minuti per far cessare il fragore di una valanga e accorgersi che il pericolo non era reale. Poi a quel punto, uno cerca subito di ritornare indietro. È verissimo che dalla posizione dei corpi pareva che cinque di loro avessero fatto un disperato tentativo di tornare indietro e senz’altro avevano perso l’orientamento per cui non era affatto facile, ma tutto questo dopo – mi sembra di aver letto – un’ora di camminata in calzini con trenta gradi sotto zero e parecchie centinaia di metri percorsi dalla parte opposta alla tenda. Questo mi porta a credere che qualche grave pericolo nella zona dell’accampamento li avesse DI PROPOSITO tenuti ben lontani da lì a distanza di sicurezza e per un lungo periodo, qualcosa che li aveva terrorizzati al punto da sfidare per così tanto tempo il dolore, il gelo, l’ipotermia. Solo in fin di vita alcuni di loro avrebbero provato a tornare indietro, magari cercando prima di verificare dall’albero che l’area fosse tornata sicura da non si sa chi né cosa, e chissà può anche darsi che gli altri quattro avessero deciso di proseguire in direzione del bosco senza seguire gli altri proprio perché ancora convinti di essere in pericolo a cercare di ritornare verso il campo.
      Con un sorriso, mi distacco un attimo da questa storia. Io ho il terrore folle e completamente irrazionale delle cimici. Quando ne vedo volare una, vado nel panico. Una volta mi capitò di essere in macchina da sola, e una di queste iniziò a volare dentro l’abitacolo. Il mio cervello andò, per una questione così banale, in black out totale. Compii una manovra da pazzoide arrestando la macchina sul ciglio della strada, senza nemmeno guardare se avessi altre macchine dietro o ai lati, e mi lanciai fuori dall’automobile come una forsennata, urlando in una fuga verso il nulla e per poco non finivo nel fosso. Può capitare a chiunque quando una situazione porta al terrore. Comunque, dopo una manciata di secondi e nonostante la tachicardia, ripresi la lucidità di valutare la situazione, ritornare indietro, mettere le quattro frecce e buttare fuori la cimice con un fazzoletto, per mettere in sicurezza me stessa e gli altri, e ripartire. Gli attacchi di panico immotivati quando si avverte un pericolo sono devastanti e perdi la ragione anche per le cose più banali, ma passato il senso della minaccia generalmente si riacquista il controllo (a maggior ragione se circondati da persone presumibilmente più lucide).
      Ritornando al Passo Djatlov: se escludiamo un attacco allucinatorio collettivo dovuto a esperimenti chimici o riguardo chissà che nubi tossiche, anche secondo me deve essere accaduto qualcosa che li abbia fatti realmente sentire sotto gravissimo pericolo di morte, qualcosa di tangibile e protratto nel tempo, che li abbia spinti a scappare via come forsennati e soprattutto a restare ben lontani per un lungo lasso di tempo nonostante le condizioni meteo letali (una bomba esplosa nei dintorni? qualcosa che c’entrasse coi missili e le “luci arancioni”? qualche test dell’esercito? qualcos’altro di chissà che entità? chissà).
      Sicuramente, se avessero perso il lume della ragione per motivi tipo intossicazione alimentare e panini coi funghetti allucinogeni per merenda, che li aveva spinti a vedere tutti il sanguinario Conte Dracula dentro la tenda, l’autopsia l’avrebbe riscontrato subito un’eventualità del genere e avrebbero archiviato il caso con ben altre conclusioni sotto il “causa del decesso”. Era fin troppo semplice e comodo, fossero andate così le cose. C’è sicuramente altro sotto.

  12. Angmar79 says :

    come si dice … ‘ la verità è la nostra curiosità sara saziata dopo essere stati li personalmente, aver indagato, e cercare di tornare, magari portandoci dietro medicinali antipanico…

  13. Nino says :

    Ottima ricostruzione ma lo spiegare il tutto con una valanga è talmente demenziale che rimane il mistero di come, una persona dotata di un minimo di intelligenza, possa fornire una spiegazione degli eventi del genere

    • die2878 says :

      Sottolineando che ognuno è libero di avere una propria idea o teoria; per quanto si possa pensare la probabilità di una valanga è ampiamente motivata da link e documenti presenti nel post. Detto ciò, a mio modesto parere, il rispetto e l’educazione nell’esprimere il proprio pensiero dovrebbero primeggiare anche sull’intelligenza.
      Saluti
      Diego

  14. nino says :

    Quando si ha la presunzione di fornire certe “verità” bisognerebbe vagliarle con estrema cura, con oggettività ed obiettività e non proporre spiegazioni di pancia.

    Bisogna fissare un primo, importante punto: questi non erano gitanti della domenica ma degli esperti della montagna e delo sci di fondo.

    Stavano nella tenda, avvertono un tremolio nel cuore della notte.
    Ci può stare che si possa scambiare per una valanga, ci può stare pure che si squarci una tenda.
    Ma una volta fuori, occorre una manciata di secondi per realizzare che non c’è nessuna valanga in arrivo.

    Anche perchè non è consigliabile correre all’impazzata. Si potrebbe andare proprio verso la valanga.

    ma lasciamo stare, ci può anche stare che prima che questo venga accertato, si percorrano poche centinaia di metri.
    Ma appunto, poche centinaia di metri.
    Ed alla fine, le distanze dei corpi ritrovati, lo confermano.

    Una volta fuori e senza nessuna valanga in arrivo, non si rimane seminudi e si accende un fuoco per scaldarsi.
    Si fa ritorno celermente alla tenda, anche squarciata perchè ci sono gli abiti e perchè non c’è una spedizione del genere che non abbia il kit per rattoppare una tenda.

    Anche con scarsa visibilità o col buio, le distanze non erano tali da non far ritrovare la tenda, specie se c’era un fuoco o una lampada, cosa praticamente immancabile.

    Ma anche ammesso che la visibilità fosse tanto scarsa, per nebbia o per neve, nemmeno un sprovveduto pensa di ricavarne un vantaggio visivo salendo su un albero.

    Conclusione: la tua spiegazione è presuntuosa e senza cognizione di causa.

    Io sono astrofilo ed una volta ho zittito uno del CICAP perchè cercava di spiegare un avvistamento di massa di un fenomeno luminoso in cielo, con il pianeta Venere e coi palloni sonda.
    Solo che i palloni sonda non si utilizzano più da 40 anni, se non in spedizioni antartiche ed il pianeta Venere ha lo stesso moto apparente di qualsiasi altro astro.

    Non fa zig zag e nè sfreccia a velocità elevatissime.

    Saluti

    Nino
    .

    • die2878 says :

      No desolato io non ho nessuna presunzione basta leggere i miei commenti o i miei post per capirlo, ne penso e ne credo che ciò che affermo siano verità assolute, sono solamente le mie idee e le mie teorie, l’educazione si ha o non si ha, tanto è vero che non mi sono mai , e sottolineo mai, permesso di zittire una persona che essa sia d’accordo o meno con le mie idee (per quanto ammetto che il Cicap non mi sia affatto simpatico ne per come si pone ne per come espone le sue idee); ma è pur vero che ognuno è libero di pensarla come vuole, ovviamente è una mia idea e purtroppo come ci si accorge molto spesso un pensiero poco condiviso.
      Detto ciò mi permetto di chiederle se ha mai effettuato una spedizione notturna in mezzo alla neve, le posso garantire che di notte vi è buio quasi totale in caso di cielo poco sereno e ritornare sui propri passi risulta molto più arduo di quanto si pensi (immagini di trovarsi di colpo in una stanza totalmente al buio avrebbe difficoltà a trovare la porta anche dopo un metro immagini cosa vorrebbe dire trovarsi in uno spazio sconfinato dove tutto ciò che si vede a mala pena dista 20 cm ed è il bianco della neve) , e se le è capitato di dormire in tenda avrà notato che i rumori sono oltremodo ampliati dalla struttura stessa della tenda (che, e questo lo posso garantire in prima persona non si rattoppa facilmente o con un kit prefabbricato per altro nati a fine anni 70); inoltre si renderà conto anche lei che in caso di un grosso spavento o paura che ci porta ad allontanarci da un rifugio non si pondera su come e con cosa uscire poichè il nostro istinto di sopravvivenza ha il sopravvento ( in questo caso basta solo guardare le sfortunate vittime di un qualsivoglia cataclisma). Infine trovo del tutto normale che una persona sperduta, impaurita ed infreddolita posso cercare in tutti i modi di trovare un via per sopravvivere…anche arrampicandosi su di un albero o accendendosi un fuoco di fortuna.
      Faccio inoltre notare che essi dai documenti e dalle dichiarazioni di testimoni non risultavano professionisti, anzi tutt’altro e comunque purtroppo chi conosce la montagna sa perfettamente che non esiste professionismo per certi eventi se non si è fortunati ci si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato.
      Poi ovviamente è libero di pensare che la mia spiegazione sia presuntuosa e senza cognizione di causa, ne ha tutto il diritto; io son orgoglioso di aver sempre cercato un dialogo costruttivo con storici, ufologi, studiosi, religiosi o scienziati di ogni genere e di non aver mai zittito nessuno ma di aver sempre cercato di apprendere nozioni e conosciuto nuove teorie
      Saluti
      Diego

      • nino says :

        Ho un minimo di esperienza di escursione in montagna.
        Vede, nella sua replica, Lei non fa altro che ribadire cose che non stanno nè in cielo e nè in terra.

        Le ho già spiegato che presi dal panico, si possa anche fare un gesto inconsulto.
        Ma questo non viene prolungato nel tempo, ergo, una volta acclarato (il che avviene praticamente subito) che non ci sia nessuna valanga in arrivo.

        Poi lei da per scontate alcune cose come se ne avesse conoscenza diretta: buio totale, nessuna luce, persone sprovvedute, allontanamento tale da rendere impossibile il ritorno.

        Mi duole averla offesa, mi scuso per questo.
        Sono poco propenso alle spiegazioni paranormali ma molto meno propenso a spiegazioni irrazionali, peggiori di quelle fantasiose.

        Ci sono un’infinità di vicende inspiegabili ed avvolte dal mistero.
        Non significa che non ci siano spiegazioni razionali.
        Semplicemente non ci sono abbastanza elementi per formularle.

        Allora è preferibile lasciarle così, anzichè offrire a tutti i costi una spiegazione non supportata da prove e fatti concreti.

        Pessima abitudine del citato CICAP.

        Non L’avrei apostrofato in malo modo se non fosse per il titolo del Suo Blog: Mistero Risolto.

        Mi scuso ancora ma Lei abbia un pochino più di modestia e non confonda il risolvere misteri con l’esposizione di tesi e congetture.

        Saluti

        Nino

      • die2878 says :

        Capisco il suo punto di vista, ma le affermazioni che faccio sono dettate dai documenti presenti nei post, non si preoccupi non mi son sentito offeso ci mancherebbe, volevo solo rimarcare che i commenti esistono per creare un dialogo come questo… a tal proposito non riesco a capire questa frase, me la può spiegare?
        “Ma questo non viene prolungato nel tempo, ergo, una volta acclarato (il che avviene praticamente subito) che non ci sia nessuna valanga in arrivo.”
        Volevo inoltre con un sorriso dirle che “Mistero Risolto” è il titolo del blog e richiama la frase di un comico (Prapapappo) della trasmissione Colorado proprio per stemperare i “toni” e per non prendersi troppo sul serio….ma non è il primo utente che me lo fa notare probabilmente non era un comico così famoso….

        Diego

  15. Gianfranco Giampietro says :

    Partendo dal presupposto che ognuno ha il diritto di esprimere la propria idea, credo che, una piaga se non peggiore almeno sullo stesso piano del voler credere ciecamente a qualsiasi mistero o spiegazione “misteriosa”, sia la pretesa di voler sempre trovare una spiegazione forzata a tutte le cose, anche quando non si dispongono di reali spiegazione da dare.
    La mancanza di una spiegazione non deve per forza far credere che la spiegazione sia eccentrica o fuori dal naturale. Significa soltanto che non abbiamo la spiegazione, che magari a nostra insaputa potrebbe essere anche di una banalità sconcertante. Occorre anche l’onestà intellettuale di ammettere i misteri quando ci sono, che non vuol dire accettare strampalate ipotesi di UFO, yeti o spiriti. Non dobbiamo sentirci diminuiti come persone se non siamo in grado di dare una spiegazione a qualcosa. Qual’è altrimenti il rischio? Il rischio è che al pari di un visionario che tira fuori complotti e dischi volanti per spiegare anche soltanto il motivo del bicchiere rovesciato sul tavolo, rischiamo di tirare fuori “spiegazioni naturali” talmente ridicole da fare quasi la stessa ridicola figura del visionario suggestionabile o complottaro. Ho sempre trovato lo scientismo dell “abbiamo sempre una spiegazione a tutto!” giusto una tacca meno puerile e ingenuo del visionario complottista. Esagerando l’esempio per renderlo più comprensibile, se da una parte è giustissimo liquidare una misteriosa luce nel cielo notturno come un fenomeno naturale o di natura umana di cui ignoriamo la natura ma di cui probabilmente ci faremmo una risata se ne conoscessimo la banale natura, da un’altra parte se sopra casa nostra passasse in pieno giorno l’astronave madre di Indipendence Day e una intera folla di piazza si fermasse a puntare il dito verso di essa… forse faremmo una figura un pò misera a liquidare il tutto come ad un semplice fenomeno atmosferico (“no, non capite, è soltanto un fenomeno dovuto all’umidità”).
    E posso garantire che c’è molta gente “scientifica” che dimostra di avere questo atteggiamento. Dubbio e scetticismo sono sempre segni di intelligenza. Il voler dare per forza una spiegazione naturale forzata a tutte le cose lo è molto meno. Riguardo l’incidente del Passo Djatlov, a nostra insaputa la spiegazione a tutto quanto potrebbe essere terribilmente banale e naturale. Ma rimango dell’idea che non sappiamo cosa sia accaduto, per quanto possa essere banale e naturale la spiegazione che non conosciamo. La spiegazione della valanga non è affatto sufficiente a spiegare tutto l’accaduto, e il perchè lo ha esposto con grandissima chiarezza alchemyst77. Non è che ammettendo che non sappiamo cosa sia accaduto stiamo dando per scontato che allora ci siano di mezzo gli ufo o i folletti. Così come non sapere ancora oggi chi fosse Jack Lo Squartatore non significa che fosse un licantropo o il Conte Dracula.

    Trovo anche un poco offensivo per la memoria di queste persone liquidare tutto l’accaduto come un semplice “non sapevano cosa facevano perchè non erano esperti”. Io non capisco assolutamente nulla di montagne e scalate nel gelo, eppure nemmeno nel panico mi sarei mai comportato come loro SE la ragione fosse stata una valanga. A cominciare dal fatto che per il panico in ogni caso sarei scappato dall’ingresso della tenda piuttosto che perdendo tempo e fatica cercando di lacerarne il resistente tessuto. E parlo di panico… proprio per il panico sarei scappato dall’ingresso della tenda: molto più pratico, più veloce, più istintivo.

    “Al tremolio qualcuno di loro, magari uno o più dei meno esperti, spaventati ruppero la tenda e fuggirono pensando di salvarsi da una possibile valanga, gli altri per non lasciarlo o lasciarli soli li seguirono, ma questo si rivelò un errore fondamentale, poichè si trovarono all’esterno poco vestiti, a temperature proibitive e senza visibilità”.

    Dubito che i più esperti per salvare i possibili scappati via dal panico si sarebbero lanciati in un inseguimento suicida. Per esempio io non so nuotare, anche se vedessi la persona che più amo annegare nemmeno per istinto mi verrebbe da buttarmi in acqua, sapendo che così facendo aggiungerei solo la mia morte alla sua. Mettendo il caso che due o più persone fuggano per il panico, si suppone che chi vorrebbe fermarli sia di conseguenza più lucido, quindi istintivamente prima di cercare di fermarli o prima di cercarli si abbiglierebbe nelle condizioni adeguate. Credo sia un pò ingenuo pensare che queste persone si siano comportate in modo insensato davanti ad un evento nel quale noi stessi ci saremmo sensatamente comportati diversamente, pur senza esperienza.
    Mi viene più logico pensare che si siano trovati davanti ad un evento completamente diverso che li ha fatti comportare come probabilmente ci saremmo comportati anche noi al posto loro.

    • die2878 says :

      Non si manca di rispetto a nessuno se si parla della tragedia tanto più che leggendo il post o altri commenti è evidente che non è certo questa la funzione per cui si “parla” dell’incidente. A questo punto mi sorge spontanea la domanda, perchè da tanto fastidio teorizzare su questo incidente? ecco il vero mistero! Mi trovo in una situazione oltremodo Kafkiana, le persone che si sono occupate del caso, persino un sito russo dedicato alla montagna, riprende il post e mi fa i complimenti al contrario le persone comuni, come del resto mi considero io, a darmi addosso per aver cercato una spiegazione….Pazienza ci mancherebbe, come giustamente fa notare lei nella prima riga si è liberi di esprimere la propria idea e rispettare le idee altrui….detto ciò non sono d’accordo con lei e le spiego subito perchè: lei cita un esempio secondo me oltremodo calzante ovvero quello del salvataggio in mare, ecco se nota tutte le estati, ahimè, vi sono annegamenti dovuti ai più svariati motivi e molto volte riguardano persone accorse ad aiutare terzi in difficoltà prima di loro, questo perchè pur essendo degli eroi non avevano calcolato bene la situazione….non è un modo di comportarsi insensato è solo disperazione (nel caso riguardi una persona a cui vogliamo bene) o un’errata valutazione (che per inciso capita a tutti nessuno escluso professionisti o meno).
      Saluti
      Diego

  16. Mauro says :

    Ho letto tutti i vostri interventi. l’unica cosa che esce chiara è che il mistero non è affatto risolto 😉

    • die2878 says :

      Nessuno infatti definisce il mistero risolto….“Mistero Risolto” è solo il titolo del blog e richiama la frase di un comico (Prapapappo) della trasmissione Colorado proprio per stemperare i “toni” e per non prendersi troppo sul serio….detto ciò la teoria esposta nel post chiaramente dimostra che per questo incidente o tragedia (che dir si voglia) non bisogna tirare in ballo teorie metafisiche o il soprannaturale in genere.
      Grazie del suo intervento. Saluti
      Diego

  17. Pupi says :

    Come si fa a capire che la tenda fu tagliata dall’interno?

    • die2878 says :

      Ottima domanda, anch’io me lo sono chiesto, mi è stato spiegato che si è capito guardando la direzione del taglio, come nei vetri i frammenti sono opposti alla direzione in cui i il vetro è stato rotto così per i tessuti il taglio si capisce dalla direzione dei filamenti e dallo strappo.
      Saluti
      Diego

  18. Silvio B says :

    Non è che sono stati attaccati da un orso, che magari si era piazzato davanti all’ingresso della tenda costringendo quindi gli occupanti di quest’ultima a romperà per uscire dal lato opposto a quello dell’orso???

    • die2878 says :

      In realtà ci hanno pensato però le rotture della tenda dalla direzione del taglio e dallo strappo venivano dall’interno verso l’esterno, quindi era impossibile un aggressione ed in più nessuno mostra ferite dovute ad un attacco animale…è vero che l’animale avrebbe potuto solo spaventarli senza aggredire loro o la tenda, ma a questo punto non tornerebbe che l’orso non abbia lasciato nessuna prova del suo passaggio ne prima ne dopo il fatto (impronte,escrementi,peli,etc). Infine, proprio perchè si è vagliata questa ipotesi si sa che nella zona non è mai stata riscontrata la presenza di tali animali
      Saluti
      Diego

      • Silvio B says :

        Non mi sono spiegato bene, non volevo dire che potesse essere stato l’animale a causare i danni alla tenda.
        Volevo dire che magari l’animale piazzandosi proprio davanti al punto di entrata è di uscita della tenda,abbia costretto gli occupanti della stessa a crearsi un altra via di uscita tagliando la tenda…

      • die2878 says :

        Si scusi, mi son spiegato male, ciò che volevo dire è che se l’animale li avesse solo spaventati senza aggredire loro o la tenda,a questo punto non tornerebbe che l’orso non abbia lasciato nessuna prova del suo passaggio ne prima ne dopo il fatto (impronte,escrementi,peli,etc). Infine, proprio perchè si è vagliata questa ipotesi si sa che nella zona non è mai stata riscontrata la presenza di tali animali…

  19. Pupi says :

    E’ tutto davvero molto strano. Sembrerebbe effettivamente che qualcosa avesse bloccato l’ingresso, che sarebbe la via naturale per uscire di corsa in caso di assoluta emergenza. Davvero camminarono tutti insieme nella neve o è possibile che uno dei nove fosse impazzito dentro la tenda mettendosi davanti all’ingresso e tenendo in mano qualcosa per minacciare gli altri?
    Grazie

    • die2878 says :

      Beh, sicuramente ciò che dice è una valida ipotesi che è stata ampiamente vagliata proprio per la sua attendibilità, però è stata accantonata in quanto è risultato molto difficile dato la mancanza totale di prove che ipotizzano la presenza di altre persone e risulta se non altro strano che nessun corpo presentasse segni di lotta.
      La seconda ipotesi è plausibile ma siccome non è stato trovato un corpo isolato dagli altri appare strano che uno di essi abbia seguito un pazzo.

  20. Pupi says :

    Aggiungo una cosa: lo squarcio della tenda farebbe pensare a una mancanza d’aria: si tratta forse da avvelenamento da ossido di carbonio? Hanno tentato di scappare e hanno scoperto che l’ingresso era bloccato, magari dalla neve o da qualche difetto della tenda?

    • die2878 says :

      Anche questa ipotesi è plausibile ma allora mi chiedo cosa avrebbe provocato avvelenamento da ossido di carbonio e perchè di questo oggetto non se ne è trovata traccia?

      • Pupi says :

        La tenda era ovviamente riscaldata. Da qualche parte doveva esserci una stufetta. Nessuno farebbe un campeggio invernale sugli Urali senza una fonte di calore.

      • die2878 says :

        Sinceramente non si tiene una stufetta dentro una tenda, le tende sono appositamente strutturate per basse temperature e vi sono altri metodi, fornelletti e lampade a candela per riscaldarla. Ecco alcune spiegazioni in questo link
        http://www.housegate.net/woodvival/bivacco/tende/tende.htm
        Comunque nessuna stufetta è stata trovata all’interno della tenda, almeno questo è ciò che hanno dichiarato chi ha trovato la tenda, può vedere tali dichiarazioni nell’ultimo link presente nel post

  21. Henry says :

    salve…
    1) …a me che uno vada con vestiti che usava a lavoro non sembrava molto strano inizialmente, io stesso sono andato qualche volta in montagna con le scarpe antinforunistiche, che ho trovato superiori rispetto alle mie due paia di Salewa Alp Trainer, quindi insomma l’avere addosso vestiti radioattivi, boh magari ci poteva stare, ma poi leggendo il commento di un altro utente credo sia completamente da escludere: Una persona non va a queste spedizioni come se stesse andando a fare un “giretto” in montagna, sia un professionista che un amatore, si renderebbero conto che anche “solo” a -10 -15 non puoi pensare di farti un’uscita di più giorni mal equipaggiato.

    2) ho provato la tenda, come molti moltissimi altri. Se non ti ci senti a tuo agio puoi essere sia il primo dei professionisti che l’ultimo degli amatori ma non ti andrà mai a genio, e questo credo vada ad influire sullo stato d’animo di una persona in quel momento, a me personalmente stare in una tenda, da solo in un bosco di montagna, senza nessuna arma, con animali, e rischio orsi non mi ha lasciato un ottimo ricordo, ma farsi prendere dal panico e rinunciare a tutto quello che ti serve anche solo per poter sopravvivere mezza giornata non ha senso. Ma proprio zero.
    Ho conosciuto medici con diverse specializzazioni, anche psicologi che non erano d’accordo con la possibilità che certi comportamenti in certi momenti potessero verificarsi, e sbagliavano, certo questo non significa che sbaglino su tutto, anzi!! il contrario direi!!! di fatto la loro professione è supportata da anni e anni di studi test esperimenti/osservazioni etc etc, ma questo mi ha confermato che poi non siamo tutti uguali e che soprattutto certe persone, più propense ad un certo tipo di attività, possano non comportarsi come ci si aspetterebbe, non è raro appunto vedere in ambienti estremi persone diventare estreme e prendere decisioni pazzesche in un attimo, quindi pensare che ben 9 persone non si siano accorte che non c’era nessuna valanga che li minacciava, e che tutti e 9 abbiano reagito nello stesso identico “errato” modo, mi pare davvero un ipotesi assurda, anzi probabilmente è un dato di fatto che sia assurdo che tutti e 9 abbiano reagito così, lasciando tutto il necessario, solo per uno spavento, un rumore o un pericolo “immaginario”. Come già spiegato da altri la posizione del loro campo poteva anche essere vicina a zone che presentavano possibilità di slavine, ma con un rischio magari minore che altrove.
    Io personalmente ho conosciuto gente che non si è spaventata nemmeno davanti ad un possibile vero pericolo, il che più che normale o coraggioso mi è parso stupido, ma appunto c’è da mettere in conto anche questo!! nel senso, il super professionista reagirà in un modo, la maggior parte magari rientreranno nei comportamenti usualmente ritenuti più probabili, il leader/il più esperto cercherà di portare la calma, ma c’è anche lo stupido!!! quindi ancora, possibile che in 9 abbiano reagito tutti lasciando tutte le loro possibilità di sopravvivere al interno delle tende.
    Io stesso ho vissuto dei momenti di panico, ad alta quota, e devo dire che non è facile assolutamente, non hai più tu il controllo in quel momento, lo perdi totalmente, ma anche in quel caso la cosa non è stata “contagiosa” e non mi ha comunque portato a situazioni di maggior pericolo.

    Il buio totale.
    Beh il buio totale credo che lo si possa sperimentare più facilmente in camera propria che non di notte su un manto nevoso, dove, anche a cielo leggermente coperto, la visibilità non sarà mai completamente nulla. anzi appunto, molto più difficile trovare l’interruttore della luce della camera dove vivi da anni , piuttosto che non vederci assolutamente niente lassù. Certo che se nevicava copiosamente allora si diventa difficile, il vento poi complica ancor di più le cose, ma comunque sia a certe temperature con neve e vento anche solo tener gli occhi aperti senza attrezzature(soprattutto per il vento) non è affatto semplice, anzi. Quindi perdere contatto col campo dopo averlo abbandonato credo sia possibile anche senza che sia buio buio buio.

    Ma in conclusione credo che i punti su cui concentrarsi maggiormente siano la connessione che c’è tra l’aprire una tenda “robusta” strappandola a mani nude e denti dal interno, e l’impossibilità però di spendere tempo nel mettersi addosso qualcosa, che, parliamoci chiaro, non avrebbe portato via più di qualche secondo, in fondo non parliamo del doversi mettere le scarpe allacciarle perfettamente, poi indossare il giubbotto, chiuderlo, prendere questo quello… bastava preder le scarpe in una mano e roba grossa con l’altra, eppure nada.

    Credo che l’attacco di un grosso animale o la paura di un imminente attacco possa essere l’unica spiegazione possibile per l’abbandono del campo in quel modo, in fondo se non si son trovate tracce del animale può anche esser stato a causa di una nevicata che le tracce non siano state individuate no?? la stessa che poi avrebbe impedito loro di “ritrovare” la strada giusta.
    A mio avviso però, se faccio parte di un gruppo di 9 persone e fuori ci fosse un animale “pericoloso” credo che la reazione istintiva sarebbe quella di prendere in mano una piccozza o un qualsiasi altro oggetto da cercar di usare poi come arma, e invece nemmeno questo. Più facile a questo punto escludere la possibile paura della valanga e il grosso animale, e tirare in ballo i militari, se poi veramente il passo è rimasto chiuso tre anni un motivo ci sarà stato, è davvero rimasto chiuso così a lungo??

    Saluti!!

    • die2878 says :

      Il suo intervento è sicuramente ricco di spunti e di riflessioni intelligenti, ed anche la sua ipotesi può essere pertinente, per questo le pongo una domanda: se vi fossero dei militari perchè e come avrebbero costretto gli sfortunati 9 ad uscire in fretta rompendo la tenda, essendo rotta dall’interno? inoltre nessuno dei corpi riportava ferite evidenti dovute ad uno scontro (è vero il governo avrebbe potuto tacere su tali ferite) ma i corpi sono stati mostrati a parenti e curiosi ne si è tentato di nasconderli infatti vi sono moltissime foto di essi….le tracce della presenza di un animale non sono solo le orme ma anche escrementi, peli, graffi ad alberi o ad altro.
      Saluti
      Diego

  22. StarBoy says :

    Intanto i miei complimenti per il sito.
    Anche se piacerebbe pure a me una spiegazione paranormale, penso che la spiegazione al mistero di passo Djatlov sia più che normale. Secondo me questi giovani si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato tipo su un luogo di test militari. Scoperti potrebbero essere stati uccisi dai militari i quali poi avrebbero insabbiato la vicenda mettendo in scena la storia che sappiamo.

    • Alessandro says :

      Trovo interessanti e acute la maggior parte delle osservazioni di tutti i partecipanti. Anche sulla base dei loro pensieri mi sto facendo un’idea più precisa di quella tragedia.

      Non voglio però parlare delle possibili spiegazioni di ciò che è successo, preferisco rifletterci ancora un po’. Intervengo solo (soprattutto dopo il post di Henry) per una precisazione riguardo il buio più o meno assoluto in cui possono essersi trovati quei ragazzi. Ho una buona esperienza di alpinismo, sia in estate che in inverno. Ho praticato per anni sci alpinismo e roccia a quote elevate e mi sono trovate in situazioni diverse. Posso quindi dirvi questo:
      1. Con la neve e in una notte di luna la visibilità è buona: non paragonabile certo a quella del giorno (le ombre sono diverse, i colori falsati, ci sono meno sfumature ecc.) ma ci si vede bene, abbastanza comunque da tornare su un cammino già percorso e mantenere l’orientamento. Se si fa un’ascensione notturna dopo una nevicata, con cielo limpido e luna piena, ci si vede benissimo, senza alcun problema. Ma probabilmente, purtroppo, non era questa la situazione dei ragazzi.
      2. Con la neve in una notte invece senza luna, ma limpida e tersa, ci si vede ancora “abbastanza”: ad alta quota (ca. 4.000 mt) la luminescenza delle stelle riflessa dalla neve è forte, si distinguono profili e avvallamenti e l’occhio si adatta bene a questa luce. Quindi, con cautela, ci si può muovere: un fosso, una pietra non si colgono bene, ma – se necessario – muovendosi lentamente ci si può ancora spostare. Quei ragazzi comunque erano a quote più basse (difatti c’erano gli alberi) quindi, ammesso anche che fosse una notte limpida, la luminosità doveva essere meno forte.
      3. In caso di cielo totalmente coperto (né luna né stelle) in montagna il buio è ASSOLUTO. Forse è difficile rendersi conto di cosa significhi questo, perché nella vita di tutti i giorni siamo abituati ad avere comunque qualche fonte di luce intorno a noi (il bagliore di una città, una strada in lontananza…). In quota e lontani dalla luminescenza di un centro abitato si cade invece nel buio più totale: è come avere una fascia nera sugli occhi, come essere davvero in una stanza chiusa senza finestre. Non si vede assolutamente nulla ed è una situazione tremenda, straniante. Mi sono trovato una volta in una situazione simile (a seguito di un incidente tutta la tempistica di una scalata è saltata, ha cominciato a diluviare e dopo il tramonto in un attimo è calato il buio più assoluto: anche le lampade frontali in quel diluvio illuminavano solo per qualche metro). Conclusione: abbiamo dovuto fermarci dove eravamo e passare lì la notte. Non era possibile fare neppure un passo. Uno di noi, il mattino dopo, ha usato un’espressione secondo me molto giusta: ha detto che in quel buio totale si è sentito “paralizzato”.
      4. Se poi si è in giro durante una tormenta di neve la visibilità è zero anche in pieno giorno: ci si trova in uno spazio bianco indistinto, con la neve negli occhi e l’urlo del vento nelle orecchie. L’orientamento si perde subito… e questo di giorno. Facile immaginare come dev’essere di notte.

      In conclusione: per qualche motivo quei ragazzi si sono trovati a uscire improvvisamente dalla tenda di notte. Al di là del fatto che fossero mezzi nudi (avevano probabilmente solo quello che si indossa dentro un bel sacco a pelo), non sappiamo se in quel momento ci fosse una tempesta di neve o no (mi sembra di aver capito che in realtà la tormenta era finita), e comunque non sappiamo se il cielo fosse limpido o coperto e se ci fosse o meno la luna. Quello che io vorrei chiarire è che, a parte quest’ultimo caso (cielo sereno con luna), erano quasi sicuramente nel buio più totale. Se poi imperversava una tormenta posso garantire che dopo pochi metri dovevano essere completamente disorientati.
      Ci tenevo a precisare la questione del buio perché mi sembra importante per capire meglio gli spostamenti che hanno fatto dopo.

      Un saluto a tutti.
      Alessandro

      • Pupi says :

        Si sono potute stabilire con esattezza le condizioni meteo?

      • M@x says :

        Bravissimo, anche io che faccio regolarmente escursioni in montagna sia in estate che in inverno, mi sono ritrovato più di una volta a camminare di notte. E posso assicurare che più volte mi sono ritrovato nel buio più totale per mancanza di luna, o perchè ero in mezzo ai boschi (dove non vedi neanche a mezzo metro da te pur con tutta la luce) ed è anche vero che se ci sono le condizioni ideali, con la luna piena visibile ci vedi tranquillamente.

        E’ oltre tutto strano il fatto che abbiano scelto di scappare (in 9) sfondando la tenda, ignorando totalmente l’ingresso. Io stesso faccio escursioni per varie settimane in montagna, e la sera trovadomi in mezzo ai boschi con i mille suoni e rumori che ci sono, nonostante gli anni non mi sento mai totalmente quieto come sto a casa. Sto sempre in dormiveglia, il mio corpo ed il mio istinto proprio perchè cosciente di trovarmi in condizioni dove devo essere sempre pronto. Eppure nonostante mi sono capitati certi spaventi, dovuti a rumori improvvisi e di una certa entità, il mio istinto primario è stato cercare di capire la situazione stando zitto e fermo, tendendo quanto più l’orecchio per qualche secondo, e se la situazione non lo richiedeva tornavo a dormire (sempre in dormiveglia) oppure controllavo l’area antistante affanciandomi dall’entrata.

        Per scappare fuori dalla tenda, a -30° scegliendo di squarciare la tenda (spessa tra l’altro) ignorando totalmente l’uscita facilmente accessibile, ci si trovi in una situazione di totale irrazionalità. Personalmente, pensandoci un attimo non mi viene alcun motivo in mente per cui un escursionista (sia appassionato che esperto) scelga di lacerare la tenda per fuggire, anzichè usare l’uscita più ovvia e di facile utilizzo, pur in mezzo al panico. A meno che qualcosa non fosse dentro la tenda con i ragazzi stessi o davanti all’ingresso (anche se io penso all’interno) per causare un attacco di panico collettivo così forte e impetuoso da far lacerare la tenda per fuggire via mezzi nudi o parzialmente vestiti.

        A mio avviso è un mistero che probabilmente rimarrà irrisolto, a meno di nuove indagini nella zona. Magari provando a ricreare la medesima situazione, facendo un viaggio documentato nello stesso percorso che fecero i ragazzi al tempo.

  23. TheX says :

    Ciao a tutti.

    Sono due anni che ogni tanto penso a quello che successo a questi poveri escursionisti. Più ci penso e più convinco che quello che è successo non ha niente di strano. Premetto che sono stato per un’anno a pensare cosa sia successo. Ho elaborato diverse ipotesi:

    1) Ipotesi animali: non potevano essere stati i lupi o bigfoot perché se no si sarebbero trovate sia le orme sulla neve sia i segni di lotta. Quindi questa ipotesi va scartata AL 100%, e su questo siamo d’accordo tutti (almeno credo).

    2) Ipotesi UFO: gli alieni non sono sanguinari. Se ti vogliono rapire, ti rapiscono e basta (non te ne accorgi nemmeno), hanno una tecnologia cosi avanzata che non hanno assolutamente bisogno di uccidere per prelevare la lingua o occhi ecc. Quindi anche questa teoria va assolutamente scartata. E se hanno visto una navicella spaziale ? Anche questa ipotesi va scartata perché negli avvistamenti le persone o rimangono impietrite o per curiosità rimangono sul posto a guardare.

    3) Ipotesi delle tribu locali: qui è inutile che mi esprimo..è ovvio che non sono stati loro.

    Allora chi è stato ? Ed è qui che viene il bello. Pare che tutto quello che è successo non abbia senso e invece un senso c’è l’ha. E’ proprio il fatto che tutto non quadra che mi porta a pensare che è tutto un insabbiamento!.

    E’ STATO L’ESERCITO

    Ecco come sono andate le cose:

    Gli escursionisti hanno visto qualcosa che non dovevano vedere e inoltre qualcuno di loro è stato anche colpito da una testata (e qui si spiegano le alte radiazioni rilevate su alcuni di loro).

    SCENA 1:

    I soldati russi nel bel mezzo delle loro esercitazioni top secret colpiscono quattro di loro. I soldati se ne accorgono, e avendo l’ordine di uccidere tutti quelli che si trovano nei pressi delle esercitazioni, li inseguono (può darsi anche che li avevano scambiati per spie, ma questo non lo possiamo sapere). I quattro escursionisti scappano e ritornano alle tende ma inseguiti dai soldati.

    SCENA 2:

    Avvertono anche gli altri e se ne scappano a gambe elevate verso gli alberi, verso gli alberi perché li era l’unico luogo dove si potevano nascondere. Gli altri 5 non fanno in tempo a scappare e vengono presi dai soldati.

    SCENA 3:

    Ricordiamoci che era in atto una procedura di insabbiamento per cui non potevano uccidere i 5 escursionisti con una pallottola. E quindi cosa si inventano ?……..Spogliano il restante del gruppo e sotto minaccia di morte li costringono a correre verso la valle. Ovviamente il loro obiettivo era quello di farli morire per il freddo. Lasciano qualche soldato dinnanzi alle tende in modo che i 5 non tornassero nelle tende.

    SCENA 4:

    Continua l’insabbiamento………i soldati (esperti in questo) decidono di tagliare dall’interno tutte le tende. Questo serviva sia per depistare le indagini e sia per far capire che i 9 se ne erano scappati intenzionalmente per qualcosa che avevano visto. E’ da quello che vedo ci sono riusciti. Cosa mi fa pensare che non sono stati gli escursionisti a tagliare le tende ?
    Semplice…….perché è impossibile che tutti e 9 hanno LA STESSA REAZIONE! E poi, come ha detto l’utente prima……in caso di pericolo estremo, gli escursionisti avrebbero impiegato meno tempo a scappare aprendo la cerniera, che lacerando la tenda. Sono queste piccole osservazioni che ci fanno capire che è stato un’insabbiamento.

    SCENA 5:

    Quindi i gruppi sono due: quelli equipaggiati e quelli nudi. Ovviamente quelli equipaggiati dovevano essere eliminati, perché erano gli unici che potevano sopravvivere per la notte. Li inseguirono e li raggiunsero, uno lo misero sotto con l’auto (ecco perché uno di loro ha delle fratture al torace che solo un incidente d’auto può causare). Gli altri tre si fermarono per la paura. Ovviamente gli altri tre non li potevano eliminare con i fucili (se no l’insabbiamento sarebbe saltato). Quindi dovevano causare a loro una lesione interna. E quindi li colpirono tutti e tre con un colpo assestano sulla testa. Il colpo doveva essere secco e veloce e come arma qualcosa di non appuntito. I tre erano ancora vivi ma non coscienti, successivamente muoiono per assideramento.
    GUARDA CASO QUELLI NUDI SONO MORTI SOLO PER ASSIDERAMENTO, MENTRE INVECE QUELLI EQUIPAGGIATI PER TRAUMI E ASSIDERAMENTO. Strano eh!!

    SCENA 6:

    Ora dovevano creare una scusa per i morti. E quindi li presero e li posizionarono in una buca. L’altro gruppo cerca di accendere inutilmente un fuoco. Uno di loro cerca di arrampicarsi su un albero per vedere se nei pressi delle tende ci sono ancora i soldati. Purtroppo non riesce ad arrampicarsi. Quindi nel dubbio si incamminano verso le tende, ma è troppo tardi poiché il freddo li ha congelati.

    Ricordiamoci che:

    -Nell’ultima foto scattata da uno di loro si vede una luce e del fumo. Ovviamente
    luce = attività umana.

    – Alcuni escursionisti in quella notte avvistarono nel cielo delle luci nella stessa posizione in cui si trovavano gli escursionisti.

    Ricordatevi che quando le cose non quadrano significa che qualcuno ha manomesso tutto.

    Sono sicuro al 99 % che sono stati loro.

    • ppupipuppi@gmail.com says :

      Ma cosa potrebbero aver visto?

    • M@x says :

      Effettivamente la tua esposizione dei fatti è quanto meno interessante. Pure io tendo a credere alla possibile ipotesi di un insabbiamento militare, tra le ipotesi più papabili.

    • nintholo says :

      Effettivamente l’ipotesi di un insabbiamento sembrerebbe quella più plausibile, perché pur avendo molti tasselli non si riesce ad avere e completare il quadro completo degli eventi, qualcosa manca, qualcosa è stato rimosso e qualcosa forse è stato aggiunto di proposito proprio per depistare le indagini.
      Gli escursionisti avevano un programma prestabilito, ma a causa delle condizioni meteo si sono persi e hanno deviato dal percorso originale. Sempre per le stesse condizioni meteo avverse, hanno dovuto improvvisare un campo di fortuna in un posto dove nessuno si aspettava di trovare qualcuno.
      C’è stato tutto il tempo per cancellare le tracce e spostare i corpi. La loro morte è stata datata il 2 febbraio, le prime squadre di soccorso sono state inviate il 20 febbraio!
      Poi si sono aggiunti pure la polizia e l’ESERCITO ed infine il loro accampamento di fortuna è stato trovato il 26 febbraio.
      Adesso io non sono un’esperto, ma tra nevicate e bufere varie è possibile che dopo 3 settimane vi siano ancora impronte sulla neve? Forse sono state trovate quelle più evidenti e recenti, ma di sicuro il tempo per cancellarne alcune c’è stato eccome!
      Magari come qualcuno ha detto quella era una zona segreta per test militari, o forse vi era qualche tipo di laboratorio o base segreta nascosta. Questo spiega poi perché la zona è stata successivamente chiusa per 3 anni, per dare magari il tempo di smantellare la struttura ed evitare che la gente curiosa e attirata li dalla tragedia, vada a ficcare il naso dove non dovrebbe.

      • eviljimijimi says :

        Dopo 3 settimane non avrebbero dovuto trovare niente di visibile tra tormente di neve e bufere varie. Comunque anche io credo proprio che ci sia di mezzo l’esercito o una parte di esso che stava conducendo qualche esperimento decisamente fin troppo top secret. Perchè uccidere delle persone così, non lo fai se queste non hanno visto qualcosa con i loro occhi. La domanda è… cosa?

  24. Saturnium says :

    Premetto che ho scoperto il caso del passo Djatlov giocando a un videogioco a esso ispirato, Kholat, che cerca di costruire una trama pseudo-horror e a tratti palesemente fantascientifica sulla base del misterioso incidente avvenuto sui monti Urali. Il gioco non mi è piaciuto di per sé, ma mi ha spinto quel tanto che bastava perché potessi sbircirare qua e lá sul web in cerca di qualche informazione riguardante la spiacevole vicenda da cui il gioco trae spunto.

    Contrariamente a ciò che mi aspettavo, si tratta di un mistero che ha suscitato non poco interesse sul web, sia all’estero che in Italia. Sono infatti presenti molti articoli sul misterioso incidente del passo Djatlov, anche in lingua italiana, ma purtroppo appaiono tutti, a mio avviso, troppo poveri per poter offrire una spiegazione razionale o quantomeno soddisfacente.

    Fortunatamente però sono capitato su questo forum/blog (perdonatemi se non utilizzo il termine adeguato, ma ho scarsa conoscenza e praticità in campo informatico) e ho trovato ciò che cercavo: una discussione nuova, ricca di contenuti interessanti e riflessioni acute, che cerca di far luce sul mistero in questione.
    In particolare, vorrei porre l’accento su “nuova”: generalmente molti misteri di questo genere (in cui, tra l’altro, ufologi strampalati e fanatici del paranormale vedono solitamente la perfetta occasione per dare una parvenza di validità alle proprie teorie) vengono accantonati molto in fretta e nessuno poi si prende la briga di svolgere ulteriori indagini approfondite. Da quel che ho letto, sia altrove che qui, le uniche vere indagini svolte sono state quelle di febbraio del 1959, dunque molto tempo fa. Difficilmente ne verranno effettuate delle altre, ma potrebbe essere comunque stuzzicante riproporre questo argomento come oggetto di interesse generale, facendo sì che se ne parli sempre più frequentemente arrivando addirittura a suscitare (nuovamente, dopo diversi anni) l’attenzione dei media. E chissà, magari qualche ricercatore potrebbe essere intenzionato a spingersi più a fondo della questione, magari, munito di fortuna e santa pazienza, potrebbe svelare particolari finora celati dal mistero…

    Detto ciò, dopo aver letto l’intera discussione, posso ritenere la maggior parte delle ipotesi interessanti e perlopiù plausibili, ma l’unico punto su cui concordo al 100% è il fatto che non sia momentaneamente possibile fornire una spiegazione completamente accettabile, semplicemente perché mancano dei dati.

    Mi è piaciuto molto anche la critica rivolta all’approccio totalmente scettico, con cui si pretende di fornire una spiegazione logica e convincente anche senza possedere tutti i dati necessari… Ecco, ciò non è possibile, e in effetti chi afferma di poter cogliere razionalmente la verità assoluta in qualsiasi cosa non risulta meno ridicolo di chi fonda le proprie giustificazioni su fenomeni paranormali come UFO, bigfoot, spiriti, ecc.

    Tuttavia, devo ammettere che la teoria di TheX, dopo aver letto tutto il resto, rimane, non quella “vera”, ma quella più plausibile. Insomma, nel caso non l’abbiate notato, ci sono dei punti della discussione in cui vi contraddite a vicenda, e ciò è probabilmente dovuto al fatto che la storia stessa presenta delle parti che non si reggono in piedi in un contesto di quel tipo. Mancano dei pezzi, mancano delle parti che possano rendere il quadro più chiaro, ed è proprio analizzando in dettaglio la vicenda, cercando di postulare delle ipotesi sofisticate e attinenti alla realtà, che emergono le sue fragili fondamenta. Credo che le indagini abbiano tralasciato, volontariamente o non, dei particolari significativi…

    Quindi, a essere sincero, dopo aver acquisito una certa quantità di informazioni riguardo all’ormai noto incidente,
    Mi sento libero di affermare che questa misteriosa storia, più che trasmettermi inquietudine, comincia proprio a farmi storcere il naso. Qui gatta ci cova…

    • die2878 says :

      Ciao Saturnium, grazie del tuo pensiero e del tuo intervento…ma ti chiedo quale è il videogioco a cui ti riferisci?
      Saluti
      Diego

      • Saturnium says :

        Ciao Diego, il gioco in questione si chiama “Kholat”. Come giá detto in precedenza, è un gioco che prende spunto dall’incidente del passo Djatlov, dandone un’intepretazione a sfondo fantascientifico. Lo puoi acquistare tranquillamente online al prezzo di 15/20€, ovviamente nel caso in cui tu sia davvero interessato a provarlo ;). Occhio però, richiede una buona memoria Ram e una scheda video potente, quindi se non disponi degli strumenti adeguati ti consiglio di guardarti semplicemente qualche gameplay su YouTube.

      • die2878 says :

        Ti ringrazio del consiglio ma essendo un videogamer mi piacerebbe molto provarlo….tanto più che vedendo le recensioni ho scoperto che uscirà l’8 marzo per ps4……….direi che non mi fermerà nessuno dal provarlo…………….
        Grazie dell’informazione 🙂
        Ciao
        Diego

  25. lorenzo mullon says :

    Oltre a tante altre cose, non si spiegano le fratture gravi, possibili in caso di pressioni molto forti, come in un incidente stradale, ma solo quando avviene a causa di una elevata velocità.
    Sono andato a vedere la zona con Google Earth. In realtà si tratta di un semplice sentiero tra monti alti appena 1000 metri, estremamente arrotondati, dove non si formano valanghe. Anzi, a fatica si possono definire montagne, perché una montagna deve essere almeno parzialmente impervia.
    Non ci sono dirupi, solo dei leggeri pendii. Il “passo” è a quota 700 metri. Il Monte dei Morti stranamente è spoglio. Forse per una sua qualche natura magnetica, o per una diversa composizione del suolo.
    Mi spiace ma la sua spiegazione non regge. Capisco tutta la sua buona volontà per cercare di tranquillizzarci, la ringrazio per questo, ma le cause sono tutte da scoprire.

    • die2878 says :

      Ovviamente lungi da me cercare di farle cambiare idea, ma vorrei porle una domanda e fare una precisazione; come fa a parlare di fratture gravi se solo uno dei corpi mostrava fratture pre morte in tutti i referti medici? e soprattutto io scrivo nel post: “è vero che la loro zona era sicura ma intorno ad essi al contrario il rischio valanghe era elevato” non ho mai parlato di valanga come diretta responsabile della morte ma bensì della causa del rumore che ha portato a spaventare gli occupanti della tenda, e posso garantire con assoluta certezza sia che, un rumore di una valanga anche a distanza di 1000m è perfettamente udibile e spaventoso, sia che la zona circostante sebbene presenti monti di “soli 1000m” (ma ahime non è tanto l’altezza che provoca valanghe come ci insegnano tragedie recenti) è considerata a rischio valanghe e lo si può scoprire o leggendo i link del post o una qualsiasi guida di trekking inerente appunto a quella zona.
      Detto ciò la ringrazio del suo intervento educato e legittimo.
      Saluti
      Diego

      • lorenzo mullon says :

        Sono ritornato proprio adesso da una camminata in alta quota, ci vado spessissimo, abito quattro giorni alla settimana in montagna. Con le nevicate di questi giorni, passo sopra la linea delle slavine, sulla cresta. Ci sono strapiombi da una parte e dall’altra da cui si staccano cumuli di neve. Mi sembra davvero difficile che degli escursionisti esperti si possano impressionare per il rumore, fino al punto da squarciare la propria tenda e fuggire seminudi. Cosa avrebbe dovuto fare Simone Moro con le valanghe gigantesche del Nanga Parbat, conquistata nei giorni scorsi? Una parete di ghiaccio a strapiombo per quasi cinque chilometri.
        Comunque tutto è possibile.
        Mi sembrava di aver letto che almeno quattro escursionisti avevano fratture interne, senza però segni esterni, ma forse mi sono sbagliato.
        Anzi… ecco qui: «i medici legali dichiararono che i traumi rilevati necessitavano di una forza maggiore a quella di un essere umano per essere inflitti, soprattutto se si considera che mancavano tracce esterne.
        “Le fratture erano della stessa portata di quelle causate da un incidente d’auto” dichiarò Boris Vozrozhdenny, uno dei medici che lavorò al caso, nei documenti a cui ha avuto accesso il Times.»

        Ma la cosa che mi ha davvero impressionato è la coincidenza del numero nove. Nove erano i cacciatori della tribù dei Mansi che hanno dato il triste nome al Monte dei Morti, nove i nostri escursionisti, e nove gli occupanti dell’aereo che si schiantò in quella zona nel 1991.

        Grazie per tenere questo blog, e per la sua pazienza nel rispondere.

      • die2878 says :

        Grazie a te e diamoci pure del tu….continuo davvero a non trovare quello che dici, potresti indicarmi il nome del documento che citi? Io tutti i documenti che ho letto affermano che i poveretti erano morti per ipotermia e gli unici corpi che presentavano fratture erano in fondo ad un burrone (il che spiega le fratture)…….
        Per intenderci ho usato come bibliografia i documenti postati nei link e quella presente nei riferimenti della pagina di wikipedia inglese
        https://en.wikipedia.org/wiki/Dyatlov_Pass_incident
        Quale documento citi invece per la “regola del 9”?

  26. lorenzo mullon says :

    Notizia di pochi giorni fa: un altro uomo è stato trovato morto a passo Dyatlov.
    Varrebbe la pena andare a guardare le fotografie del “passo”, ce ne sono tante su Google Earth, basta inserire «61° 45′ 17″ N, 59° 27′ 46″ E». In quella conformazione geologica così arrotondata, senza pareti rocciose, cumuli di neve si possono formare solo nelle erosioni dei torrenti. Burroni non ne ho visti, scorrendo la pianta tridimensionale. Ma forse mi sbaglio, lo dico col mio fiuto da esploratore.
    C’è sempre il pericolo di cadere nelle buche vuote intorno agli alberi, in quei boschi di betulle larici e abeti, in presenza di uno strato di neve superiore a due tre metri. Soprattutto se si scende con gli sci. Si può finire capovolti. Ma questo è tutto.
    Poi c’è una strana linea di massi, provocata probabilmente dallo scorrimento dei ghiacciai. Massi che creano una quantità di pareidolie.
    Non so perché mi sono così incuriosito a questa vicenda, caro Diego, forse per la mia attenzione alle coincidenze.
    Il nove è riportato in diversi siti e lo trovi su questa pagina di Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Cholat%C4%8Dachl%27
    Anche delle fratture gravi si parla su molte pagine, per esempio questa di Panorama: http://www.panorama.it/scienza/extremamente/lo-strano-mistero-del-passo-dylatov/

    Buon fine settimana.

    • die2878 says :

      Assolutamente ragione ora cerco la notizia….anche ciò che hai notato lo è— posso chiederti quale è la tua teoria?
      Interessante il caso del numero 9….sul discorso delle fratture invece concordo solo in parte (con l’articolo ovviamente) c’erano ma non come riportano alcuni siti ma forse so anche perchè essi fanno questi errori infatti spulciando in rete ho notato che uno dei primi articoli in italiano traduceva in modo errato le fratture creando questo “errore” (se di errore si può parlare)…….leggendo poi l’articolo mi fa sorridere che alla fine una soluzione plausibile proposta sia come la mia, ma il fatto che a dirla sia un personaggio che gode di stima, mi inorgoglisce 🙂
      Buon weekend anche a te

      • lorenzo mullon says :

        La nuova vittima è stata ritrovata in una tenda. A trenta gradi sotto zero. Un uomo di più di cinquant’anni. In questo caso potrebbe davvero trattarsi di ipotermia, o di problemi cardiocircolatori. Aspettiamo i risultati delle analisi.

        Non ho più teorie di nessun tipo, su niente. Resto aperto alla vita.
        Sono molto incuriosito dalle coincidenze, questo sì. Se ce ne sono di negative, e di tremende, ce ne saranno anche di positive, e di meravigliose. Bisogna saperle cogliere. Ci vuole pazienza, apertura, molta attenzione, mai fretta. Potrebbe essere questo l’insegnamento.
        Ciao!

      • die2878 says :

        Questo è un sicuro insegnamento………ma nulla vieta di ipotizzare e teorizzare, per carità tutto sempre nel massimo rispetto, comunque a mio modo di vedere anche il tuo modo di porsi è valido, lo ritengo solo molto difficile…….almeno per quello che riguarda la mia persona 🙂
        Ciao

  27. lorenzo mullon says :

    Allora teorizzo, azzardo, e mi spingo in un commento folle. Folle perché l’ho sognato questa notte.
    Il Monte dei Morti è privo di vegetazione. Privo pure di selvaggina, dicono i Mansi. E se fosse pieno di minerali metallici? Ci sono delle rocce che risuonano come metalli: http://video.corriere.it/rocce-come-campane-suono-metallico/a196dbca-e1c6-11e5-b31b-034bb632a08d
    Potrebbe darsi che durante una tempesta sia entrata in risonanza l’intera collina. Scatenando un panico infinito, con effetti devastanti sui 9.
    Credo poco alla “tempesta perfetta” atmosferica. Ma a una risonanza fortissima dall’interno, direttamente dal terreno, scatenata magari dai fulmini, chi lo sa.
    Poi resterebbe sempre la costante del numero 9 da spiegare . . .

  28. Arsenio says :

    Salve a tutti,
    ho letto con vivo interesse i numerosi commenti dei visitatori che hanno reso molto interessante un articolo che per come era stato messo rischiava di lasciarmi un po’ deluso… Invece ne è scaturita una discussione davvero “viva” che ho letto in tre ore filate e di questo ringrazio tutti.
    Per come la vedo io, il punto più oscuro di tutti resta il perchè squarciare il retro della tenda dall’interno anzichè usare l’apertura sul davanti, e perchè uscire senza abiti e attrezzatura.
    Provo a ricostruire, per sommi capi, come potrebbe essere andata (sottolineo che si tratta sempre di ipotesi visto che i dati che sono stati resi noti sono troppo pochi per poter formulare qualcosa di certo):

    I ragazzi sono in una zona di test militari, dopo aver lanciato e fatto brillare razzi e altri ordigni una squadra di militari ispeziona il territorio e trova il campo dei ragazzi. Trattandosi di qualcosa di nucleare o comunque chimico, i ragazzi sono ormai contaminati (o hanno visto qualcosa che non dovevano) e vanno fatti sparire. I militari li costringono (sotto la minaccia delle armi) ad abbandonare la propria tenda e ad addentrarsi nella foresta senza portare assolutamente nulla con sè. La morte per ipotermia non tarda a sopraggiungere a quelle temperature, e chi sopravvive tenta di coprirsi con i vestiti degli altri. I militari intanto creano dei depistaggi e squarciano la tenda dall’interno, per far credere che i ragazzi si siano allontanati da qualcosa di “spaventoso” che li minacciava dall’interno. La piccola frattura al cranio potrebbe essere stata prodotta da un colpo dato col calcio del fucile a chi inizialmente si rifiutava di obbedire (e chi si avventurerebbe a -30 a piedi nudi nella neve?) Resta fuori quello con le costole fratturate, potrebbe essere stato investito da un veicolo come detto da un altro utente oppure aver subito una specie di “onda sonica” data dallo scoppio di qualche arma usata nei test esplosa molto vicina a lui.

    Come direbbe qualcuno prendete tutto questo come una storia, nulla di più. Chi ha fatto le indagini sul passo Dyatlov o chi è stato responsabile di queste morti, ha volontariamente omesso diverse prove e ad oggi credo che le possibilità di sapere con esattezza cosa successa quella notte di febbraio siano pari allo zero.. Certo è che l’interdizione per tre anni dell’intera zona da parte dei militari prova senza ombra di dubbio che là c’era una concentrazione massiccia di test e basi che dovevano assolutamente restare segreti e che furono fatti sparire.

    • Chiara77 says :

      Mi trovo perfettamente d’accordo con tutto quello che hai ipotizzato, ho immaginato lo stesso identico scenario, tranne che per la presenza di un’auto in quel posto e in quel momento, che tendo ad escludere.

      tra l’altro la marcia in fila indiana è perfettamente compatibile con uno scenario di cattura forzata. credo che l’obiettivo possa essere stato semplicemente quello di farli morire per cause naturali lasciandoli nel bosco (ma sorvegliando il decorso).

      Aggiungo che la formula dell’evento inspiegabile pronunciata all’epoca dei fatti nella Russia di Kruscev in piena guerra fredda mi pare proprio un perfetto specchietto per le allodole, che ancora oggi funziona alla grande.
      Hanno chiuso la zona per tre anni!!! Questo mi sembra una conferma sufficiente.

      Concludo con i complimenti per la discussione ricca di spunti e informazioni!

  29. Zetar says :

    Ma per la miseria, ho letto i vari commenti e mi sembrava di leggere la scenografia di un film sulla Russia di Stalin e del kgb.

    Non è possibile pensare a segreti militari da proteggere, anche se avessero assistito ad un esperimento di un arma segreta, erano cittadini russi(ragazzi) a chi lo avrebbero raccontato? Comunque bastava arrestarli e spaventarli bene, non ne avrebbero parlato MAI con nessuno, per paura delle conseguenze da parte delle strutture governative.

    A una ragazza venne strappata la lingua, ad un ragazzo vennero cavati gli occhi, ad altri trovarono lesioni interne gravi.
    Vi sembrano sistemi idonei per nascondere un eccidio del genere?

    Il solo fatto di essere scappati di notte in quelle condizioni, fa pensare a morte certa per assideramento, scappavano terrorizzati da cosa? sicuramente non dai militari, questi li avrebbero eventualmente arrestati e portati via con loro.

    No, sono convinto che scappavano da un pericolo reale, non IPOTETICO, ma assolutamente REALE, questione di vita o di morte (infatti).

    Poi ognuno può fantasticare quello che gli pare, ma i militari indicati come autori di quella tragedia non è credibile, non rappresentavano un pericolo di morte.

    Non è concepibile un massacro del genere, se volessimo prendere in considerazione una storia del genere con i militari come protagonisti, li avrebbero fatti sparire e basta, perchè inscenare una macabra morte con asportazione di organi (lingua e occhi).
    No non lo ritengo verosimile, le ragioni di quella tragedia per me sono altre.

  30. Arsenio says :

    Pensare che in pieno regime sovietico i militari non rappresentino un serio pericolo di morte è come pensare che…..

    Non erano ragazzi qualunque ma tutti universitari in procinto di laurearsi (ingegneri, geologi ecc..) e la missione stessa serviva come crediti per l’università (ricordiamoci che siamo in pieno regime sovietico, non era una cosa inusuale) Quindi farli sparire e basta non era pensabile.
    Forse non tutti sanno che le autorità, appena ritrovati i corpi, hanno asportato COMPLETAMENTE gli organi interi dei ragazzi con la scusa di analizzarli in un secondo momento. Ebbene nessuno li ha mai potuti vedere, perfino le autopsie sono state eseguite dopo che gli organi erano gia stati rimossi.
    Il caso è stato prontamente chiuso e secretato, solo negli anni ’80 hanno rotto i sigilli e sono stati resi noti i fascicoli relativi al caso.

    Gli organi interni asportati ai ragazzi ovviamente sono andati perduti e nessuno potrà mai esaminarli…

    • die2878 says :

      Ma scusa quale documento hai letto che attesti l’esportazione degli organi?

      • eviljimijimi says :

        Un altro documentario di national geo fa riferimento all’ipotesi militare e vengono fatti notare particolari strani. Primo che la tenda fosse montata male, cosa strana per alpinisti esperti come loro. Secondo, sono stati trovati oggetti che non facevano parte dell’equipaggiamento dei ragazzi, confermato dalle prove fotografiche mostrate all’unico sopravvissuto. L’ipotsis 44

  31. eviljimijimi says :

    Continua; (sono dal cell) l’ipotesi della valanga è stata scartata a priori perché la pendenza non era tale da causare valanghe in quella zona. Tra l”altro si è parlato di test effettuati in zona negli urali, con bombe (dopo posto il nome) che scoppiavano prima di arrivare a terra e potevano uccidere con una forte pressione chi si trovava nella zona. Insomma tutti questi indizi portano a credere che fossero morti in un altra zona e poi spostati dove effettivamente furono ritrovati.

  32. Arsenio says :

    Ho letto al riguardo diversi siti russi, che sono indubbiamente più ricchi di dettagli di quello che si può trovare in lingua italiana. Naturalmente non conosco il russo e mi sono aiutato con alcuni traduttori online. A sostenerlo comunque è Yuri Yudin, il ragazzo che ha lasciato il gruppo per problemi di salute pochi giorni prima della tragedia. Ha detto che gli organi dei suoi amici sono stati prelevati ed inseriti in dei contenitori speciali per degli esami approfonditi, per poi però sparire nel nulla.

    Lo stesso Yudin addirittura sostiene che le autorità militari avrebbero aperto le indagini sulla sparizione dei ragazzi ben due settimane prima di quella ufficiale, avrebbe visto un documento datato 6 febbraio 1959, tradendo così che sapevano già che qualcosa era successo al gruppo. Ritengo però che questo sarebbe stato un errore troppo grossolano da parte dell’esercito, qualora avesse avuto veramente qualche parte attiva nella vicenda.

    In ultimo, in data 2 febbraio 2008 è stata costituita una commissione d’indagine composta dagli ultimi 6 membri superstiti del gruppo di ricerca originale e 31 tecnici esperti a Ekaterniburg, in Russia. Hanno potuto visionare tutti i documenti e referti ufficiali (che però stranamente non sono mai stati redatti in maniera completa) e dopo una lunga discussione sono giunti anche loro alla conclusione che le morti dei ragazzi siano state il risultato involontario di un test militare segreto. C’è chi sostiene che si trattasse di qualche arma batteriologica o chimica e quello da cui scappavano così terrorizzati i ragazzi fosse una nube tossica di morte che si era propagata proprio vicino alla loro tenda e una volta inalata poteva alterare seriamente i processi mentali delle vittime ed i loro sistemi nervosi provocandone il panico.

    Concludo dicendo che uno dei 6 membri del gruppo di ricerca originale, quelli che per primi avevano trovato i corpi della squadra il 26 febbraio del 1959, aveva notato un particolare insolito: le punte degli alberi erano quasi tutte bruciacchiate, come se ci fossero passati sopra degli elicotteri o comunque una fonte di calore molto forte. Questa affermazione però, assolutamente importante e da tenere in considerazione, fu invece snobbata dalla commissione (militare!!) che indagava sul caso e nel referto ufficiale non se ne fa menzione.

  33. RandallFlagg85 says :

    L’altro giorno mi sono visto questo documentario, nel quale si fa riferimento alle foto fatte dai membri della spedizione e da uno dei diari trovati.

  34. Beatrice says :

    Personalmente mi trovo d’accordo con quanto letto su un paio di siti stranieri e, grosso modo, con quanto scritto nell’articolo. Potrebbe essere che nella tenda ci fosse già un po’ di nervosismo (la situazione meteo non ideale, il pericolo di valanghe non del tutto assente, il fatto di aver sbagliato strada su un percorso difficile e pericoloso) e, checché se ne dica, i ragazzi non erano dei professionisti (ho letto il paragone con Moro, da qualche parte tra i commenti: per lui la montagna è una professione, per questi poveretti non lo era).
    Nel buio della notte (totale, se c’era una tempesta o comunque non c’era la luna) tutto è ingigantito e il fatto di non vedere può facilmente portare al panico – l’ho provato sulla mia pelle con una frana in una valle adiacente a quella dove mi trovavo io: non vedevo nulla di sospetto, c’era il sole e la visibilità era ottima, ma il rumore è stato talmente forte e talmente inequivocabile che il primo impulso è stato quello di scappare. Dove? Boh. Al momento non importava.
    Mi immagino i rumori del vento e della tormenta che avrebbero potuto essere scambiati per quelli di qualche piccola valanga (non serve chissà quale pendio per morire sotto a una slavina, come recenti fatti di cronaca testimoniano), forse i Mig21 o gli altri velivoli militari avvistati da altre persone (le luci arancioni) hanno sorvolato la zona a bassa quota, aggiungendo rumore al rumore. Può essere che nella tenda si sia scatenato il panico e che, credendo di essere in procinto di venir travolti da una slavina, per non perdere tempo ad aprire la tenda (non so come fosse la chiusura, ma dubito si trattasse di una semplice zip, probabile che ci fossero anche delle corde e dei lacci che chiudevano la parte esterna) abbiano squarciato la stoffa con una lama (avranno pur avuto un coltello di qualche tipo). Oppure, ma qui invento di sana pianta, magari c’è stato un litigio (capita spesso, soprattutto in situazioni di questo tipo), qualcuno, più spaventato di altri, voleva scappare, gliel’hanno impedito piazzandosi davanti all’ingresso, e così la persona in questione si è aperta una via di fuga secondaria.
    Sinceramente non ho la presunzione di fare ipotesi su cosa li abbia convinti a lasciare la tenda, credo solo che si sia trattato di qualcosa di spaventoso, ma sostanzialmente innocuo (i rumori di cui sopra?): secondo me si è trattato di qualcosa dall’impatto forte, ma di durata limitata, come dimostra il fatto che i ragazzi siano scappati in fretta e furia ma che, sostanzialmente, non siano andati particolarmente lontano. Sfortunatamente, una volta all’aperto e vestiti poco (ma NON con solo la biancheria intima addosso), non avevano scampo: immagino che abbiano raggiunto il pino e abbiano acceso il fuoco, ma si siano resi conto di non avere comunque speranze di sopravvivere. Djatlov e gli altri due (i più esperti?) potrebbero aver deciso di tentare di recuperare la tenda, unica speranza di salvezza, ma è possibile che questa decisione sia arrivata troppo tardi e siano morti cercando di tornare al campo. Nel frattempo, per i compagni in attesa le cose andavano sempre peggio, alcuni di loro sono morti a causa dell’ipotermia e gli altri, comprendendo che quello sarebbe stato il loro destino, hanno cercato di mettersi in salvo. Forse hanno creduto che Djatlov fosse andato nella direzione sbagliata (di certo non era facile orientarsi al buio), forse hanno sbagliato loro la direzione o, più probabilmente, hanno cercato di scendere a valle (che ore erano?)… sta di fatto che sono caduti nella gola nella quale sono stati trovati (non credo che fossero legati tra loro, giusto? Perché questo può capitare alle cordate, ne cade uno e si trascina dietro gli altri).
    Il resto (radiazioni, colorito, mancanza della lingua) può essere facilmente spiegato come un evento naturale o come una conseguenza della professione di uno dei ragazzi: il mito ha poi fatto il resto.
    Questa è ovviamente solo la mia opinione, purtroppo credo che non sia necessario tirare in ballo gli alieni per spiegare delle tragedie perfettamente “umane”: non escludo invece completamente l’intervento militare, sebbene non “diretto”, perché credo che sia in linea con quanto avvenne in seguito.

    • Pupi says :

      Se hanno camminato un’ora in fila indiana la fuga non sembra molto disordinata. Perche’ hanno continuato ad allontanarsi dalla tenda sapendo di andare incontro alla morte?

  35. Hesperia says :

    La cosa di tutta questa vicenda che convince meno la sottoscritta, è che dopo la tragedia abbiano reso inaccessibile tutta l’area per tre anni (un lasso di tempo assurdo). Inspiegabile con il semplice “era per prevenire altri incidenti con i dilettanti dell’ultima ora”, secondo me. Un incidente può capitare a chiunque dovunque, Il Passo non era di per sé così pericoloso da giustificare una precauzione simile, quando capita una disgrazia l’area viene chiusa il tempo che basta per completare le indagini e impedire a terzi di passaggio di contaminare eventuali indizi, poi vengono tolti i sigilli e il tutto torna accessibile. In questo caso, questione di pochi mesi, vista la fretta con cui il caso venne poi definitivamente chiuso.
    Per blindare tutta la zona tre lunghi anni interi, mi viene da pensare che qualcuno avesse interesse a far sparire qualcosa di serio da lì, da un posto che prima di quella tragedia era il benemerito vattelapesca, da quel momento in poi invece un punto sul quale si erano accesi i riflettori.
    Cosa? Chi lo sa. Basi militari nei dintorni oppure più semplicemente dei resti di esplosioni o contaminazioni seguiti alle sperimentazioni (collegate alle famose “luci arancioni” viste in cielo) che verosimilmente potrebbero aver terrorizzato i ragazzi, o chissà cosa altro di questa entità, penso non si saprà mai.
    Sul perché i soccorritori stessi non abbiano riportato di aver visto cose del genere durante i sopralluoghi, mi vien da spiegarmelo col fatto che le ricerche erano guidate dall’esercito stesso, quindi sapevano benissimo dove andare e dove no per non scoperchiare il vaso di Pandora. La squadra doveva solo ritrovare i corpi per dare pace ai parenti e curiosi, e chiudere la faccenda il prima possibile. Non dimentichiamo che si parla dell’URSS degli anni ’50, in pieno regime. Escludo che il governo sovietico interdica l’intera zona tre anni di fila per paura dello yeti o di un crepaccio di tredici metri nel bosco.
    Questo, più che ogni altra congettura, mi fa pensare che non possa essere semplicemente una tragica fatalità dovuta a nove ragazzi che si spaventano per una valanga immaginaria e scappano nel nulla per un’ora, congelandosi, nel panico per una minaccia inesistente.

  36. BkG_ says :

    Il posto non è a rischio valanghe e manco il più tonto degli escursionisti (figurarsi 9 esperti) scapperebbe mai senza vestiti… non lo farei manco se vedessi un Orso da buona guida alpina che sono , prendo i vestiti e scappo…solo un pirla non lo farebbe e loro erano 9 esperti e non ci possono propio essere 9 errori. In ogni caso questa è l’unica soluzione che risponde a tutte le domande sul passo di Dyatlov senza lasciare mistero – Il KGB (che “stranamente” fa esperimenti e opera propio in quelle zone) stava sperimentando un missile , il missile ha colpito la zona vicino alla tenda , e questo spiega perchè la tenda e solo parte degli escursionisti erano radioattivi. Subito dopo il KGB è andato sul posto trovandoci i ragazzi , ne ha menati 2/3 (e questo spiega i colpi contundenti sui corpi e la lingua strappata a mano) , ha costretto tutti a scappare senza vestiti (basta vedere la mentalità russa , ma sopratutto quella di Putin o del KGB). L’unica cosa che mi farebbe lasciare i vestiti e scappare a gambe levate sarebbe una minaccia di fucile , un ufo , un fantasma , o qualcosa cmq che non so spiegare a tal punto da farmi scappare in questo modo) … la tenda è tagliata ad “H” , e il pezzo non fu mai ritrovato. Se devo scappare taglio e scappo , non ho tempo di farci un disegno o cmq di aprirla cosi tanto. Il KGB ha mentito sulle tracce non trovate di uomo o di missile e lo stesso escursionista loro amico che è tornato sul posto ha fotografato i resti di un missile! (Più testimonianza della sua…) con foto e tutto. E sempre “stranamente” il KGB ha reso segreto il passo di Dyatlov e ne ha vietato l’accesso per 3 anni (a che scopo? se non quello di nascondere?) … la cosa è semplice: Missile becca vicinanza tenda , tenda + 4 ragazzi radioattivi … il KGB mena 2/3 di loro (e questo spiega i colpi dati da qualcuno) , il KGB minaccia i ragazzi e questo spiega il vero perchè sono scappati senza nulla morendo poi di ipotermia dopo. I ragazzi sugli alberi e quelli che hanno tentato di tornare in tenda , cercavano solo di vedere se se ne erano andati x recuperare i vestiti , ma il freddo ha ucciso gli altri. Erano in 9 ma si sono tutti separati: i 2 nudi , i radioattivi , e i menati. Ragazzi lo dico molto onestamente , non esistono altre versioni senza che vengano smerdate da qualche altra teoria… questa è l’unica teoria senza falle , perfettamente spiegabile e persino con le prove (le foto scattate dall’unico sopravvissuto). Ognuno è libero di esprimere la propia idea.. invito ad una riflessione perchè solo cosi tutti i tasselli del caso sono inseriti bene. Un saluto a tutti.

    • Beatrice says :

      Già… Peccato che dalle foto scattate ai corpi si vede che, diversamente quello si in giro, questi non fossero affatto senza vestiti. Certo, non indossavano tutta l’attrezzattura, ma il necessario per sopravvivere per sopravvivere un po’ di tempo sì.
      Per il resto… Bah. Non vedo come un missile (un missile, non un petardo) che cade vicino alla tenda giustifichi la presunta radioattività di parte dei ragazzi e della tenda: Personalmente credo che l’avrebbe fatta saltare in aria, la tenda, altro che contaminarla.
      Le contusioni dovute alla scivolata e il freddo possono provocare i lividi – che si creano anche post morte – qualcuno mi deve spiegare come diavolo si fa a capire, a distanza di giorni, se la tenda è stata tagliata dall’intero o dall’esterno e, infine, vorrei ricordare che il sopravvissuto non era sul posto, quindi le sue foto non valgono un tubo.
      Non dico che i ragazzi (che comunque non erano esperti, erano semplici escursionisti dilettanti) non siano stati spaventati da qualcosa legato ai militari, ma credo proprio che di questo si tratti: Di semplice spavento.
      Da guida alpina, saprai certamente quali danni hanno fatto e continuano a fare il panico e la confusione (ma se vuoi ti cito giusto un paio di episodi).

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