Archive | ottobre 2013

La bufala della Cappella di Betlemme su Antikitera.net

Ho ricevuto pochi giorni fa un email che mi chiedeva come riuscissi a spiegare il mistero della Cappella di Betlemme (Chapelle de Bethléem) con il link al sito che tratta questo argomento: LINK
Posto anche una foto nel caso il link vada perduto o sia spostato.

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Purtroppo cara Lara il mistero non esiste assolutamente, è uno di quei casi in cui l’autore dell’articolo ha completamente travisato la realtà infatti dovete sapere che la Cappella di Betlemme è una cappella della chiesa cattolica romana, situata nel comune francese di Saint-Jean-de-Boiseau nella Loira Atlantica. Classificata come monumento storico nel 1911 , è stata restaurata nel 1993 al 1995 , durante questo restauro non si è scoperto nessun strano pinnacolo, ma bensì si è scoperto che mancavano alcuni fregi cosicchè si è posta la questione della loro sostituzione nell’edificio, ma siccome le uniche fonti disponibili erano un disegno di una nota Società Archeologica della Loira Atlantica , risalente al XIX secolo, non si poterono ricreare tutti i pinnacoli mancanti, ciò costrinse l’architetto restauratore, Gwenolé Congard, ad appellarsi allo scultore Jean-Louis Boistel per scolpire questi pinnacoli, ben 28 “gargouilles” su tutti e quattro gli angoli.
Lo scultore creò ogni gargouille basandosi sui simbolismi della mitologia o del cristianesimo , ma per alcuni volle utilizzare icone dell’era moderna prese sia dalla cultura cinematografica americana sia dell’ animazione giapponese.
Ecco perchè in questa capella si possono ammirare i fregi di:
Goldrake (giustizia, cavaliere dei tempi moderni)
Gremlin ( mostro cattivo)
Gizmo (buon mostro)
Leviatano (nulla assoluto), raffigurato come una Xenomorfo , dal film Alien .

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Per altre informazioni e la lista completa delle chimere o, che dir si voglia gargouilles, alla francese, consigli questo LINK

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La bufala di Eben Alexander

Eben Alexander è stato un neurochirurgo statunitense ed è l’autore di Proof of Heaven: A Neurosurgeon’s Journey into the Afterlife (L’esistenza del Paradiso: viaggio di un neurochirurgo nell’aldilà), in cui viene descritta l’esperienza di pre-morte da lui vissuta nel 2008, e dove viene affermato che la scienza è in grado di dimostrare l’esistenza della vita ultraterrena. Il libro da quando è uscito ha un “posto fisso” nella classifica dei best seller del New York Times.
Molti si interrogano su quanto ci sia di vero nelle affermazioni di Eben e cosa abbia portato un neurochirurgo di successo a dare una svolta alla sua vita.

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Indagando però a fondo su tutta la storia però il quadro che ne esce è ben diverso da ciò che ci si aspetta.
Grazie al giornalista Luke Dittrich autore per il magazine americano Esquire si è scoperto che purtroppo non è tutto oro ciò che luccica in quanto ci viene mostrato un Alexander tutt’altro che intgerrimo ma soprattutto si rivela una bufala la sua tematica principale ovvero che le esperienze raccontate da Alexander siano dimostrabili con la scienza.
Chi volesse può leggere l’inchiesta di Esquire a questo link 
Di seguito invece riporto una parte dell’interessantissimo articolo pubblicato da il Post con il titolo “La storia di Eben Alexander, smontata” (se volete leggere la versione integrale…e personalmente lo consiglio caldamente…eccovi il LINK )
Nel 2001 abbandonò il posto di lavoro in ospedale a Boston per contrasti col capo e trovò lavoro in un altro ospedale vicino Boston, dove però poco dopo gli impedirono di operare per «aver eseguito varie operazioni in modo improprio». Cambiò lavoro di nuovo, e finì in un ospedale di Lynchburg, in Virginia. Dittrich rivela che il 27 giugno 2007 Alexander operò un uomo del posto che aveva problemi alla schiena, e sbagliò completamente l’intervento; avrebbe dovuto saldare insieme la quinta e la sesta vertebra, e invece intervenne sulla quarta e sulla quinta. Giorni dopo se ne accorse, e manomise la cartella clinica del paziente, sostituendo il numero delle vertebre da operare in tutti i passi in cui erano citate. Il paziente lo scoprì e gli fece causa per 3 milioni di dollari; il processo non era ancora terminato quando Alexander cominciò a soffrire di dolorosissimi mal di testa. In seguito scoprì che si trattava di un’infezione causata dal batterio Escherichia coli, che può attaccare il sistema nervoso ed essere tra l’altro l’agente scatenante della meningite. Il sistema immunitario reagisce e può causare infiammazioni alle meningi e ai vasi sanguigni del cervello; quando il 10 novembre 2008, in seguito a uno di questi attacchi, Alexander arrivò all’ ospedale di Lynchburg le sue funzioni cerebrali erano già ridotte al minimo.La dottoressa Laura Potter, di turno quando Alexander arrivò in ospedale, dispose il coma farmacologico. Da quel momento iniziarono le visioni; Alexander ha raccontato in seguito e nel suo libro di essersi trovato in quei momenti in un posto verdeggiante, quasi idilliaco, assieme a altre persone in abiti da contadini e a milioni di farfalle: poteva anche udire una melodia soffusa e celestiale provenire dall’ambiente circostante. Appena avvertì di essere arrivato in questo luogo, una donna che cavalcava una farfalla gli si avvicinò, sussurrandogli: «Sei amato e benvoluto, non hai nulla da temere. Non hai fatto nulla di male».

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Si svegliò domenica 17 novembre 2008, ed era guarito; poco alla volta riprese le funzioni vitali di una persona normale, e venne dimesso. Una volta tornato a casa, stando al suo racconto, passava le notti insonne, ripensando all’esperienza vissuta durante il coma; a un certo punto decise di farne un libro, e cominciò a scrivere.Nel 2012 l’editore Simon & Schuster gli comprò il manoscritto e glielo pubblicò: ebbe un successo pazzesco, e finora ha venduto circa due milioni di copie.
La testimonianza più importante, che contraddice molte delle spiegazioni di Alexander, secondo cui cioè i collegamenti all’interno del proprio cervello «si erano completamente interrotti», è quella della dottoressa Laura Potter, che ha così risposto a una domanda di Dittrich:
Lo stato in cui era Alexander quando provaste a sospendere il coma farmacologico, durante il primo giorno di cure, può essere definito cosciente?
Sì, cosciente ma in stato allucinatorio.
Il 12 dicembre 2012 la rivista americana Atlantic aveva pubblicato un articolo di Oliver Sacks, il famoso neurochirurgo inglese, che fornisce una possibile spiegazione di quanto accadde a Alexander, aggiungendo inoltre che «è curioso che [Alexander] non consideri la spiegazione più ovvia, ma che insista con quella sovrannaturale». Secondo Sacks spesso le allucinazioni sembrano così reali perchè «attivano le stesse aree cerebrali che vengono stimolate dalle percezioni tangibili. L’ipotesi più plausibile, nel caso del dottor Alexander, è che la sua esperienza pre-morte sia avvenuta non durante lo stato di coma, ma quando si stava risvegliando da esso, cioè mentre la sua corteccia cerebrale stava tornando a funzionare».
Inoltre, secondo Dittrich, Alexander ha mentito anche su molti aneddoti laterali della vicenda; ha scritto che poco dopo essere uscito dalla sala delle urgenze dell’ospedale – e prima di cadere in coma – urlò «Dio, aiutami!», ma per la dottoressa Potter non è possibile, poiché era stato intubato prima di uscire dalla sala, e inoltre lei stessa non ricorda nessun fatto del genere. Nel libro inoltre Alexander racconta che durante la settimana in cui fu in coma piovve in continuazione, e che, poco prima di svegliarsi, fuori dalla finestra della sua camera apparve un arcobaleno. Dittrich ha chiesto a un meteorologo locale se questo fosse possibile, tenendo in considerazione le condizioni climatiche di quei giorni, e quello gli ha risposto di no.
Infine vorrei riportare qua sotto il commento di alcuni specialisti LINK 
Il libro di Alexander è stato criticato dal neuroscienziato Sam Harris , che ha descritto il resoconto del dottore di Boston come “incredibilmente non scientifica”, e continua, “tutto – ma proprio tutto – nel racconto di Alexander poggia sulle affermazioni che le sue visioni si sono verificate mentre la sua corteccia cerebrale era ‘inattivata,’ ‘completamente spenta,’ ‘totalmente offline”. Le prove di questa affermazione non sono solo insufficienti. Suggerisce che lui non sa nulla circa la scienza del cervello ” LINK”Anche nei casi in cui il cervello si sia arrestato, le sue attività devono ritornare se il soggetto vuole sopravvivere e descrivere l’esperienza. Ma anche in questi casi, non c’è modo di stabilire che si è verificato la NDE ovvero esperienze pre morte , mentre il cervello era in funzione. “ LINK 

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Il Neurologo e scrittore Oliver Sacks concorda con Harris, dicendo che ” negare la possibilità di una spiegazione naturale per una NDE, come Dr. Alexander fa, è più che non scientifico – è antiscientifico “…” L’unica ipotesi più plausibile nel caso del Dr. Alexander … è che la sua NDE non si è verificato durante il suo coma, ma mentre stava emergendo dal coma. e la sua corteccia ritornava al pieno funzionamento. E ‘curioso che non sia stata valutata questa spiegazione ovvia e naturale, ma insiste invece sul soprannaturale “. LINK

La bufala delle foreste su Marte

Da un po’ di tempo girano in rete bufale vecchie e nuove su Marte, l’ultima in ordine di apparizione è quella sul colore di Marte, smentita quasi subito dall’angolo del debunker ecco il LINK 

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Detto ciò sicuramente la più divertente è quella che riguarda le foreste “nascoste” sul pianeta Marte, una bufala che da un paio di anni gira in rete e che ogni tanto ci viene riproposta, come nel caso del blog a questo LINK
Ma cosa vediamo in realtà in queste foto? Semplice, basta andare su wikipedia inglese per scoprire che queste curiose immagini rappresentano geyser marziani ovvero piccole eruzioni che si verificano nella regione sud polare di Marte durante il disgelo primaverile. LINK 

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Vi sono quelle chiamate “Dune a Macchie scure” e quelle dette “ragni“, queste hanno caratteristiche uniche, come già detto sono tipiche della regione polare sud di Marte, una zona informalmente chiamata la ‘regione criptica’, alle latitudini 60 ° e 80 ° sud e longitudine 150 ° W e 310 ° W e si trovano ad un metro di profondità… La cosa a mio parere più disarmante è che si possono vedere nel link di Wikipedia (sopracitato)  le medesime foto che vengono usate per la bufala delle foreste…..Ma non finisce qui….

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Infatti è curioso scoprire che in rete avevano già smascherato questa bufala ben più di tre anni fa...Elmar Burchia, il 13 gennaio 2010, scrisse questo articolo sul sito del Corriere della sera: “Gli (immaginari) alberi di Marte, una foto della sonda Mars Orbiter crea l’illusione di una foresta sul pianeta rosso…Ma si tratta solo di uno strato di anidride carbonica ghiacciata che evapora”...LINK

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La bufala del caso Socorro

In tutta sincerità penso che l’ufologia, sia da considerarsi una vera e propria scienza e che l’ufologo meriti tutto il rispetto possibile visto l’immane lavoro che svolge, ma alcune volte rimango sbigottito dalla superficialità con cui alcuni, autoproclamatosi, ufologi affrontano la loro “materia”. Per spiegarmi meglio basta prendere un esempio come il caso Soccorro, per chi non lo conoscesse si tratta di uno degli avvistamenti più famosi avvenuti in New Mexico, USA.
Questo avvistamento godette di rilevanza perchè fu effettuato da un poliziotto, tale Lonnie Zamora, in servizio la sera del
24 aprile 1964, durante un inseguimento su una strada a sud di Socorro, il che faceva del testimone una persona più che onesta e credibile e la sua testimonianza una prova inconfutabile (tratto da Wikipedia link):
“Durante un inseguimento lungo la statale, udì un’esplosione avvenuta presso un deposito di dinamite e vidi delle fiamme. Subito interruppi l’inseguimento per investigare e lasciai la statale per imboccare una strada sterrata. Anche se indossavo occhiali da sole, non avevo dato molta attenzione alle fiamme, dato che ero disturbato dal sole. Era sereno, con pochissime nubi disseminate su una vasta area del cielo. Dopo aver visto fiamme arancio-azzurrognole, sentì chiaramente un rombo la cui frequenza oscillò per un certo tempo, fino a dissolversi. Ad un certo punto il motore dell’auto si spense ; cercai con difficoltà di ripartire per avviarmi verso la ripida collina, cosa che mi riuscì solo al terzo tentativo, ma non sentì altri rumori. Nei successivi 10-15 secondi, procedendo verso ovest, mi resi conto di ricordare la precisa posizione della baracca. Vidi verso sud un oggetto luminoso a circa 137-183 metri di distanza dalla mia auto. Pensai ad una macchina rovesciata, con due persone prigioniere nell’abitacolo. Ma dovette ricredermi : era in realtà un oggetto di forma oblunga, sembrava di alluminio lucido, biancastro e cromato.”


Tornando a noi ho citato questo caso poichè molti siti lo citano come tutt’ora inspiegabile, anzi alcuni (non voglio fare nomi) hanno scritto post e articoli su di esso proprio quest’anno, sebbene esso si sia rivelato una bufala nel ormai lontano 2009!!!!
Avete capito bene, infatti questo famoso caso ha avuto una conclusione ben 4 anni fa!!!!!
Dal blog The UFO Iconoclast(s) scopriamo infatti tutti i dettagli:
il Dr. Etscorn professore dell’università  New Mexico Tech (inventore del cerotto alla nicotina) disse pochi anni fa di sapere che alcuni suoi ex studenti erano da ritenersi coinvolti in questo caso che è da ritenersi una bufala. Poco tempo dopo uno degli studenti, tale Dave Collis, oggi considerato uno dei massimi esperti mondiali nella ricerca di esplosivi e negli effetti correlati ad essi, ammise che con i suoi amici, aveva programmato uno scherzo “paranormale” e di aver condiviso il piano con uno dei suoi “professori di fiducia”. La bufala, spiegò Collis, era nata poichè Lonnie Zamora aveva la reputazione di “perseguitare” gli studenti del Tech, più volte Zamora è stato visto arrabbiarsi con gli studenti apparentemente senza ragione. Questo sembrò quindi un buon motivo per fargli uno scherzo elaborato e complesso, peccato che lo scherzo prese una piega ben diversa e sopra ogni aspettativa coinvolse anche il governo, questo indusse i burloni a tacere tutti questi anni, fino a che il loro “professore di fiducia” non confessò durante un’intervista cosa veramente era successo. LINK 

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Come quindi si può ben vedere non c’è alcun mistero ma solo un’enorme bufala….ma la cosa più divertente e delirante allo stesso tempo è che molti autori di questi blog o siti dichiara di raccontare tutta la verità anche quella che molti vogliono tenere nascosta, ma si guardano bene dal raccontarla tutta o cosa ben peggior sanno sull’argomento molto meno di quello che vogliono far credere. In entrambi i casi il risultato è comunque molto poco serio e , come dico spesso, offensivo nei confronti dell’ufologia e dei veri ufologi.

La bufala della scomparsa del villaggio Eskimo del lago Anjikuni.

Giulio mi chiede delucidazioni sul mistero della scomparsa del villaggio Eskimo del lago Anjikuni, che ha trovato a questo [Link] 
Questo mistero è molto conosciuto all’estero meno in Italia sebbene l’argomento sia stato trattato in molti forum del “mistero” ma procediamo con ordine
Nel 1930, un giornalista di The Pas , vicino a Manitoba , ha riportato che un piccolo villaggio Inuit vicino al Lago Anjikuni o Angikuni fu trovato completamente abbandonato da tutti gli abitanti. Il villaggio accoglieva i cacciatori di pellicce che passavano di tanto in tanto. Ma nel 1930, quando Joe Labelle, famoso cacciatore di pellicce, arrivò nel villaggio, non trovò nessuno degli abitanti. Il racconto è arricchito anche da particolari sconcertanti come il ritrovamento di camicie incompiute che avevano ancora gli aghi o cibo appeso sopra il fuoco, ciò fa dedurre che gli abitanti del villaggio avevano lasciato il luogo improvvisamente, ma ancora più inquietante, era la scoperta di sette cani da slitta morti di fame e le tombe scavate e svuotate. Labelle riferì tutto questo alla Royal Canadian Mounted Police (Polizia canadese) , che condusse una ricerca per ritrovare le persone scomparse, ma nessuno è stato mai ritrovato.

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Tale storia apparì in Stranger than Scienza libro di Frank Edwards del 1959; altre versioni appaiono nel romanzo di fantascienza “Majestic” e nel romanzo horror “Phantoms” di Dean Koontz, per apparire infine in The World’s Greatest UFO Mysteries (dove fu presentato come un fatto appurato ), col tempo la versione fu ancora più dettagliata, mentre in seguito siti e libri, aggiungensero altri particolari come luci misteriose nel cielo, cimiteri vuoti, e più di un migliaio di persone scomparse. La prima versione della storia però si scoprì essere del 27 Novembre 1930, scritta dal giornalista Emmett E Kelleher, [ LINK ], essa però non fu mai detta come “storia reale”, lo divenne solo dopo la stesura del 1958 di Edwards, non a caso la RCMP la archiviò subito come un caso di leggenda metropolitana , sostenendo proprio che la vicenda aveva avuto origine nel libro di Frank Edwards; inoltre l’ RCMP sottolineò che nessuna affermazione di attività insolita nella zona fu dimostrata. [LINK]. Hai giorni nostri la storia è stata fu definitivamente smentita da Brian Dunning nel suo sito Skeptoid. [ LINK ]

Finalmente torno a pubblicare!…da domani

Purtroppo come vi siete accorti ho dovuto smettere di pubblicare per più di due mesi, la colpa è del tanto lavoro che ho avuto, intendiamoci non mi sto lamentando del lavoro …meno male che c’è visto il periodo….Comunque ciò che conta è che da domani tornerò a pubbllicare regolarmente …grazie a tutti della pazienza dimostrata e delle email di interessamento per questi due mesi di silenzio 😀