Le mura ciclopiche di Cuczo in Perù

La fortezza di Sacsayhuamán o Sacsaihuaman è un sito archeologico Inca nella regione di Cusco e fu costruito dagli Inca tra il 1438 e il 1500. Molti siti citano questa fortezza, che manco è una fortezza visto che ha solo tre mura, come un grande mistero archeologico visto le ciclopiche mura.

In realtà a tutte le domande che si pongo sul mistero c’è una spiegazione più che logica:

Come è possibile che nel passato fu costruita una tale opera?
Intanto è giusto sottolineare che le mura di Cuczo furono costruite tra il 1438 e il 1500 ovvero quando in Italia fu fatta la capella sistina, 300 anni dopo Notre-Dame e ben 1200 anni dopo la muraglia cinese!


Perchè gli inca costruirono delle mura ciclopiche a Cuzco?
Semplicente avevala funzione di protezione e al contrario di molti altri siti evidenziarono la loro funzione militare,nel 1556, quando Manco Inca assediò Cuzco. Inutile sottolineare che più le mura sono imponenti più è facile che il nemico desista.

Come fecero a costruire tali opere?
Per nostra fortuna è tutto molto documentato,infatti gli Inca utilizzarono tecniche di costruzione simili nella costruzione di Sacsayhuaman ad altri siti sebbene su una scala molto più massiccia. trascinavano con delle corde i massi al cantiere, uno sforzo che a volte richiedeva centinaia di uomini. Le corde erano così impressionanti che vengono menzionate anche da Diego de Trujillo (1571),insieme ad una stanza piena di materiali da costruzione poichè le pietre prendevano la loro forma finale al cantiere per poi depositarle nel sito. L’opera, godeva della supervisione di architetti Inca, pagati allo Stato ed ogni villaggio o gruppo etnico era obbligato fornire un certo numero di persone per partecipare ai progetti dei lavori pubblici. Se vi state domandando come sappiamo tutto ciò è molto semplice, fortunatamente sono arrivati a noi gli scritti di Cieza de León , che ha visitato Sacsayhuaman due volte nel 1540, menzionando l’estrazione delle pietre, il loro trasporto al sito, e lo scavo delle fondamenta ovviamente sottolineando le ottime capacità degli architetti imperiali che lavorarono al progetto.

tratto da: LINK1  LINK2 LINK3 LINK4

LIBRI:

Protzen, Jean-Pierre; Batson, Robert (1991). architettura Inca e la costruzione a Ollantaytambo . Oxford University Press. pp 165, 175

Ancient Cuzco LINK Bauer 2007

Infine mi scuso con Alex, esperto del settore, e lo ringrazio perchè senza di lui non mi sarei mai accorto della mancanza dei link

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41 responses to “Le mura ciclopiche di Cuczo in Perù”

  1. Rodolfo says :

    Sarei molto contento di trovare una soluzione a questo mistero, e sono contento che qualcuno almeno provi a cercarla, ma purtroppo non credo che basti dire che le mura avevano finalità difensive o che son state portate lì con delle corde per affermare di aver risolto il mistero.
    Quelle pietre pesano centinaia di tonnellate, e sono perfettamente incastrate a secco fra di loro, in un modo tale che non vi possa entrare neppure una carta di credito fra una pietra e l’altra. Gli angoli con cui son state sbozzate sono assolutamente casuali, e questo non solo sul lato esterno, ma anche sui lati interni. Non sono semplici mattoni. Per fare qualcosa di questo genere, è necessario accostare la prima pietra alla seconda, e scolpire l’una e l’altra fino a farle combaciare, per decine e decine di volte (perché le pietre non combaciano solo sul lato esterno, ma anche all’interno del notevolissimo spessore murario).
    Come si fa a fare una cosa del genere con massi da centinaia di tonnellate l’uno? Sarebbe un impresa persino nel caso di un piccolo muretto a secco (nei muri a secco le pietre non sono assolutamente combacianti l’una all’altra).
    Inoltre, da quel che riportano numerosi documentari, la cava più vicina si trova a centinaia di chilometri di distanza ed i massi avrebbero dovuto essere trasportati per sentieri di montagna per distanze lunghissime senza l’ausilio della ruota.
    Per non parlare poi delle pietre in granito che avrebbero dovuto essere scolpite con strumenti in pietra, bronzo e rame.

    • die2878 says :

      Ti chiedo scusa se ti rispondo solo ora e grazie per il tuo commento più che centrato, immagino tu abbia letto i link in fondo alla pagina, personalmente prima la vedevo come te ma leggendo i libri citati nelle fonti ed i link, mi son dovuto ricredere…il discorso della cave e degli strumenti non è chiaro come sembra anzi è molto controverso come lo è la capacità di trasporto, essi infatti adottavano un metodo semplice simile per capirci a quello usato nell’isola di Pasqua….ovviamente l’immensità dell’opera non è in discussione però l’uomo prima e dopo ha costruito opere incredibili, ecco perchè cito altre immense strutture, quindi si è vero che ci sono dei punti oscuri nel metodo usato per queste costruzioni (in verità pochi poichè ci sono resoconti completi della loro costruzione come scritto nel post) però questo non vuol dire che non sia un’opera fattibile per l’uomo come invece alcuni scrittori pseudo-scienziati vogliono farci credere

      • montefeltro says :

        l’articolo è scritto con assolutismo di certezze ma dopo lo ricorreggi con forme di non risolto…un’impiegato moderno che cammina solo con le sue gambe e va’ in ufficio al massimo con la 24h in braccio e non conosce i cantieri non può altezzarsi a trovare una soluzione che non potrebbe dare,non conoscendo i cantieri. Per fare certe costruzioni servono attrezzature e un progetto,per trascinare un peso massiccio serve una gru zavorrata;tagli profondi e intensi di sfregamento con lamine che poi andranno consunte e servono di ricambio. E’ come tagliare la pietra oggi.se non si può allora si usano i metodi come nel ‘800 con pietre di gtrandezza limitate,irregolari,mattoni e fango. oppure come qualche scenziato ebreo ha riproposto tecnologie antiche attraverso la risonanza a frequenza del suono è possibile isolare dalla gravità e consentire quello che gli enigmatici libri antichi ripropongono come levitazione. Il trasporto su corde per centinaia di km è impossibile,il peso fa sprofondare nel terreno,la superficie di lavoro tanto peggio se irregolare ne impedisce il fruire a spinta,le pendenze moltiplicano il peso,in un vallo e strade di montagna è arduo costruire una strada,in assenza saranno limitate le prestanze numeriche umane. E il progetto. La progettazione indica che una struttura sia fatta a un certo modo per rispondere a dei criteri: l’antisismicità della struttura in detto caso; questo determina a sua volta uno studio antecedente e misurazioni di resistenza-sforzo. Per ultima cosa le pietre all’esterno sono bombate non dritte come in uso standardizzato odierno:perché? Gli spagnoli usarono parte di dette pietre per loro costruzioni ma non potendole muovere agevolmente le frantumarono.
        Alla ricerca non piacciono le risposte facili,mi spiace ma è un fatto.Sopratutto la ricerca non guarda se l’uomo del 2000 si illude di essere l’apice della storia,può crederlo lui ma non trasmuta la ricerca a sua immagine e somiglianza nella sua essenza. L’uomo del 2000 in tanti aspetti è inferiore. La presenza della sola televisione già lo rende notevolmente difettoso nella sua autonomia

  2. manu says :

    anchio ho cercato di capire come è stato possibile edificare alcune costruzioni precolombiane , specialmente le mura …. riguardo a queste penso che le pietre venivano appoggiate nella stessa posizione da cui venivano cavate …. e proprio una cosa a cui non ho ancora trovato risposta sono i tagli delle pietre nelle cave inca ,qui qualche foto di esempio :
    link
    Conosco il metodo usato ,per esempio dagli egizi, dei cunei di legno inseriti nei fori e poi bagnati e alcuni esempi di roccie lavorate in questo modo ci sono anche a Machu Pichu ma i tagli lisci e profondi delle foto non me li spiego …..

    • die2878 says :

      In effetti volevo pubblicare un articolo su questo ma sinceramente non ho avuto molto tempo, giuro che appena posso lo faccio 😀 , cmq a questo link, sebbene in inglese c’è già un minima spiegazione

  3. manu says :

    Grazie. Però non ho capito come potevano lasciare quei tagli , aspetterò il tuo articolo. Ma il link è in italiano , ho visto quello sbagliato ?

  4. claudio says :

    Ho visto anch’io quei massi squadrati con precisione millimetrica, e l’unica spiegazione possibile è che siano stati lavorati da una civiltà molto progredita che usava tecniche molto sofisticate: computer, normografo a scansione laser da un lato e frese sulle pietre. Cito la teoria di Flavio Barbiero sulla scomparsa di Atlantide ad opera di meteoriti che hanno provocato lo spostamento di 23° dell’asse terrestre, circa 2300 km. (apocalisse, diluvio universale, etc.), mettendo Atlantide sotto i ghiacci dell’Antartide. Tutto avvenne 11000 anni fa, e furono così interrotti anche i lavori di costruzione del tempio megalitico nelle vicinanze di Cusco. Conferma di ciò l’ho avuta quando, nella cattedrale di S.Domenico a Cusco, costruita su fondamenta del tempio al Sole, erroneamente attribuito agli Inca, ma di chiara fattura atlantidea, ho verificato l’orientamento. E’ orientato per Nord-Sud, ma con uno scostamento di 23°. Questo tempio è costruito con pietre megalitiche, finemente lavorate per unire eleganza e resistenza ai terremoti. Le guide brancolano nel buio: parlano di orientamento che tiene conto dei solstizi ai quali gli Inca attribuivano grande importanza … Ma se accettassero la teoria dello spostamento dell’asse terrestre, capirebbero che quel tempio è stato costruito quando l’asse era perpendicolare rispetto all’orbita solare, quindi il sole illuminava gli altari, non solo al solstizio ma ogni giorno dell’anno.

  5. Alessandro says :

    in questo caso la caratteristica saliente di questo sito non è tanto il trasporto, che pur difficoltoso non è raro in antichità, bensi’ la stranezza che le pietre combaciano perfettamente anche se hanno forme irregolari e complesse,(che non è stato spiegato) come se le pietre fossero state ammorbidite con ingenti quantità di energia termica o la vociferata e fantascientifica erba che scioglie la pietra

    • die2878 says :

      Sinceramente però come vedi anche qui ci sono pareri contrastanti non è vero che non sono mai state spiegate le forme delle pietre solo non si è data la giusta rilevanza…ecco due link, presenti anche nel post, doveviene spiegata la loro costruzione http://www.megalithic-mysteries.com/Sacsawaman-Revisited.html e
      http://www.davideandrea.com/personal/ideas/inca_stones/index.html

      • Alessandro says :

        si è cercato di spiegare in qualche modo qualche teoria poco credibile anche per l’autore della fonte, in fatti egli stesso dice ad esempio:
        But we’re still unsure of how the Incas fit the stones so perfectly.
        è davvero qualcosa di inspiegabile,anche perchè tenendo una forma irregolare alla pietra ci si complica ulteriormente un lavoro già di per se molto difficoltoso

      • die2878 says :

        Beh insomma a me sembra che se nel primo link si possano avere dei dubbi nel secondo la spiegazione si chiara, una frase estrapolata non vuol dire nulla è tutto il contesto che spiega come la costruzione sia avvenuta, teniamo conto che inoltre la spiegazione si basa in gran parte sugli scritti di Cieza de León (1540) che ha avuto la fortuna di parlare direttamente con chi ha eretto o ha visto erigere le mure.
        http://en.wikipedia.org/wiki/Sacsayhuamán

      • Alessandro says :

        anche al tuo link di wikipedia uk dice chiaramente The method used to match precisely the shape of a stone with the adjacent stones is unknown
        strano il fatto che molte pietre presentino buchi concavi che mal si sposano con una pietra scolpita
        interessante questo sito tra cui dice http://www.ilnavigatorecurioso.it/2013/09/26/gli-antichi-peruviani-sapevano-ammorbidire-la-roccia-il-mistero-di-sacsayhuaman/ Nei libri di storia si legge che Sacsayhuamán all’epoca dei conquistadores era occupata dagli Inca e che i lavori della sua costruzione siano stati completati nel 1508. Ma Garcilaso de la Vega, uno scrittore peruviano nato nel 1539 a Cuzco, affermava di non avere idea su come fossero state realizzate le strutture di Sacsayhuamán.

        Inoltre, quando i conquistadores spagnoli arrivarono in Perù, appresero dagli stessi Inca che le strutture megalitiche erano lì da molto tempo prima di loro, costruite da un popolo diverso.
        in questo caso come altri penso si attribuisca a siti archeologici datazioni troppo recenti.. non so se sono stati alieni, atlantide o popolazioni tecnologiche antidiluviane è un mistero

      • die2878 says :

        Scusami ma non sono d’accordo coi dati che riporti a me risulta che:
        “L’Inca utilizzarono tecniche di costruzione simili per la costruzione di Saksaywaman alle aaltre in pietra, anche se su una scala molto più massiccia. Le pietre erano nella loro forma approssimativa giànelle cave con ciottoli di fiume . Erano poi trascinate con la corda al cantiere, un’azione che a volte ha richiesto centinaia di uomini. Le corde erano così impressionanti da essere menzionate da Diego de Trujillo [1571], viste da lui mentre ispezionava una stanza piena di materiali da costruzione. Le pietre sono state poi modellate nella loro forma finale al cantiere e poi poste in loco. L’opera, mentre la supervisione era degli architetti Inca, è stata fatta in gran parte svolte da gruppi di individui che avevano avuto “l’obbligo di lavoro”. In questo sistema di lavoro , ogni villaggio o gruppo etnico fornì un certo numero di persone che partecipassero ai progetti dei lavori […]Cieza de León, che ha visitato Saksaywaman due volte alla fine degli anni 1540, menziona l’estrazione delle pietre, la loro trasposizione al sito, e lo scavo di trincee di fondazione. Tutto questo era condotto dal lavoro a rotazione effettuato sotto la stretta supervisione di architetti imperiali.
        Protzen, un professore di architettura, ha mostrato come gli Inca avessero costruito rampe lunghe e complesse all’interno delle cave di pietra vicino a Ollantaytambo , e come rampe supplementari siano state costruite per trascinare i blocchi per la costruzione. Egli perciò suggerisce che rampe simili sarebbero state costruite anche a Sacsayhuaman.
        Vince Lee, un autore, architetto, ed esploratore che ha studiato vari siti antichi in cui le persone si muovevano grandi megaliti , teorizza che i blocchi a Sacsayhuaman sono stati messi grazie ad un intaglio di precisione.”
        Ed ecco la frase che citi tu Il metodo utilizzato per combaciare perfettamente la forma di una pietra con pietre adiacenti è sconosciuta, ma può essere avvenuta per incisione o grazie a dei modelli. I blocchi sarebbero stati trainati su una rampa e sopra la parete, dove sarebbero stati posti sulla sommità di una pila di tronchi. I “registri” venivano poi rimossi uno alla volta per abbassare le pietre e metterle in posizione.” Non è che non si capisce come abbiano fatto si è indecisi sul metodo utilizzato…

      • Alessandro says :

        ma secondo te non sono in contrasto informazioni che affermano di aver visto o parlato i costruttori direttamente ma non si è sicuri sul metodo usato?
        sul trasporto secondo me ci possono essere molte teorie, anche condivisibili, ma sulla precisione degli incastri non dicono nulla di esaustivo

      • die2878 says :

        Capisco cosa vuoi dire ma, a mio parere, no poichè deriva dal fatto che chi descrive ciò che ha visto lo fa a suo modo ovvero senza essere un architetto ma bensì un esploratore….io stesso se dovessi descrivere azioni che non ho mai fatto o non faccio usualmente sarei confuso nella descrizione…ma pur ritenendo le mura un grande opera non mi sembra un’opera incredibile parliamo del 1500 DC e dell’impero Inca ovvero gli stessi costruttori di Machu Picchu che visto dov’è e e l’antecedenza dell’opera è molto più impressionante inoltre, a riprova del fatto che i costruttori sono gli stessi e quindi umani basta vedere le strutture delle mura

      • Alessandro says :

        mah,la vera difficoltà di machu picchu è il sito in cui si trova, con pendenze rilevanti ecc,ma le pietre mi sembrano di dimensioni piccole rispetto a sachsuanan, quindi difficoltà minore,secondo la mia opinione.
        io non voglio per forza credere in qualcosa di mistico, ultraterreno o divino, però per me questo popolo, o altri erano a conoscenza di tecniche a noi oscure.
        mi rendo conto delle possibilità dell’uomo sapiens,sopratutto in altri tempi meno contaminati di quelli di oggi,ma concedimi di rimanere perplesso di come riuscivano ad incastrare cosi perfettamente i massi e con forme irregolari,io ho lavorato in cantieri edili e mi rendo conto ancor più profondamente di quale sovrumana capacità ci sia voluta per accostare tale quantità e mole di pietre.
        permettimi di travisare un attimo, a volte sorrido pensando all’ostinazione di archeologi che per loro la piramide di cheope è stata costruita in 20 anni,quindii estraendo trasportando scolpendo e posizionando una pietra ogni pochi minuti..
        in questo caso e in altri succede qualcosa di simile secondo me

      • die2878 says :

        Ma non saprei giudicare quale opera effettivamente sia architettonicamente più complessa, certo è che a mio parere la perfezione degli incastri fra le pietre non ne deficia della grandezza o meno dei massi usati, mi spiego meglio, indipendentemente dalla grandezza dei massi, quello che a molti sembra incredibile è la perfezione dell’incastro, ma come si vede nella foto sopra questa perfezione è presente in molti siti Inca, in parte sono d’accordo con te, molti sottovalutano le conoscenze architettoniche, e non solo, delle antiche civiltà

    • frnco says :

      forse cavavano da un vulcano attivo massi semirafreddati e ancora piuttosto molli, li appoggiavano uno sull’altro e poi questi, solidificandosi hanno finito per combaciare alla perfezione

      • Alessandro says :

        ammetto che ci ho pensato tante volte ad una cosa simile, ma non riesco ad immaginare come abbiano potuto maneggiare materiali cosi’ roventi

      • montefeltro says :

        è una battuta? è bella! se ti avvicini solamente senza tute specializzate muori asfissiato,coi polmoni bruciati dai gas,e le temperature in base al tempo di permanenza…certo che… 🙂 comunque è bella!

  6. zetar says :

    Se nel 1540 qualcuno avesse visto un lavoro del genere, oggi Noi sapremmo perfettamente quali erano le tecniche usate. Ma siccome quei siti non sono ne Inca ne Maia, perchè sono antecedenti di qualche migliaio di anni, siamo quì a chiedercelo in tanti ancora oggi.

    (“teniamo conto che inoltre la spiegazione si basa in gran parte sugli scritti di Cieza de León (1540) che ha avuto la fortuna di parlare direttamente con chi ha eretto o ha visto erigere le mure.”)

    Secondo me Cieza de Leon ha parlato con un muratore indigeno che scolpiva una pietra ed ha pensato che Loro fossero gli autori di tutto il resto.

    Mi piacerebbe sapere visto che nessuno è in grado di dimostrarlo, perchè…..si continua a insistere su queste cose? Manu ha postato un link in cui si vedono dei buchi nella roccia viva squadrati, da cui è stato prelevato un blocco, come lo hanno estratto tagliandolo anche dietro e lasciando tutte le pareti lisce?
    Inoltre vi sono pietre enormi che combaciano con 7-8-9-12 angoli intersecati con le pietre sopra,sotto e laterali. Erano dei maghi scultori?

    L’unico modo per fare aderire quelle pietre anche con 10 angoli diversi, era di potere disporre di qualcosa che attraverso l’emanazione termica scaldasse la roccia sino quasi a fonderla e questa cedendo andava ad aderire a quelle a lato e sotto, non esiste mano che possa fare questo.

    Inoltre si nota ad occhio una diversità di costruzione avvenuta con blocchi perfettamente squadrati e lisci a tal punto da aderire perfettamente, anche questi a secco, cosa che gli Inca non sono stati capaci di fare neanche in seguito. Per cui a mio parere quelle opere non appartengono a quel popolo come si vuole far credere, in seguito non hanno fatto più nulla del genere.

    Una vera e propria involuzione, perchè? Sono diventati tutti stupidi?
    O forse la semplice verità e che Loro, non sanno ancora oggi cosa sono quelle costruzioni e non lo sapranno mai, solo gli accademici credono di saperlo e se non lo sanno, lo inventano.

  7. marco says :

    Proprio non ci siamo. Per prima cosa mi preme sottolineare come questi argomenti così delicati, dal momento che riguardano la storia dell’umanità, vengano affrontati con tale superficialità e sicurezza, perpetuando un modus operandi che non parte dall’analisi dei siti archeologici, ma dal bisogno di arrivare ad una conclusione prestabilita, anche a costo di mistificare la realtà delle cose e il corso della storia.

    1) La datazione: Nessun sistema di datazione può oggi considerare l’età della pietra partendo dalla struttura molecolare di essa, ma al massimo è possibile recuperare frammenti di materia organica nei pressi della struttura, ed è chiaro come questo già di per se non possa fornire una datazione precisa. Ancor più incredibile è la datazione fornita, per quanto riguarda le mura di Cuzco e l’area di Sachsayuhaman, compresa tra il 1438 e il 1500. Da dove viene questa certezza?

    2) Documentazione: Gli spagnoli oltre ad aver bruciato i libri sacri, fuso le statue d’oro, e distrutto la memoria di una serie di civiltà che si sono succedute nel continente, affondando le radici nell’Hanan Pacha, o Primo tempo, l’equivalente dello Zep Tepi egizio, fortunatamente hanno anche raccolto l’eredità orale dei saggi locali. E la risposta univoca fu che quelle fortificazioni, così come molti elementi architettonici in zona, erano state costruite dai Viracochas, discendenti del dio Viracocha, un uomo di carnagione bianca con la barba, elemento estraneo al corredo genetico degli inca, che portò la civiltà alle popolazioni locali, e che mai gli Inca si siano appropriati della paternità della struttura. Nessuno può affermare che queste strutture siano del 1500 semplicemente perchè nessuna prova, se non l’esigenza di una quadratura forzata del cerchio da parte degli archeologi accademici, può fornire una datazione cosi assurda per le rovine di Sachsayhaman.

    3) Geologia: Il grado di detriti trovati in loco e l’erosione presente sulle pietre non sono compatibili con la datazione fornita, tenendo presente che si parla di solo 500 anni fa.

    4) Architettura: Qui di per se, se si avesse studiato un minimo di architettura storica di altri continenti nelle diverse epoche storiche, sarebbe bastato confrontare il modo in cui sono stati costruiti questi splendidi megaliti. Nessun Inca costruì mai in quella maniera, semmai ci fu un tentativo di imitazione dei fasti del passato, terminati tutti in grossolani accostamenti di pietre in simil maniera, ma visibilmente diversi perchè costruiti a strati sopra ad altri siti già esistenti, tutti composti da blocchi più grandi ( e precisi ) a man mano che si si andava verso la base, quindi facenti riferimento ad epoche più remote. Machu Picchu ne è piena, così come le rovine di Kenko ( dove è presente e visibile la vetrificazione della superficie delle rocce ) Cuzco e Ollantaytambo. Per non parlare del Coricancha a Cuzco, una fortificazione circolare che protegge letteralmente un blocco di pietra antichissimo e già sacro per le popolazioni Pre Incaiche, il che affonda nelle nebbie della storia e non fa di certo riferimento al 1500. Anche nella cittadina di Cuzco sono presenti più stili sovrapposti, dove lo stile Inca è palesemente diverso e di qualità inferiore rispetto ai predecessori.

    Molti elementi sono identici al basamento della Terza Piramide ( che non chiameremo di Micerino perchè non vi sono prove oggettive che possano anche lontanamente accostare la struttura al faraone postumo ), sia per tecnica di inserimento poligonale che per struttura fusa. Eh già perchè non parliamo solamente di ” Pezzi di Pietra “, ma di strutture chiaramente fuse e rimodellate, con evidenti segni di vetrificazione spesso, e poi giustapposte nella maniera che anche in italia ( Alatri, Cosa, Vetulonia, Norba, Pietrabbondante ecc ) Grecia ( Micene, Delfi ecc ) può essere visibile, ovviamente di qualità inferiore e non fusa, ma mantenendo lo stesso stile.

    Magari ancora pensiamo che le piramidi siano di Cheope Chefren e Micerino solo perchè una statua e un cartiglio ( facilmente postumi alla costruzione ) ne indicano la paternità, anche se all’interno sono senza iscrizioni, perfette al millimetro, mai imitate anche se ( accademicamente parlando ) siano più antiche di 2000 anni rispetto ad altre.

    Ecco, questo modo di analizzare le strutture del passato evidenzia due possibili cause: la malafede della comunità internazionale, e il desiderio da parte di privati di guadagnarsi un posticino tra gli ” esperti “, piuttosto che scegliere la ben più ardua strada della criticità oggettiva, che richiede una quantità maggiore di impegno, studio, e indipendenza intellettuale.

    • die2878 says :

      Guardi la sua idea, anzi le sue idee sono tutte confutate dai link presenti nel post, il suo modo di proporsi non mi sembra certo quello che viene definito “aperto al dialogo”, per carità rispetto la sua idea ma quello scritto nel post mi sembra chiaro nessuno parla di datazione tramite pietre ma bensì di documentazione originale reperibile nel museo principale del Perù, lei non ci crede pazienza, per quanto riguarda la geologia preferisco lasciare la risposta ad i link postati non tanto perchè il discorso da lei sostenuto nel punto 3 è completamente in contrasto col suo punto 1 Nessun sistema di datazione può oggi considerare l’età della pietra partendo dalla struttura molecolare di essa e poi l’erosione presente sulle pietre non sono compatibili con la datazione fornita, tenendo presente che si parla di solo 500 anni fa ma se avessero usato rocce già in parte erose dal tempo? Infine riguardo il punto 4 sull’architettura ritengo di averlo già affrontato ampiamente nel post dedicato a Puma Punku.
      Grazie comunque del suo intervento sebbene esso giudica l’operato di esperti del settore anche rinnomati, in modo in parte iriguardoso: “Proprio non ci siamo” ma immagino che dato le parole che lei usa lo sia anche lei
      Saluti
      Diego

      • montefeltro says :

        non siamo un esempio di verità e si dimostra dall’alto dei vertici fino al basso, che un venditore menta per guadagnare lo si sa’ e vengono fatti corsi proprio con la clausola di mentire: questo porterà vantaggi e denaro; si mente nella promessa elettorale; si mente tra squattrinati per soffiare i 20€ del momento. Si mente su tante cose e non è una novità.Il mentire storicamente è un fatto politico-psicologico che porta a un più o meno assoggettamento proprio come gli altri esempi. se andassimo a dire che noi siamo uni dei tanti popoli che hanno conosciuto le stesse o simili cose e che magari ci aggiungiamo anche la prova che siamo più tonti di altri nel passato e lo fai di dominio comune per chi comanda sarà più difficile ricoprirsi di un’aureola che non gli spetta e automaticamente sui suoi dogmi,che al pari della religione diciamo “la legge del commercio2 capiamo finalmente che non ha niente di universale ma solo lo crediamo.che succederebbe?lo statu quo va’ a farsi benedire…e chi fin’ora ci ha guadagnato che gli succederà?

    • montefeltro says :

      esponi molto bene il problema della massificazione di una società consumistica-globale che fa di tutto per far credere ai suoi abitanti che questa è una società ideale e non difettosa,una società che vogliono far credere sotto molti aspetti che non ha bisogno di una ricerca approfondita delle sue radici giacché è la continuazione perfezionata del passato.L’archeologia in simbiosi con la Storia è una chiave del successo di queste amministrazioni di declino intellettuale e degradanti nell’inquinamento naturale,ce una minoranza che è cosciente di questo necessario cambio di regime per il bene comune e non può esser diversamente dal lavorare a questo,se gran parte della massa ne fosse altrettanto cosciente non si assoggetterebbe di buon grado alla rovina comune,alterando però la storia e l’archeologia il fattore è anzitutto politico nel nascondere che i livelli di superiorità civile umana possono essere molteplici e molto migliori degli attuali paventati come superiori e sopratutto che l’umanità nel passato può esserne stata ricca e fonte civile e tecnologica anche di benessere che può abbracciare tutti nella risoluzione di molti malesseri. quante volte si dice spontaneamente “perché fanno così se la risoluzione può esser così banale”…? domanda lecita,m se funziona così a certuni farà comodo,non per nulla troviamo che esistono ambiti sociali di gruppi che hanno vantaggi notevoli.

  8. sasa says :

    avete mai fatto un muro?

  9. sasa says :

    un anno fa ho fatto il muro intorno al mio terreno aiutato da muratori esperti. (gente che non fa altro nella vita) Mi hanno chiesto che tipo di muro voglio erigere ed io per scherzo ho mostrato le immagini del muro peruviano.
    loro non le hanno mai viste e sono rimasti sconvolti, chiedendomi chi li avesse costruiti. Increduli mi hanno confermato che nemmeno al giorno d’oggi non sarebbero stati in grado di costruire un muro del genere, nemmeno in scala 1:100, come muretto di casa.

    • montefeltro says :

      chi lavora nel campo delle cose si rende conto nella pratica oltre la teoria. La teoria è importante ma se non ci si mette del tutto nei panni

      a me non da’ fastidio che mi abbiano mentito in tanti libri giacché sono scettico con chi non conosco se poi si rpesenta inlogico. quella dell’uso della logica lo riportava anche il prof Casotti nel 1947,dell’università cattolica, ai suoi allievi dove gli premeva anzitutto il titolo in luogo dell’adoperazione del metodo della materia e lui li rimproverava. Gli archeologi,non sbagliato dire di regime, oltre ad adoperarsi a funzioni politiche-economiche si slanciano in teorie di risposta secondo i canoni mediamente accettati rifiutandosi di porsi nei panni diretti dei cantieristi interessati.Come sarebbe salutare per la società prendere un gruppo di ingegneri,geologi,muratori e trasferirli sul posto e invece di esser pagati per la giornata siano pagati loro al posto di molti ricercatori solo teorici perché riescano a riespletare il medesimo lavoro che vengono richiamati non a teorizzare a a riproporre in opera,portando delle concrete fattibili costruzioni

  10. Pupi says :

    La testimonianza di Cieza de Leon si oppone a quella di Garcilaso Inca de la Vega, figlio di una principessa inca e di uno spagnolo, il quale riporta la sapienza tradizionale: gli Inca attribuivano la costruzione delle mura a epoche precedenti la loro civiltà. Gli archeologi distinguono un livello più antico, ben fatto, da riparazioni/costruzioni recenti, buone ma inferiori tecnicamente.
    Mi sembra che questo no sia detto nel post.

    • die2878 says :

      Semplicemente perchè non è vero, nell’opera di Garcilaso Inca de la Vega ovvero i Commentari reali degli Inca (1609) ristampato in america solo nel 1918 non se ne fa menzione…. se non si vuol credere a ciò che affermo , tengo a sottolineare che non sono il solo a dichiararlo in quanto uno dei massimi conoscitori di Cuczo, Sabino Quispe afferma nel suo trattato: “parte di queste vestigia furono descritte dall’inca Garcilazo de la Vega nel suo libro “I Commentari Reali degli Incas”, quando parla della fortezza di Sacsayhuamán. Egli descrive la fortezza come ricca di sculture di animali a grandezza naturale costruiti in oro e argento e come essa fosse la più immensa struttura edificata dal suo popolo ben più grande di ciò che noi possiamo vedere”.
      Saluti

      • montefeltro says :

        e l’oro ovviamente se lo son pappati gli spagnoli. E coincide col tuo ultimo detto pure la ridimensione del sito in quanto parte delle pietre vennero riutilizzate dagli spgnoli che in quanto incapaci di riutilizzare la ciclopica tecnica le frantumarono per le loro costruzioni.
        Il mondo è pieno di falsità e speculazione basta farsene una ragione per capire quanto la Storia non ha riguardo di nemmeno 1/1000 rispetto agli armamenti. E’ un fatto reale che deve far riflettere

  11. Pupi says :

    Nel cap. XXII dei Commentari Garcilaso descrive le mura di Cuzco (ho controllato il testo spagnolo). Le paragona alle sette meraviglie del mondo e mostra di conoscere il sito, le dimensioni delle pietre e i nomi delle porte. Eppure dichiara che non sono state costruite da macchine e che non si conosce la loro origine: è strano che scrivendo prima del 1609, ovvero poco dopo la presunta costruzione, rinunci ad ogni spiegazione ‘realistica’. A questo punto sarebbe interessante un confronto diretto con il testo di Cieza de Leon.
    Il testo di Garcilaso circolò ampiamente anche prima del 1918.

    • die2878 says :

      Veramente quello che sta dicendo non corrisponde alla realtà
      Riporto ciò che scrivono sia wikipedia che altri siti: ” I Commentari contengono due sezioni: la prima riguardante la vita degli Inca, la seconda tratta della conquista spagnola del Perù. Molti anni dopo, quando la guerriglia di Tupac Amaru II aveva molta presa, un editto reale di Carlo III di Spagna proibì la pubblicazione dei Commentari a Lima per i contenuti considerati “pericolosi”. Il libro da allora non fu più stampato in America fino al 1918, ma continuò a circolare clandestinamente.”.
      Posto qui il link dell’opera completa in spagnolo https://es.wikisource.org/wiki/Comentarios_reales
      Nel cap. TRES MUROS DE LA CERCA, LO MÁS ADMIRABLE DE LA OBRA si parla dell’encribilità delle mura ma la invito ad indicarmi il punto che dice ciò che lei afferma ovvero che non si conosce l’origine (essendo un trattato sugli Inca non avrebbe neanche poi senso citare qualcosa di non loro) al limite si parla di incantesimi ma questo perchè è il parere di un sacerdote(se non erro)

      • Pupi says :

        Buonasera, sto rileggendo il passo in spagnolo. E’ molto strano (parte I, cap. XXII): sia il padre Acosta sia Garcilaso di fatto non forniscono spiegazioni, ma parlano ex-negativo: gli Incas non avevano strumenti eppure hanno fatto questo capolavoro, tra le pietre non passa uno spillo, eppure le hanno incastrate, le cave sono lontano, eppure le hanno trasportate etc etc. Alla fine non c’è chiarezza e si ripiega (Acosta) sulla magia, mentre Garcilaso conclude ‘se verá la dificultad y el trabajo con que hicieron aquella fortaleza, porque no tuvieron instrumentos ni machinas de que ayudarse’. Varrebbe quindi la pena vedere Cieza de Leon (se riesco a trovarlo in originale).

  12. Roberto Ziletti says :

    Sarebbe molto semplice datare le pietre. Basterebbe smontare una parte della costruzione e trovare materiale organico al di sotto delle pietre stesse. Se fosse stato utilizzato legno per lo spostamento delle pietre o corde, questo basterebbe a datarle. Inoltre smontandole, si vedrebbe come furono lavorate le facce interne delle rocce, dandoci le informazioni che probabilmente oggi mancano. Mi rendo conto che sarebbe alquanto difficile ottenere i permessi per una simile operazione, ma ci toglieremmo il dubbio una volta per tutte.

    • montefeltro says :

      sì,questo è un metodo di ricerca necessario,sono semplicemente da spostare non distruggere quindi bisogna che i responsabili forniscano collaborazione.

      • Pupi says :

        Ho trovato un’ottima traduzione di Cieza in italiano, quindi vi farò sapere il risultato della lettura.
        Nel frattempo chiedo quale è la fonte di una datazione così precisa per le mura come 1438-1500 (per favore non rispondete Wikipedia).

      • die2878 says :

        Ma in realtà alla fine del post e nei link vi sono segnate le letture e libri dove si possono reperire le notizie, comunque i testi più utilizzati son stati
        Ancient Cuzco: Heartland of the Inca – Brian S. Bauer 2007
        Conquest of the Incas – Hemming 1970
        Royal Estate of the Incas – Protzen 1986

        Saluti
        Diego

  13. domenico says :

    Vi posso garantire che basta andare sul posto, vedere queste pietre con i propri occhi, immediatamente, chiunque capirebbe che c’è qualcosa che non va. il problema di fondo è che le teorie più fantascientifiche sembrano le più probabili.

    • Roberto says :

      L’obelisco Lateranense a Roma, fu realizzato da Tuthmomes III e IV nel XV sec. a.C. e portato a Roma per volere dell’imperatore Costanzo II nel 357 d.C.
      È alto oltre 32 mt e pesa 440 tonnellate. Come fecero i Romani a smontarlo, caricarlo su una bagnarola in legno dell’epoca, attraversare tutto il Mar Mediterraneo, scaricarlo a Ostia e portarlo dove oggi si trova in piazza San Giovanni in Laterano ed erigerlo senza un graffio ? Evidentemente si poteva fare e non bisogna disturbarsi a tirare in ballo gli alieni.

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