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La bufala di Snowden e le eruzioni solari

L’utente Gugu Tutu mi ha mostrato questi due articoli:

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LINK

Sun-2

LINK
Sono sinceramente senza parole, in quanto sono articoli inattendibili e completamente forvianti ma andiamo ad analizzarli meglio.
Il primo articolo su Snowden è pura fantasia, si basa essenzialmente su questo articolo in Inglese di Internet Chronicle Link 
Cioè stiamo parlando di un sito di cui avevamo già fatto conoscenza grazie ad articoli come questi

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oppure Justin Bieber muore a 19 anni Link per poi invece rivelare che il cantante fa parte del gruppo Anonymous LINK con tanto di foto

Sun-1

…Direi solo imbarazzante come attendibilità!
Comunque stando a questo sito Snowden sa tutto di tutto vedere per credere LINK 


…Peccato però che non è proprio così tralasciando infatti che Snowden è un informatico, e niente di più, ne hacker o agente segreto e neppure uomo di vertice  che ha lavorato per CIA ed NSA (LINK) egli, avendo lavorato si per queste aziende ma come comune consulente ha “solo” rivelato i programmi di sorveglianza di massa degli USA e se leggiamo la sua vita ed i fatti che sono avvenuti ci rendiamo conto che il 98% delle cose che gli vengono attribuite sono bufale poichè non hanno nulla a che fare con lui (LINK)

Rimane da commentare il secondo articolo…. Molto imbarazzante visto che il titolo è completamente forviante basta leggere per capire che non c’è neanche un minimo di riferimento a Snowden…(Infatti lui non ha mai detto nulla!!)…. ma la cosa ancora più allucinante è che la fonte di questo articolo, NASA Science LINK  non sembra presentare la situazione così catastrofica come ci vogliono far credere… tradotta letteralmente “Il campo magnetico del sole cambia la polarità circa ogni 11 anni. Succede al culmine di ogni ciclo solare come dinamo magnetica interna del sole che si riorganizza.” Anzi anche Focus.it riporta l’articolo ma come si può notare in maniera del tutto diversa LINK e finendo con l’affermare: “Le conseguenze per la Terra saranno decisamente trascurabili: al massimo qualche disturbo nelle comunicazioni radio. E dal momento che l’inversione coinciderà con un picco dell’attività solare, a Natale potremmo osservare un maggior numero di aurore boreali.”


…Perciò quale è il problema? Mah mistero….Leggete l’articolo perchè indipendentemente dal fatto che non è catastrofico a mio parere rimane molto interessante….e speriamo di non dover leggere più cavolate su Snowden anche perchè così si ridicolizza la sua figura danneggiando veramente ciò che realmente egli ha portato alla luce.

La bufala della maledizione egizia di Tutankhamon

Esiste la Maledizione di Tutankhamon? Finalmente si concorda sulla “falsità” della maledizione e sulla casualità ed erroneità di alcuni avvenimenti che causarono la nascita di questo credo. Ma cosa veramente si intende per maledizione? E com’è nata?

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Con il termine Maledizione di Tutankhamon viene indicata una presunta moria che avrebbe colpito inaspettatamente tutti coloro che parteciparono alla ricerca ed alla scoperta, da parte dell’archeologo Howard Carter, della tomba del faraone Tutankhamon, rinvenuta nella Valle dei Re (e catalogata con il codice KV62), nel 1922, scoperta “sponsorizzata” da un ricco nobile inglese, Lord Carnarvon. La maledizione di Tutankhamon è in realtà da considerarsi una trovata pubblicitaria dell’epoca, anche in funzione delle pochissime notizie che trapelavano sia per la lentezza delle operazioni di “svuotamento” della tomba (l’autopsia del faraone risale al 1925, tre anni dopo la scoperta), sia per l’esclusiva mondiale data ad un giornale americano dallo stesso Lord Carnarvon, che tagliò fuori tutti gli altri quotidiani dell’epoca da ogni informazione, innescando così una violenta campagna denigratoria nei confronti della scoperta.Infatti, l’unica morte che potrebbe essere fatta coincidere con la scoperta della tomba, è proprio quella di Lord Carnarvon (morto poco dopo la scoperta); ma la sua morte avvenne per cause naturali: nel febbraio 1923, infatti, tre mesi dopo la scoperta, il nobile inglese fu punto da un insetto; nel clima egiziano, umido e caldo, e su un fisico già indebolito (a causa di un incidente stradale nel 1901) come quello di Lord Carnarvon, ogni piccola infezione poteva risultare fatale; e qualche giorno dopo, radendosi la barba, inavvertitamente egli riaprì la ferita. E l’infezione, nonostante l’immediato trattamento con tintura di iodio, non si fece attendere. Dopo pochissimo tempo il Conte di Carnarvon venne costretto a letto da una fortissima febbre che presto si trasformò in polmonite. Morì dopo una lunga agonia il 5 aprile del 1923 al Cairo.

Tutte le altre morti dei partecipanti alla scoperta avvennero poi a diversi anni di distanza da quest’ultima, come indicato nella seguente tabella.
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* Media dell’età al momento della morte (escluso Callander, per il quale il dato è ignoto, ed il valore massimo 86, relativo a Hall): oltre 63 anni;
* media anni della morte dal 1922, data della scoperta (escluso il valore minimo 1, relativo a Carnarvon, e il valore massimo 47, relativo a Lindsley Foote Hall): quasi 22 anni.

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La stessa Lady Evelyn, figlia di Carnavon, che partecipò attivamente alle fasi iniziali della scoperta della tomba, nata nel 1901, morì nel 1980, mentre il Dr. D.E. Derry, che eseguì la prima autopsia sul corpo di Tutankhamon, morì nel 1969, all’età di 87 anni. Delle 26 persone presenti all’apertura della tomba, solo sei morirono nell’arco dei dieci anni successivi; delle 22 presenti all’apertura del sarcofago solo due morirono nei successivi dieci anni mentre delle 10 persone presenti allo sbendaggio della mummia nessuna morirà sempre nei dieci anni successivi a tale operazione.

Tratto da Wikipedia

Le bufale sulla fine del mondo

Mi rendo conto che alcune persone siano intimorite dalla “mega-pubblicità” che sta avendo la profezia del 2012 e tutto ciò che ne consegue. Molti siti cercano di trasformare qualunque notizia in uno scoop sulla fine del mondo. Ad esempio la neve nera caduta in Russia è segno di inquinamento non di fine del mondo! Il mio consiglio è quindi di lasciar perdere siti allarmisti o truffaldini e farsi due risate sulle profezie della fine del mondo…. già sbagliate come sono riportate da Wikipedia:

1000
Il detto “mille e non più mille” si basa sul brano dell’Apocalisse 20,1-3, e anche su affermazioni attribuite a Gesù Cristo nei vangeli apocrifi. Anche l’avvistamento della cometa di Halley nell’anno 989 aveva contribuito a diffondere timori escatologici. Il 31 dicembre del 999 era la data temuta da molti cristiani come la fine del mondo, e alla vigilia della fine del I millennio, venne eletto papa Silvestro II, ritenuto da molti, oltre che un buon vescovo cattolico, un esperto in magia, kabbalah, occultismo, protoscienza, ecc. La relativa calma con cui trascorsero mesi e anni dopo questa fatidica data, condusse alla rinascita dell’anno Mille e successivi, che portarono la cristianità verso nuovi progetti, come quello delle crociate.
1260
Si ritiene che nel 1182 il beato Gioacchino da Fiore, basandosi sui 1260 giorni descritti nell’Apocalisse, predicesse il 1260 come data per il compimento di questa Profezia. Gioacchino nella sua escatologia parlava di tre età: Età del Padre (corrispondente all’ebraismo); Età del Figlio (corrispondente al cristianesimo); Età dello Spirito Santo: un futuro che avrebbe visto l’abolizione delle strutture gerarchiche dalla Chiesa Cattolica, nonché una diffusa conoscenza religiosa tra le persone, una giusta dottrina ed un vivere in armonia e fraternità con la condivisione dei beni.
1836
Il fondatore del Metodismo, reverendo John Wesley eseguì dei complessi calcoli basati sull’Apocalisse e giunse alla conclusione che la data prevista sarebbe dovuta essere il 18 giugno del 1836.
1967
Data prevista per una “grande catastrofe mondiale”, secondo Sun Myung Moon, capo della Chiesa dell’Unificazione.
1999
Per il 1999, nella quartina X.72, il medico e veggente provenzale Nostradamus prediceva l’arrivo di un “re del Terrore”, che sarebbe disceso dal cielo, e che avrebbe fatto rivivere il “roi d’Angoulmois”, che alcuni interpreti anagrammavano “roi Mongolais”, identificato con Gengis Khan. Alcuni reputano che volesse riferirsi a un re venuto da territori corrispondenti all’antica Sarmazia e/o Scitia (territori divisi tra le attuali Russia, Kazakhistan e Turkmenistan).
2011
Il protestante novantenne Harold Camping, affermando di aver eseguito complicati calcoli giunse alla conclusione che il 21 maggio 2011 erano trascorsi esattamente 7000 anni dal Diluvio universale. Allo scattare della mezzanotte del 21 maggio, avrebbe avuto inizio per i cristiani nel mondo il Giudizio Universale. Il resto della popolazione (di fedi non cristiane) sarebbe rimasta a patire sulla terra atroci sofferenze, convivendo con continui maremoti e distruttivi ed apocalittici terremoti[8]. Harold Egbert Camping, profeta dell’Apocalisse torna a predire la fine del mondo per il 21 ottobre 2011, assicurando che questa volta, diversamente dal passato, la profezia è vera, fatta eccezione per gli eletti e i predestinati alla salvezza.

E il 2012?

Beh a parte ciò che è già stato detto, vedi link del blog, sicuramente è molto curioso che non sia stata pubblicizzata la scoperta fatta nel 2012, da un’equipe di archeologi agli ordini di William Saturno. Nel sito di Xultun in Guatemala una casa, appartenuta ad uno scriba Maya, risultava avere i muri coperti da centinaia di geroglifici e pitture che sembravano descrivere varie ciclicità astronomiche. I glifi descrivono con precisione i vari cicli calendariali codificati dai Maya – quello cerimoniale (260 giorni), quello solare (365 giorni), il ciclo di Venere (584 giorni) e quello di Marte (780 giorni). Decifrati con il codice di Dresda, il calendario di lungo computo, che si riteneva sarebbe finito con il 21 dicembre 2012, in realtà dovrà essere aggiornato aggiungendo altri 7000 anni prima di terminare

Consiglio di leggere anche Link1 e Link2
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La sonda Stereo della NASA non ha ripreso ne ufo ne meteore dirette sulla terra

Si avvicina il 2012 e tutto fa paura…..basta un video come quello postato sotto e le persone urlano all’ufo o al meteorite ma…..tranquilli non è così….spero (sto scherzando 😉 )


JOnet (così si firma) mi ha mandato questo video che ha trovato su youtube chiedendomi cosa rappresentasse….tranquillo nulla di che solo la cometa Pons-Gambart, nota anche come C/2012 V4, fotografata il 30 novembre da Andres Chapman dal suo Observatorio Cruz del Sur (Southern Cross Observatory) in Argentina (vedi foto)….

Pons-Gambart_360 copia

…e filmata dalla sonda Stereo della NASA, eccovi un video più chiaro…si fa per dire….

Per chi ne volesse sapere di più vi rimando al sito Astrobob

Niribu, gli Annunaki e le interpretazioni di Zecharia Sitchin

Ieri mi è arrivata una email da Alita91 che mi chiede cosa ne penso della teoria di Niribu e delle discendenze aliene dei sumeri. Fortunatamente è un argomento che ho affrontato da pochissimo con i miei amici e mi sento abbastanza informato per strutturare una risposta soddisfacente. Il mito di Niribu è quello che riguarda la popolazione degli Annunaki ovvero l’arrivo sulla terra di alieni, appunto del pianeta Niribu, documentato in scritti sumeri, mesopotamici, biblici, per farla molto in breve (se qualcuno è interessato link ). Questa teoria però ha un solo fautore Zecharia Sitchin, che oltre a non essere uno storico o uno scienziato (è laureato in economia!) si è rivelato un truffatore. Egli infatti disse di aver tradotto dal sumero la storia del popolo alieno degli Annunaki, ovviamente pubblicata nei suoi numerosi libri (link bibliografia), peccato però che questa traduzione sia totalmente adattata al contesto che vuole l’autore e presenti in più parti errori gravi di traduzione anche per intere frasi, dimenticanze, parole inventate ; ad esempio Mu in sumero è cielo e non razzo oppure Sitchin cita spesso la parola shamu ma essa in sumero non esiste.
Ma le teorie dello scrittore azero o azerbaigiano, che dir si voglia, sono smentite non solo per l’errata interpretazione della lingua sumera ma anche dalle errate concezioni simboliche e astronomiche.
Per confermare tale tesi citerò l’esempio di questa raffigurazione (vedi foto sotto) che per Sitchin rappresenta la raffigurazione dell’esistenza di Niribu e l’esistenza degli Annunaki. Per cominciare è giusto evidenziare cosa veramente è scritto in tale raffigurazione:

Linea 1 = dub-si-ga “Dubsiga” [un nome personale di una persona apparentemente potente ]
Linea 2 = ili-il-la-at “Ili-illat” [un altro nome di persona, questa volta del proprietario del sigillo]
Linea 3 = ir 3 -su [“tuo servo”]

Poi evidenziamo che:

1) L’iscrizione sul sigillo non dice nulla di astronomia, Nibiru, o pianeti.

2) Il presunto simbolo “sole” sul sigillo non è il sole. Lo sappiamo per certo perché non è conforme alla raffigurazione coerente e simbologica del sole su centinaia di altri sigilli cilindrici, monumenti, e pezzi di arte Sumero-Mesopotamica.

3) Non c’è un solo testo esistente di epoca Sumero-Mesopotamica che ammette l’esistenza di più di cinque pianeti.
Infine per quanto riguarda Niribu è stato dimostrato nel 1992 dall’astronomo Myles Standishche che nell’intero Universo non vi è un possibile pianeta associabile a Niribu, mentre risulta fantascientifica l’ipotesi che esso sia un pianeta errante, come invece afferma Zecharia Sitchin, sia poichè questo è impossibile fisicamente (dimostrato dall’astronomo Mike Brown) sia perchè sarebbe almeno a volte visibile come lo sono Giove o Saturno.

Per saperne di più sulle falsità dei documenti di Zecharia Sitchin ecco alcuni link:
Sugli Annunaki
skepedic.com
Michael Sheiser.com 
Sitchiniswrong.com
Michael Sheise.pdf 
Ian Lawton.com

su Niribu
Mikebrownsplanets.com 
Harvard.edu 
Badastronomy.com

2012

La profezia del 2012

La profezia del 2012 non è reale poichè è nata da incomprensioni o letture errate che, come unica nota positiva, ha quella di far conoscere al mondo le conoscenza del popolo Maya. L’arrivo del 2012 e la conseguente fine del mondo hanno ispirato libri, film, inchieste e quant’altro fosse possibile ma come si può vedere dal nostro articolo, tutto questo non è altro che pura fantasia, basata su dati poco attendibili o su supposizioni. Non a caso c’è già chi, per sicurezza, sposta la profezia al 2200.

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Che cosa si nasconde dietro la “profezia” maya che alimenta un crescendo di fantasie e business. Articolo di ANTONIO AIMI
Anche se un proverbio cinese ricorda che «quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito», nel caso del tormentone «2012 – la fine del mondo» (profezie apocalittiche, film, libri, siti Internet e chi più ne ha più ne metta) sarebbe bene guardare il dito. Anzi la persona che tiene il dito puntato verso il nulla. Ma capire le ragioni di queste mode new age va al di là delle possibilità di chi ha una certa familiarità col calendario maya, l’innocente motore immobile del circo che ci aspetta da qui alla data fatidica. In attesa di vedere come andrà a finire (ovviamente si accettano scommesse) può essere utile verificare che cosa sul 2012 hanno detto i diretti interessati. Innanzi tutto è importante osservare che si tratta sostanzialmente di una estrapolazione dal Conto Lungo, uno dei calendari maya. I Maya, in realtà, non fanno mai riferimento al 2012 né lo associano ad alcuna profezia. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire che cos’è il Conto Lungo. Sorprendentemente, in tutta la Mesoamerica – l’area archeologico-culturale che va dalle aree semidesertiche del Messico centro-settentrionale alle foreste pluviali dell’Honduras e della penisola di Nicoya in Costa Rica – veniva utilizzato un sistema calendariale completamente diverso da quelli usati nel resto del mondo. Esso si basava sull’interazione di due cicli: l’anno solare di 365 giorni senza bisestile e il calendario rituale di 260 giorni, basato sui passaggi zenitali (260 + 105) del Sole a Izapa (a circa 14° 55’ di latitudine Nord). Combinandosi tra di loro questi due cicli formavano un periodo di 18980 (minimo comune multiplo di 260 e 365) giorni, vale a dire un periodo di 52 anni, che si potrebbe chiamare con una certa forzatura «secolo mesoamericano». Quando finiva il «secolo mesoamericano», il calendario ricominciava da capo con giorni che avevano lo stesso nome di 52 anni prima. È evidente, dunque, che questo sistema calendariale veicolava una concezione iperciclica del tempo. Le culture epiolmeche, tuttavia, e, alcuni secoli dopo, la cultura maya del Periodo Classico (300-900 d.C.), affiancarono al tradizionale calendario mesoamericano il Conto Lungo, un ciclo lunghissimo di 5125,36 anni che, pur rimanendo circolare, in realtà, per via della sua lunghezza, trasmetteva una concezione quasi lineare del tempo. All’interno del Conto Lungo una qualsiasi data veniva scritta con cinque numeri che da destra a sinistra indicavano: i giorni, gli uinal (mesi di 20 giorni), i tun (anni di 360 giorni), i katun (periodi di 20 tun) e i baktun (periodi di 20 katun). Ad esempio: 12.19.16.10.3 (corrisponde al 2 agosto 2009).

Il Conto Lungo aveva cominciato a «girare» il 6 settembre 3114 a.C., quando segnava 0.0.0.0.0 (per ragioni che qui è complicato spiegare questa data veniva scritta 13.0.0.0.0, indicando il completamento del ciclo precedente) in un giorno 4 Ajaw del calendario rituale e 8 Kumku’ dell’anno solare. Il bello di questa data iniziale è che era una pura speculazione teorica, perché si riferiva a un periodo sul quale gli inventori del Conto Lungo non avevano nessun dato, dal momento che nel 3114 a.C. le popolazioni epiolmeche e maya ancora non esistevano. Le prime stele col Conto Lungo compaiono oltre tremila anni dopo la data iniziale (la più antica, la Stele 2 di Chiapa de Corzo, è del 36 a.C.). Non si sa perché fu inventato questo nuovo calendario, né quale funzione avesse al suo esordio. È abbastanza chiaro, tuttavia, che durante il Periodo Classico, quando i monumenti e le stele col Conto Lungo costellavano i centri cerimoniali delle città maya, la data iniziale si riferiva alla creazione del mondo, probabilmente alla quarta creazione, quella degli uomini di mais. Inutile dire che i testi associati al Conto Lungo non contenevano fosche profezie sul futuro, ma guardavano, per così dire, al passato, perché celebravano le imprese e i lignaggi dei re maya collocandoli in un piano temporale che rinviava agli eventi del tempo mitico della creazione.Per molto tempo alla data finale del Conto Lungo non si è prestata molta importanza, ma le cose hanno cominciato a cambiare quando si è scoperto il modo corretto di trovare le correlazione tra il Conto Lungo e il nostro calendario e si è osservato che il Conto Lungo terminerà il 21 dicembre 2012. Questa data, fino all’esplosione della passione per il 2012, è stata considerata dai mayanisti una semplice curiosità, perché nei loro testi i Maya del Periodo Classico non la citano quasi mai e non le attribuiscono un particolare valore apocalittico o epocale. L’unica eccezione è il Monumento 6 di Tortuguero, un piccolo sito agli estremi confini occidentali dell’Area maya, che presenta un testo molto eroso e per questo di difficile lettura, ma che in ogni caso non sembra avere alcun carattere profetico.
La ragione che spingeva i Maya, in genere abbastanza attenti ai momenti liminari del calendario, a non dare molta importanza alla fine del Conto Lungo, a parte il fatto banale che non aveva molto senso pensare a un evento così lontano nel tempo, è molto semplice. La data della fine del Conto Lungo, il 13.0.0.0.0, non replica le condizioni del giorno della creazione, perché cade in un giorno 4 Ajaw del calendario rituale e 3 K’ank’in dell’anno solare. Il discorso, ovviamente, sarebbe stato ben diverso se, invece, avesse ripresentato le date 4 Ajaw 8 Kumku’, il che avrebbe spinto i Maya a considerare il 21 dicembre 2012 un giorno favorevole a una nuova creazione. Quindi gli apocalittici devono rassegnarsi, la scadenza che ci attende tra qualche anno non vedrà la fine del mondo e nemmeno, purtroppo, una nuova creazione. Considerando i tempi che corrono, è certo che gli dèi maya potrebbero avere più di un motivo per volere una nuova umanità.

Antonio Aimi è uno dei maggiori studiosi di arte e civiltà precolombiane

Tratto da La Stampa.it
www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200908articoli/46064girata.asp

L’ipotesi che il 21-12-2012, la rotazione della Terra possa arrestarsi è chiaramente campata in aria – una vera e propria bufala! Non esiste nessun effetto fisico conosciuto o ipotizzabile che possa fermare – e riavviare dopo 72 ore – la rotazione di una massa come quella terrestre.
Esiste però il fenomeno dell’inversione magnetica, evento già verificatosi più volte e che consiste nel ‘cambio’ di polarità del campo magnetico terrestre – il sud diventa nord e viceversa. Questo fenomeno è potenzialmente pericoloso, in quanto nel periodo di transizione (di cui non si sa quale potrebbe essere la durata) mancherebbe lo ‘scudo’ magnetico che ci protegge dai raggi cosmici. Occorre anche dire che non ci sono tracce di eventi traumatici associabili ai periodi di inversione. E neppure è possibile prevedere quando avverrà la prossima inversione. Ecco un interessante articolo al riguardo.

Risponde lo studioso Mauro Carta. “L’esistenza di un campo magnetico terrestre (c.m.t.) viene evidenziata principalmente attraverso l’azione esercitata su qualunque dipolo magnetico presente in prossimità della superficie. Le prime teorie sul c.m.t. furono proposte nel ‘600 da William Gilbert, e modificate e perfezionate nella prima metà del secolo scorso dal matematico e fisico tedesco Karl Friedrich Gauss.
Secondo le ipotesi più recenti (già avanzate a suo tempo da Gauss) circa l’80% del campo magnetico totale misurato sulla superficie terrestre può essere spiegato assimilando il nostro pianeta ad un dipolo geocentrico (cioè con un centro coincidente a quello della Terra) inclinato di 11°30′ rispetto all’asse di rotazione (campo magnetico dipolare). Per questo motivo i poli magnetici non corrispondono a quelli geografici. Infatti attualmente (la posizione dei poli magnetici è variabile nel tempo) il polo nord magnetico è situato presso l’isola di Bathurst nell’arcipelago artico canadese (78°31′ N, 75° E) mentre il polo sud magnetico è situato al largo delle coste dell’Antartide nel mare d’Urville (78°30’ S, 110° E). Il restante 20% del campo magnetico totale è irregolare, varia cioè nello spazio e nel tempo, e sembra avere origine dalle profondità della Terra. L’ipotesi, confermata dalle misurazioni, di un campo magnetico dipolare spiega quindi il perché dell’orientamento grosso modo nord-sud delle linee di forza del c.m.t.: linee di forza secondo le quali si dispongono tutti i magneti più piccoli e liberi di muoversi attorno ad un asse verticale, come per esempio gli aghi delle bussole.Le rocce magmatiche contengono spesso minerali ferriferi e comunque magnetici, in grado di disporsi secondo la direzione del campo magnetico presente all’epoca del loro raffreddamento. Tenendo conto degli spostamenti dei continenti come previsto dalla moderna Tettonica delle Placche, la determinazione dell’orientamento dei minerali magnetici delle rocce magmatiche consolidatesi milioni di anni fa, ha consentito ai geologi e geofisici di ipotizzare il periodico capovolgimento della polarità del c.m.t. In pratica, il c.m.t. non solo è tutt’altro che stazionario (infatti, gli spostamenti dei poli magnetici sono ben misurabili e prevedibili e le carte topografiche devono tenerne conto a distanza di pochi anni), ma inverte la sua polarità con periodi di decine di migliaia di anni (eventi di polarità magnetica) e di centinaia di milioni di anni (epoche di polarità magnetica). Ciò significa che almeno negli ultimi 100 milioni di anni il c.m.t. deve aver invertito la propria polarità un buon numero di volte, come di fatto indicano i dati paleomagnetici ottenuti dall’analisi delle rocce magmatiche.

Anche l’intensità totale del c.m.t. varia nel tempo, poichè varia la sua componente irregolare, di circa 10 nano Tesla all’anno (1 nT = 10.000 Gauss).
Le ragioni di tale periodica inversione di polarità del c.m.t. sono ancora sconosciute, anche se sono state avanzate diverse ipotesi. Una spiegazione basata sul modello della dinamo a due dischi accoppiati fu proposta da R.Rikitake (1958). A.Cox (1968) sviluppò invece un modello (probabilistico) che, sfruttando come base il modello di Rikitake, avanzò l’ipotesi che le variazioni di polarità del c.m.t. fossero dovute all’interazione tra oscillazioni costanti e processi casuali, dovuti anche alla presenza, al
confine tra mantello e nucleo terrestre, di una serie di dipoli responsabili della parte irregolare del campo magnetico. All’inversione di polarità del c.m.t. contribuirebbe il moto di rotazione della Terra, le cui forze di Coriolis tenderebbero a rinforzare sempre il campo esistente in un dato istante. Nelle fasi di oscillazione di intensità del campo magnetico, e quando l’intensità si approssima allo zero, è possibile che il campo associato ai dipoli eccentrici sia maggiore e di segno opposto al campo del dipolo centrale. Si produrrebbe in questo modo una inversione di polarità, rafforzata dalle forze della rotazione della Terra (forze di Coriolis).
La probabilità che si abbia una inversione della polarità durante un intero periodo di oscillazione (di intensità) del c.m.t. è dello 0,05.
Conseguentemente, è prevedibile una variazione di polarità del c.m.t. ogni venti periodi. Assumendo una durata di 10.000 anni per un singolo periodo di oscillazione del dipolo centrale, la durata media degli intervalli di polarità sarà di circa 200.000 anni. Questi risultati presentano un discreto accordo con le osservazioni.
Gli effetti planetari di una variazione della polarità del c.m.t. non sono perfettamente noti, ma la documentazione geologica non sembra mostrare che questi periodici cambiamenti abbiano influenzato in modo comprovabile l’evoluzione geomorfologica e biologica del nostro pianeta.
Le variazioni del campo magnetico terrestre sono ben note e in buona approssimazione prevedibili. In particolare il campo dipolare mostra attualmente una variazione del momento magnetico dello 0,05% ogni anno, ed una deriva verso ovest di 0,05 gradi di longitudine/anno con un periodo di 1200-1800 anni.
Il campo irregolare presenta una deriva (attualmente verso ovest) di circa 0,2° di longitudine per anno, con un periodo di circa 2000 anni, ed una variazione di intensità di circa 10 nT/anno.Inoltre, avviene un trasferimento di energia dal campo magnetico dipolare a quello irregolare di circa 0,06% del c.m.t. totale ogni anno.”

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BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Armando Norinelli (1982) – Elementi di geofisica applicata. Pàtron editore.
Livio Trevisan e Gaetano Giglia (1982) – Introduzione alla geologia. Pacini editore.
Owen M. Phillips (1985) – La geofisica. Biblioteca della EST – Mondadori.
Alfondo Bosellini (1984) – Tettonica delle placche e geologia. Italo Bovolenta editore.
Paolo Gasparini e Marta S.M. Mantovani (1984) – Fisica della Terra solida. Liguori editore.
Forese Carlo Wezel (1994) – Dal nero al rosso: dentro il pulsare della Terra. Sperling & Kupfer.

Tratto da Bufole & Co e Vialattea.net
http://bufole.blogspot.com/2008/03/2012-la-fine-del-mondo.html
http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=7753