La storia degli spettri della SS Watertown è una bufala

Una delle più famose foto di fantasmi si è rivelata una bufala peccato però che pochissimi siti hanno dato notizia di questo. Nel aprile del 2010 Blake Smith, famoso scrittore e ricercatore del paranormale, decise di indagare sui famosi fantasmi del SS Watertown ( per chi non sapesse di cosa si parla ecco un Link). Ovviamente le sue ricerche partirono da l’unica prova concreta che si potesse cercare…la famosa foto dei due fantasmi (sotto)

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Per motivi di lunghezza del post mi limiterò a farvi un sunto dell’articolo di Blake Smith che potete trovare in forma integrale cliccando il link in fondo all’articolo.
I problemi per il ricercatore cominciarono subito in quanto non solo non si riusciva a trovare la foto originale ma alcune notizie erano del tutto inventate, ad esempio, Hereward Carrington primo autore “importante” ad occuparsi di questo mistero abbellì non poco la storia che si raccontava già nel febbraio del 1934 in un magazine del CITGO (proprietari della Watertown) . foto sotto

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Egli infatti scrisse che ” i fantasmi galleggiavano a circa 1.000 metri fuori il lato della nave ( Ma ciò rappresenta una distanza assurda per scorgere due facce nell’acqua…stiamo parlando di un chilometro!!). Carrington aggiunge che il primo ufficiale si procurò una macchina fotografica e che un altro ufficiale della società fornì un unico rotolo di pellicola e che il capitano fu incaricato di fotografare i fantasmi se fossero apparsi di nuovo; il fenomeno si verificò solo nel Pacifico, il capitano fece sei foto e quindi tenne la macchina fotografica in suo possesso fino a New Orleans dove consegnò le foto alla sua compagnia. Le fotografie sono state controllate dall’Agenzia Detective Burns che ne provò l’autenticità e i negativi conservati dai proprietari della nave (Tutto molto bello ma come faceva a saperlo non era scritto da nessuna parte, ne contattò mai nessuno, ed infine l’Agenzia Detective Burns diventata ora Securitas, nega nel modo più assoluto tale cosa). Per Blake Smith però rimaneva da trovare la foto dei visi dei fantasmi, cossicchè contattò Michael G Mann, il primo a fare un articolo con foto sulle presenze della petroliera Watertown, purtroppo Mann era morto ma per fortuna sua moglie aveva conservato tutte le foto e non solo, dopo alcune ricerche, riuscì ad ottenere anche foto della nave e della sua gemella, il Baldhill, in modo da poter trovare con esattezza dove la foto era stata fatta. foto sotto

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Il primo problema fu che non vi era più sui ponti inferiori o superiori il numero corretto di montanti verticali o dei puntoni che rappresentassero le linee scure della foto di Mann. Usando un software di editing ed utilizzando strumenti di misura e analisi si riuscì ad avere informazioni sufficienti per tentare una ri-creazione della Watertown foto. I risultati furono sorprendenti, in qualunque foto, i fantasmi della Watertown dovevano avere delle teste grandi come uomini! Fu contattato così Joe Nickell, ricercatore del Center for Inquiry (CFI) che dichiarò : “Ho visto tre foto fatte nel 1924 del SS Watertown che rivelano i due volti “fantasma” . Una stampa apparso in Fate (dicembre 1963), un’altra in Melvyn Willin di Ghosts Caught On Film (2007, P.71) è un alto contrasto ma copia della stessa immagine, il terzo scatto è in Mistery Readers Digest of the Unexplained (1982, P.173 ) ma ho seri dubbi sulla sua autenticità , in quanto questa immagine presenta una forma di imbroglio fotografico per mascherare una manomissione. In seguito anche le altre due foto per Black Smith risultarono manomesse, ma per sicurezza, le foto furono analizzate dall’esperto Tom Flynn. Che dichiarò che se un viso poteva essere solo un caso di pareidolia, l’altro era stato deliberatamente aggiunto in modo che ci fossero due facce a rappresentare i due marinai morti e sepolti in mare. La più alta risoluzione della foto della SS Watertown mostrò così prove evidenti di manomissione, ad esempio anche l’ombra, che è la linea verticale a sinistra della faccia centrale, dopo le analisi risultò essere stata modificata nella fotografia, ed è probabile che l’ombra del montante sia stata “creata” nella foto per coprire i trucchi usati per creare il volto al centro, e questo spiega anche le difficoltà di Smith per trovare il luogo da dove furono scattate le foto sulla nave. Pare ovvio dato queste conclusioni che ci troviamo davanti ad una falsa foto… e dato il periodo in cui è stata fatta non risulterebbe neanche così strano…a volte per scoprire una bufala basta solo non fermarsi alle apparenze ma cercare un po’ più a fondo la verità come ha fatto Blake Smith.

ARTICOLO COMPLETO IN INGLESE su forteantimes.com

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  1. A che punto è la notte 1 – Le foto mai spiegate - febbraio 11, 2015

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