La bufala delle foto degli alieni in giardino

Mi è molto dispiaciuto questo mese non poter scrivere un post per via del lavoro e del tempo e so che fino ai primi di gennaio sarà così! Detto ciò spero al mio ritorno di poter postare con più continuità. Prima di farvi gli auguri però vi voglio salutare con una bufala fotografica
Chi non ha mai sentito parlare delle foto degli alieni in un giardino, queste immagini per capirci:

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Le foto provengono dall’Inghilterra e si presumono “scattate” alla fine del 1999.
Peccato che come andremo a vedere esse si sono rivelate una bufala, Charlette LeFevre del “Seattle UFO / Gruppo Paranormale” infatti mostra come due delle piante in una foto sembrano perfettamente identiche il che fa supporre che già lo sfondo sia elaborato graficamente

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Come se non bastasse però Rupert Chappelle, esperto di simulazioni grafiche dichiara che la stessa foto mostra che i due alieni sono “attaccati” alle cime delle due tavole anche se a noi sembrano essere in piedi dietro al recinto, ma se notiamo l’ombra sulla “plancia” della recinzione a destra (quella senza un alieno sopra essa) balza subito all’occhio che vi dovrebbe essere lo stesso tipo di ombra proiettata sugli alieni, ma non c’è nessun tipo di ombra. Ciò significa che gli alieni sono alla stessa distanza dalla fotocamera, della recinzione, d’altra parte se fossero effettivamente in piedi dietro la recinzione, sarebbero molto più scuri del recinto e di fatto, la pianta che è tra di loro e dietro di loro, notevolmente più scura, essendo più lontana dalla fotocamera rispetto ai due “alieni “. da ciò deduciamo che la loro altezza è di 3-6 centimetri e risultano attaccati alllo steccato, forse non son altro che semplici bambolotti. LINK 

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Con questa bufala vi saluto e vi faccio gli auguri di Buon Natale e di un felice anno nuovo e vi ringrazio delle molte email che ogni giorno mi arrivano. Grazie di cuore a tutti e Auguri!

Diego 

PS: visto che vi sono le feste  o pensato che un’immagine per farsi due risate non avrebbe guastato 😉

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La bufala della prova inconfutabile della Piramide del Sole in Bosnia

Molti mi hanno mostrato o chiesto delucidazioni su quest’articolo:“Antropologo americano rivela, abbiamo la prova inconfutabile che la storia umana è completamente da riscrivere” LINK 
Sostanzialmente il punto cardine dell’articolo è il seguente:

“I dati conclusivi del 2008 riguardanti il sito della Piramide Bosniaca, e confermati quest’anno da diversi laboratori indipendenti che hanno condotto test al radiocarbonio , hanno rilevato che il sito risale a più o meno 29.400 anni fa, minimo”. La datazione delle prove al radiocarbonio è stata fatta dal RadioCarbon Lab di Kiev, in Ucraina, su materiale organico presente nel sito bosniaco della Piramide. Due archeologi italiani, il dottor Ricarrdo Brett e Niccolò Bisconti, hanno rinvenuto il pezzo di materiale organico sulla piramide l’anno scorso.”

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Fantastico se ciò fosse vero, allora come avevo già detto in un post mi scuserei con l’antropologo, Dott. Semir Osmanagich e applaudirei alla sua scoperta…Ma soprattutto sarei felice che la svolta sia arrivata grazie ad un team italiano.
Però ad essere sincero la cosa che più mi ha colpito è che la scoperta è stata fatta da uno scettico, così molti lo avevano definito, come Niccolò Bisconti. Personalmente non lo conosco ma avendo letto il suo articolo “In principio furono gli alieni!?”. Mauro Biglino: scienza o mistificazione? link  ho subito provato molta stima per lui, quindi ho voluto subito approfondire come si erano svolti i fatti. Sapendo che sia Brett che Bisconti facevano parte del SB Research Group ho cercato sul loro sito (link) notizie del ritrovamento e con mia grande sorpresa ho trovato quest’articolo
“Chiarimenti sul ritrovamento di materiale organico presso lo scavo di sondaggio n.4 della “Piramide del Sole” bosniaca” Link
“L’articolo è un resoconto della scoperta ma la parte che più mi colpisce è la seguente:
Le operazioni di rimozione sono state eseguite prendendo tutte le precauzioni del caso attraverso l’utilizzo di guanti e contenitori sterili in modo tale da non contaminare i vari frammenti organici che sono stati immediatamente inviati ad analizzare presso il laboratorio di Kiev.
Mi preme sottolineare che questo singolo reperto nonostante ci indichi il terminus post quem non è sufficiente da solo per dare con certezza una datazione assoluta alla cosiddetta Piramida Sunca. Occorre infatti che siano trovati altri elementi databili e inseguito comparati tra loro per poter stabilire un’accurata datazione delle formazioni rocciose della formazione collinare definita “Piramide del Sole”. Niccolò Bisconti – 26 settembre 2013″

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Cioè fatemi capire, lo scopritore della prova inconfutabile a detta dell’antropologo, del primo articolo, è il primo che invita alla calma e spiega perchè questa non può essere considerata una prova inconfutabile? Non solo mi lascia perplesso ma mi sembra davvero palese pensare che chi ha scritto il primo articolo, che per la cronaca non è quello italiano ma bensì, questo Link , abbia omesso o sottolineato ciò che meglio conveniva…. Va beh però giustamente molti sottolineeranno che il materiale organico c’è, Ma allora perchè tanta cautela nel Team italiano? Semplice perchè il materiale organico di cui si fa un gran parlare, anche se molto non lo dicono, è una FOGLIA, avete capito bene, una piccola foglia e lo si può leggere nel sito ufficiale delle piramidi nell’articolo: “EXCLUSIVE NEWS: RADIOCARBON DATING OF THE BOSNIAN PYRAMID OF THE SUN” link 
che dichiara:“Gli archeologi italiani Dr. Ricarrdo Brett e Niccolò Bisconti hanno scoperto un materiale organico (una foglia) sulla parte superiore dei blocchi di cemento che coprono bosniaco Piramide del Sole nel giugno 2012.”

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Ma una foglia non può assolutamente essere ritenuta, una prova inconfutabile tanto più visto e considerato dove è stata trovata, ecco perchè Niccolò Bisconti invita subito alla calma perchè egli sa, da studioso competente quale è, che questo ritrovamento se non è associabile ad altro non può essere considerato “una prova”.
Peccato però che tutto questo stranamente l’antropologo americano che non è manco un antropologo, visto che si tratta di Deborah West, una scrittrice e pubblicitaria, vedi link , si sia dimenticato di scriverlo…
Io non credo alle piramidi in Bosnia ma in realtà credo che questo non sia neanche il problema, ognuno è libero di pensarla come vuole, al contrario invece credo sia importante riflettere seriamente come sia possibile che sia dato più ascolto a una scrittrice americana, di dubbia competenza, piuttosto che ai due ottimi archeologi italiani veri scopritori di questo reperto e che si sono rivelati, a mio modo di vedere, più competenti e più cauti di molti altri “addetti del settore”, almeno per come dimostrato da Niccolò Bisconti.

La bufala della lente egiziana di Helwan

Dato che entro la fine dell’anno mi dovrò recare a Londra, ho pensato di fare una visita veloce, si fa per dire, anche al British Museum. Sicuramente la bellezza di questo museo e la sua incredibile collezione di reperti archeologici non hanno uguali, però io interessato come sono al mistero mi sono voluto concentrare su quei reperti particolari che non tutti conoscono, saputo che in una delle sue sale è esposta la cosidetta “lente di Helwan” non vedevo l’ora di poter vedere con i miei occhi un vero Oopart, infatti per chi non lo sapesse questo reperto è da sempre presentato così: “Nel British Museum possiamo trovare una lente di cristallo proveniente da una tomba egiziana di Helwan. Tale reperto risulta molato in maniera pressoché perfetta. La perfezione della tecnica adoperata, sarebbe giustificata solo ammettendo una levigatura meccanica della lente; il che, evidentemente, appare inconcepibile alla luce delle nostre conoscenze di quella cultura e di quell’epoca.” LINK
Ma è anche menzionato da Ufopedia come: “Un manufatto di cristallo di rocca rinvenuto a Heluan in Egitto e risalente all’epoca del faraone Semempses e interpretato come una lente di cristallo molata.” LINK 
Di solito vi è pure questa foto

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A questo punto magari anche voi sarete curiosi come me…..ma sappiate che in realtà questa lente non esiste è una bufala, il British museum non ha mai sentito parlare di questa lente al contrario è vero che espone la lente di Nimrud ecco come viene presentata: “La lente di Nimrud o lente Layard è un cristallo di rocca che ha circa 3000 anni che è stato portato alla luce da Austen Henry Layard nello scavo del palazzo assiro di Nimrud , nell’odierno Iraq, l’autenticità non è in dubbio (vi sono altri reperti simili) ma il suo utilizzo non è chiaro: potrebbe essere stata usata come lente di ingrandimento , o come specchio ustorio per appiccare incendi, oppure potrebbe essere stato un pezzo di intarsio decorativo. La lente di Nimrud è in mostra al British Museum .” LINK 

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Vedendo la foto di tale lente vedi sopra, mi sono un po’ depresso, infatti questo reperto è stato pienamente spiegato comeappartenente al suo tempo….Rivedendo la foto inoltre ho pensato che molti siti effettivamente scambiano la lente di Nimrud per quella di Helwan, magari chi ha riportato per primo la notizia si è confuso con un’altro museo o così cercato notizie in proposito tanto più che avevo ache l’informazione di dove questa lente era stata trovata: nella tomba del faraone Semempses.
Ho così scoperto che in realtà il faraone viene chiamato anche Semerkhet, nella sua tomba ad “U” furono trovati molti reperti ora conservati al Louvre di Parigi…ma ne nella tomba ne al Louvre è mai stata ritrovata un cristallo di rocca o una lente LINK

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Sconfortato mi resta da chiedermi cosa effettivamente possa essere vero e cosa no. Probabilmente la notizia nasce da un errore di chi per primo ha riportato questa scoperta, infatti egli deve aver confuso la lente di Nimrud con uno dei pochi reperti della tomba di Semerkhet presenti al British, cosicche la lente è stata retrodatata involontariamente, l’euforia della scoperta e la negligenza nella verifica hanno fatto il resto…non ci credo e non voglio crederci che chi ha scritto per primo della lente avesse solo l’idea fissa di fare successo o scalpore anche se questo voleva dire raccontare una bufala…Visto come è andata mi “acconenterò” della vera lente di Nimrud, che comunque a suo modo rimane un oggetto bellisimo e misterioso allo stesso tempo

Le varie bufale sulla Cappella di Rosslyn

In Scozia, per la precisione a Roslin, nel Midlothian ,vicino ad Edimburgo, vi è la cappella di Rosslyn nota anche col nome di cappella di San Matteo, la costruzione ebbe inizio nel 1446, ad opera di William Sinclair.

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La sua architettura è considerata tra le più belle in Scozia, la cappella sorge su quattordici pilastri, che formano un portico di dodici archi a sesto acuto su tre lati della navata. Ma la sua fama non si deve alla sua struttura architettonica bensì alle sue curiose decorazioni; essa infatti presenta una simbologia interna molto particolare non a caso su di essa sono nate molte leggende le più curiose sono sicuramente queste:
1) la cappella di Rosslyn fu costruita seguendo l’architettura del leggendario tempio di Salomone
2) la cappella fu costruita in onore dei templari ne sarebbero la prova diversi elementi facenti parte della simbologia ad essi associata come un cavallo con due cavalieri
3) Vi è la prova di un viaggio in America ben prima di Colombo ad opera di Enrico I Sinclair

Ma è tutto vero?….direi proprio di no sebbene con ciò non si vuole certo tangere o sminuire il fascino e il mistero di questa Cappella.

1)L ‘affermazione che il progetto della “Rosslyn Chapel” sia come quello del Tempio di Salomone è stato analizzato da Mark Oxbrow e Ian Robertson nel loro libro, Rosslyn e il Graal :

“La Rosslyn Chapel non ha alcuna somiglianza con il tempio di Salomone o Tempio di Erode gli assomiglia infatti come una casa di mattoni può assomigliare ad un libro tascabile. Se sovrapponete le planimetrie della Cappella di Rosslyn a quelle del Tempio di Salomone troverete che non sono nemmeno lontanamente simile nemmeno se cercherete di ricondurre le planimetrie alle medesime “scale” essendo una più grande dell’altra. Al contrario se sovrapporrete le planimetrie della Cappella di Rosslyn e alla Cattedrale di Glasgow troverete una corrispondenza sorprendente: le quattro mura di entrambi gli edifici si adattano con precisione. L’East Quire della Cattedrale di Glasgow è più grande di Rosslyn, ma i disegni di questi due edifici medievali scozzesi sono praticamente identici. Entrambi hanno lo stesso numero di finestre e lo stesso numero di colonne nella stessa configurazione. […] Molti scrittori di storia alternativa sono ben consapevoli di questo, ma stranamente non riescono a parlarne nei loro libri” LINK 

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2)Per quanto riguarda un possibile collegamento tra i St. Clair (diventati poi Sinclair) ed i Cavalieri Templari, si ha ma non è certo quello che uno si aspetta infatti la famiglia ha testimoniato contro i Templari, durante il processo a Edimburgo nel 1309. Lo storico Dr. Louise Yeoman, insieme ad altri studiosi medievali, dichiara che la connessione tra Cappella e Cavalieri Templari è falsa, anche il bassorilievo templare spesso citato mostra un solo cavaliere mentre la seconda figura è un angelo che tiene una croce.

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Lo studioso infine ricorda che la Rosslyn Chapel è stato costruito da William Sinclair in modo che il suo scopo principale fosse la Messa per le anime dei suoi familiari. [LINK ]

Si è anche affermato che altre sculture nella cappella riflettono immagini massoniche, ma la cappella fu costruita nel 15 ° secolo, e le prime notizie di logge massoniche nella terra di Albione risalgono solo alla fine del 17 ° secolo 16 ° e precoce. [LINK]
Una spiegazione più probabile è però che la massonica simbologia sia stata aggiunta in un secondo momento. Questo può aver avuto luogo nel 1860, quando James St Clair-Erskine, 3 ° conte di Rosslyn ha incaricato l’ architetto di Edimburgo David Bryce , un massone, ad intraprendere lavori di restauro zone della chiesa comprese molte delle sculture. LINK ]

3)Gli autori Robert Lomas e Christopher Knight hanno ipotizzato che alcune sculture della cappella rappresentino spighe di grano del nuovo mondo o di mais , una pianta che era sconosciuta in Europa al tempo della costruzione della cappella, perciò Knight e Lomas vedono queste incisioni come prove a sostegno dell’idea che Enrico I Sinclair, Conte di Orkney, viaggiò verso le Americhe ben prima di Colombo. Questa teoria nasce dal fatto che  Enrico I Sinclair, Conte di Orkney, barone di Roslin nel 1784, sia stato identificato da Johann Reinhold Forster come possibile Principe Zichmni ovvero il capitano descritto nelle lettere scritte intorno al 1400 dai fratelli Zeno di Venezia , in cui si descrivono un viaggio in tutto il Nord Atlantico al comando appunto del comandante Zichmni. Tutto ciò però si basa su teorie assolutamente non confermate [LINKma soprattutto su prove smentite o illogiche. Innanzitutto l’opera in cui vi è menzione dei viaggi dei fratelli Zeno non è confermata come autentica come spesso si crede o si vuol far credere [link]
Le prove scolpite, poi per gli studiosi medievali, vanno interpretate solo come raffigurazioni stilizzate di frumento, fragole o gigli. [ LINK]

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Infine basta usare la logica, il capitano Zichmni non fece mai ritorno a casa ne fece menzione ad altri del viaggio, a detta degli Zeno, anche perchè  altrimenti il libro di Zeno (il nipote che raccolse tutte le lettere di suoi antichi parenti) non sarebbe l’unica prova, perciò vera o non vera che sia tutta la storia, sarebbe comunque impossibile che l’autore di questi fregi la conoscesse, chi gli e l’avrebbe raccontata? E poi per quale logica del resto avrebbe certo usato la simbologia di una pannocchia in un fregio per rappresentare il grande nord ed un così importante viaggio?

Anche con le sue bufale la cappella rimane un incredibile e affascinante sito storico della Gran Bretagna , consiglio inoltre di visitare questo link per capirne almeno in parte la sua bellezza www.rosslynchapel.org.uk

La bufala della Cappella di Betlemme su Antikitera.net

Ho ricevuto pochi giorni fa un email che mi chiedeva come riuscissi a spiegare il mistero della Cappella di Betlemme (Chapelle de Bethléem) con il link al sito che tratta questo argomento: LINK
Posto anche una foto nel caso il link vada perduto o sia spostato.

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Purtroppo cara Lara il mistero non esiste assolutamente, è uno di quei casi in cui l’autore dell’articolo ha completamente travisato la realtà infatti dovete sapere che la Cappella di Betlemme è una cappella della chiesa cattolica romana, situata nel comune francese di Saint-Jean-de-Boiseau nella Loira Atlantica. Classificata come monumento storico nel 1911 , è stata restaurata nel 1993 al 1995 , durante questo restauro non si è scoperto nessun strano pinnacolo, ma bensì si è scoperto che mancavano alcuni fregi cosicchè si è posta la questione della loro sostituzione nell’edificio, ma siccome le uniche fonti disponibili erano un disegno di una nota Società Archeologica della Loira Atlantica , risalente al XIX secolo, non si poterono ricreare tutti i pinnacoli mancanti, ciò costrinse l’architetto restauratore, Gwenolé Congard, ad appellarsi allo scultore Jean-Louis Boistel per scolpire questi pinnacoli, ben 28 “gargouilles” su tutti e quattro gli angoli.
Lo scultore creò ogni gargouille basandosi sui simbolismi della mitologia o del cristianesimo , ma per alcuni volle utilizzare icone dell’era moderna prese sia dalla cultura cinematografica americana sia dell’ animazione giapponese.
Ecco perchè in questa capella si possono ammirare i fregi di:
Goldrake (giustizia, cavaliere dei tempi moderni)
Gremlin ( mostro cattivo)
Gizmo (buon mostro)
Leviatano (nulla assoluto), raffigurato come una Xenomorfo , dal film Alien .

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Per altre informazioni e la lista completa delle chimere o, che dir si voglia gargouilles, alla francese, consigli questo LINK

La bufala di Eben Alexander

Eben Alexander è stato un neurochirurgo statunitense ed è l’autore di Proof of Heaven: A Neurosurgeon’s Journey into the Afterlife (L’esistenza del Paradiso: viaggio di un neurochirurgo nell’aldilà), in cui viene descritta l’esperienza di pre-morte da lui vissuta nel 2008, e dove viene affermato che la scienza è in grado di dimostrare l’esistenza della vita ultraterrena. Il libro da quando è uscito ha un “posto fisso” nella classifica dei best seller del New York Times.
Molti si interrogano su quanto ci sia di vero nelle affermazioni di Eben e cosa abbia portato un neurochirurgo di successo a dare una svolta alla sua vita.

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Indagando però a fondo su tutta la storia però il quadro che ne esce è ben diverso da ciò che ci si aspetta.
Grazie al giornalista Luke Dittrich autore per il magazine americano Esquire si è scoperto che purtroppo non è tutto oro ciò che luccica in quanto ci viene mostrato un Alexander tutt’altro che intgerrimo ma soprattutto si rivela una bufala la sua tematica principale ovvero che le esperienze raccontate da Alexander siano dimostrabili con la scienza.
Chi volesse può leggere l’inchiesta di Esquire a questo link 
Di seguito invece riporto una parte dell’interessantissimo articolo pubblicato da il Post con il titolo “La storia di Eben Alexander, smontata” (se volete leggere la versione integrale…e personalmente lo consiglio caldamente…eccovi il LINK )
Nel 2001 abbandonò il posto di lavoro in ospedale a Boston per contrasti col capo e trovò lavoro in un altro ospedale vicino Boston, dove però poco dopo gli impedirono di operare per «aver eseguito varie operazioni in modo improprio». Cambiò lavoro di nuovo, e finì in un ospedale di Lynchburg, in Virginia. Dittrich rivela che il 27 giugno 2007 Alexander operò un uomo del posto che aveva problemi alla schiena, e sbagliò completamente l’intervento; avrebbe dovuto saldare insieme la quinta e la sesta vertebra, e invece intervenne sulla quarta e sulla quinta. Giorni dopo se ne accorse, e manomise la cartella clinica del paziente, sostituendo il numero delle vertebre da operare in tutti i passi in cui erano citate. Il paziente lo scoprì e gli fece causa per 3 milioni di dollari; il processo non era ancora terminato quando Alexander cominciò a soffrire di dolorosissimi mal di testa. In seguito scoprì che si trattava di un’infezione causata dal batterio Escherichia coli, che può attaccare il sistema nervoso ed essere tra l’altro l’agente scatenante della meningite. Il sistema immunitario reagisce e può causare infiammazioni alle meningi e ai vasi sanguigni del cervello; quando il 10 novembre 2008, in seguito a uno di questi attacchi, Alexander arrivò all’ ospedale di Lynchburg le sue funzioni cerebrali erano già ridotte al minimo.La dottoressa Laura Potter, di turno quando Alexander arrivò in ospedale, dispose il coma farmacologico. Da quel momento iniziarono le visioni; Alexander ha raccontato in seguito e nel suo libro di essersi trovato in quei momenti in un posto verdeggiante, quasi idilliaco, assieme a altre persone in abiti da contadini e a milioni di farfalle: poteva anche udire una melodia soffusa e celestiale provenire dall’ambiente circostante. Appena avvertì di essere arrivato in questo luogo, una donna che cavalcava una farfalla gli si avvicinò, sussurrandogli: «Sei amato e benvoluto, non hai nulla da temere. Non hai fatto nulla di male».

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Si svegliò domenica 17 novembre 2008, ed era guarito; poco alla volta riprese le funzioni vitali di una persona normale, e venne dimesso. Una volta tornato a casa, stando al suo racconto, passava le notti insonne, ripensando all’esperienza vissuta durante il coma; a un certo punto decise di farne un libro, e cominciò a scrivere.Nel 2012 l’editore Simon & Schuster gli comprò il manoscritto e glielo pubblicò: ebbe un successo pazzesco, e finora ha venduto circa due milioni di copie.
La testimonianza più importante, che contraddice molte delle spiegazioni di Alexander, secondo cui cioè i collegamenti all’interno del proprio cervello «si erano completamente interrotti», è quella della dottoressa Laura Potter, che ha così risposto a una domanda di Dittrich:
Lo stato in cui era Alexander quando provaste a sospendere il coma farmacologico, durante il primo giorno di cure, può essere definito cosciente?
Sì, cosciente ma in stato allucinatorio.
Il 12 dicembre 2012 la rivista americana Atlantic aveva pubblicato un articolo di Oliver Sacks, il famoso neurochirurgo inglese, che fornisce una possibile spiegazione di quanto accadde a Alexander, aggiungendo inoltre che «è curioso che [Alexander] non consideri la spiegazione più ovvia, ma che insista con quella sovrannaturale». Secondo Sacks spesso le allucinazioni sembrano così reali perchè «attivano le stesse aree cerebrali che vengono stimolate dalle percezioni tangibili. L’ipotesi più plausibile, nel caso del dottor Alexander, è che la sua esperienza pre-morte sia avvenuta non durante lo stato di coma, ma quando si stava risvegliando da esso, cioè mentre la sua corteccia cerebrale stava tornando a funzionare».
Inoltre, secondo Dittrich, Alexander ha mentito anche su molti aneddoti laterali della vicenda; ha scritto che poco dopo essere uscito dalla sala delle urgenze dell’ospedale – e prima di cadere in coma – urlò «Dio, aiutami!», ma per la dottoressa Potter non è possibile, poiché era stato intubato prima di uscire dalla sala, e inoltre lei stessa non ricorda nessun fatto del genere. Nel libro inoltre Alexander racconta che durante la settimana in cui fu in coma piovve in continuazione, e che, poco prima di svegliarsi, fuori dalla finestra della sua camera apparve un arcobaleno. Dittrich ha chiesto a un meteorologo locale se questo fosse possibile, tenendo in considerazione le condizioni climatiche di quei giorni, e quello gli ha risposto di no.
Infine vorrei riportare qua sotto il commento di alcuni specialisti LINK 
Il libro di Alexander è stato criticato dal neuroscienziato Sam Harris , che ha descritto il resoconto del dottore di Boston come “incredibilmente non scientifica”, e continua, “tutto – ma proprio tutto – nel racconto di Alexander poggia sulle affermazioni che le sue visioni si sono verificate mentre la sua corteccia cerebrale era ‘inattivata,’ ‘completamente spenta,’ ‘totalmente offline”. Le prove di questa affermazione non sono solo insufficienti. Suggerisce che lui non sa nulla circa la scienza del cervello ” LINK”Anche nei casi in cui il cervello si sia arrestato, le sue attività devono ritornare se il soggetto vuole sopravvivere e descrivere l’esperienza. Ma anche in questi casi, non c’è modo di stabilire che si è verificato la NDE ovvero esperienze pre morte , mentre il cervello era in funzione. “ LINK 

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Il Neurologo e scrittore Oliver Sacks concorda con Harris, dicendo che ” negare la possibilità di una spiegazione naturale per una NDE, come Dr. Alexander fa, è più che non scientifico – è antiscientifico “…” L’unica ipotesi più plausibile nel caso del Dr. Alexander … è che la sua NDE non si è verificato durante il suo coma, ma mentre stava emergendo dal coma. e la sua corteccia ritornava al pieno funzionamento. E ‘curioso che non sia stata valutata questa spiegazione ovvia e naturale, ma insiste invece sul soprannaturale “. LINK

La bufala delle foreste su Marte

Da un po’ di tempo girano in rete bufale vecchie e nuove su Marte, l’ultima in ordine di apparizione è quella sul colore di Marte, smentita quasi subito dall’angolo del debunker ecco il LINK 

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Detto ciò sicuramente la più divertente è quella che riguarda le foreste “nascoste” sul pianeta Marte, una bufala che da un paio di anni gira in rete e che ogni tanto ci viene riproposta, come nel caso del blog a questo LINK
Ma cosa vediamo in realtà in queste foto? Semplice, basta andare su wikipedia inglese per scoprire che queste curiose immagini rappresentano geyser marziani ovvero piccole eruzioni che si verificano nella regione sud polare di Marte durante il disgelo primaverile. LINK 

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Vi sono quelle chiamate “Dune a Macchie scure” e quelle dette “ragni“, queste hanno caratteristiche uniche, come già detto sono tipiche della regione polare sud di Marte, una zona informalmente chiamata la ‘regione criptica’, alle latitudini 60 ° e 80 ° sud e longitudine 150 ° W e 310 ° W e si trovano ad un metro di profondità… La cosa a mio parere più disarmante è che si possono vedere nel link di Wikipedia (sopracitato)  le medesime foto che vengono usate per la bufala delle foreste…..Ma non finisce qui….

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Infatti è curioso scoprire che in rete avevano già smascherato questa bufala ben più di tre anni fa...Elmar Burchia, il 13 gennaio 2010, scrisse questo articolo sul sito del Corriere della sera: “Gli (immaginari) alberi di Marte, una foto della sonda Mars Orbiter crea l’illusione di una foresta sul pianeta rosso…Ma si tratta solo di uno strato di anidride carbonica ghiacciata che evapora”...LINK

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