Non ci sono UFO nella Crocefissione di Visoki Decani

Girando in rete e guardando Youtube ho spesso visto immagini associate agli Ufo o meglio alla teoria degli “antichi alieni” che poco centrano con esse, ma cosa che mi da ancora più fastidio è vedere opere pittoriche bellissime ricordate solo per  “stupidi particolari misteriosi” ne è un esempio la Crocefissione del  Monastero di Visoki Decani in Kosovo (foto sotto) del 1350, magnifica opera bizantina.

La-Crucifixión-siglo-XIV-I

Per questo motivo mi son messo a cercare in internet qualcuno che avesse le capacità per sfatare questo “credo” e ho trovato guarda a caso un altro ennesimo eccellente articolo di Diego Cuoghi che spero serva a mettere fine al mistero che sta dietro a questa opera.

 “La Crocifissione” del Monastero di Visoki Decani, Kosovo

Ci troviamo di fronte a uno dei casi più clamorosi, tra quelli pubblicati in molti siti ufologici, di fraintendimento del significato di un’opera d’arte, perchè solo chi non conosce la simbologia artistica dell’epoca può arrivare a sostenere che vi sono elementi misteriosi e incongrui.
Questa Crocifissione, dipinta nei primi decenni del XIV secolo, si trova nel terzo livello della cupola nel Monastero di Visoki Decani in Kosovo, ed è tra le opere più citate nei siti di clipeologia. Gli UFO sarebbero i due strani oggetti ai lati della croce, che vediamo ingranditi:

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In questo caso gli autori di quei siti sostengono che si tratterebbe di due astronavi con equipaggio, come possiamo leggere nelle pagine di Edicolaweb: «Jugoslavia, monastero di Visoki Decani, affresco della prima metà del XIV secolo. Si notano ai due angoli superiori, due capsule spaziali pilotate».
In particolare Mauro Paoletti, nell’articolo intitolato Il fenomeno ufologico nell’arte si spinge fino a dire che “Nel 1335, nella porzione di cielo di un affresco nel monastero dei Decani, Kosovo-Metohija, ex Jugoslavia, furono riprodotti due oggetti aerei, con una persona all’interno, che si inseguono sopra la scena che riproduce una Crocifissione. Gli affreschi sono rimasti sconosciuti fino al 1964, quando vennero fotografati con un teleobiettivo, dato che le immagini sono situate a circa quindici metri da terra. L’autore delle foto, Aleksander Paunovich, analizzandole, scorse due oggetti “aerei”. Nel primo, un uomo sembra pilotare l’oggetto, mentre rivolto all’indietro controlla la traiettoria del “velivolo” che segue. Nel secondo, si può osservare un essere che non presenta sembianze umane e tiene un oggetto fra le mani.
Gli angeli, raffigurati a contorno della scena, vigilano il volo degli oggetti e tengono gli occhi chiusi e le mani sulle orecchie nell’atto di tapparle, come non volessero restare abbagliati o sordi. “

La storia, dopo essere stata pubblicata nella rivista jugoslava “Lumière” nel 1964, arrivò in Europa occidentale in un articolo pubblicato nel 1967 da Spoutnik, una rivista di cultura russa stampata in Francia. Nello stesso articolo, firmato da Viatcheslaw Zaitsev, si parlava anche del cosiddetto “astronauta di Fergana” e di altri “visitatori del cosmo” che l’autore credeva di individuare in antiche opere d’arte (anche Gesù, secondo Zaitsev, sarebbe stato un cosmonauta!).

Spoutnik_1_1967_116-117
Ma la Crocifissione di Decani non contiene particolari “spaziali”, segue invece un modello iconografico tradizionale molto diffuso nel medioevo. In particolare un’opera d’arte che nella composizione ricorda questa Crocifissione è la Deposizione dalla Croce di Benedetto Antelami, che si trova nel Duomo di Parma

Antelami_Deposizione_Parma

Alle estremità della composizione, nella stessa posizione dell’affresco di Decani, sono raffigurati con aspetto umano il Sole e la Luna, testimoni della Crocifissione. In entrambe le opere d’arte i personaggi che rappresentano il Sole e la Luna guardano verso la Croce che si trova al centro della composizione. Il Sole e la Luna rappresentati come personaggi dalle fattezze umane sono visibili in molte crocifissioni in stle bizantino-ortodosso

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Qui vediamo un particolare della rilegatura di un antico Evangelario (Tesoro di San Clemente d’Ochrida, sec XIV), un particolare della crocifissione dipinta da Teophanes il Cretese in un monastero del Monte Athos e La crocifissione della chiesa di Karanlik, in Cappadocia:

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dal “Dizionario dei soggetti e dei simboli nell’arte” di James Hall:
«Il sole e la luna ai due lati della croce sono elemento ricorrente nelle crocifissioni medievali. Essi sopravvissero fino al primo Rinascimento, ma sono rari dopo il XV secolo. La loro origine è antica. Sole e luna erano tradizionalmente presenti nell’iconografia delle divinità solari della Persia e della Grecia, e tale consuetudine si mntenne in epoca romana sulle monete recanti le effigi degli imperatori. Sembra che questa convenzione iconografica sia riuscita a penetrare nell’arte cristiana primitiva tramite la festività del Natale, sovrappostasi a una festa pagana che celebrava la rinascita del sole.Molto tempo prima delle più antiche raffigurazioni della Crocifissione, il sole e la luna comparivano in altri temi cristiani: il Battesimo, il Buon Pastore e la Maestà di Cristo. Quando si iniziò a raffigurare il Cristo in croce parve che un appropriato inserimento dei due simboli fosse già ratificato dalle scritture e dai teologi. I vangeli sinottici raccontano che verso mezzogiorno si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. L’eclisse poteva essere semplicemente un segno del lutto dei cieli per la morte del Redentore; ma più specificatamente, secondo Agostino, il sole e la luna rivelavano il rapporto di prefigurazione che unisce i due Testamenti: l’Antico (la luna) si poteva comprendere solo alla luce del Nuovo (il sole). Negli esempi medievali, il sole e la luna possono essere rappresentati secondo la tipologia antica: il sole come figura maschile che guida una quadriga, la luna come figura femminile che conduce un carro di buoi, ciascuno all’interno di un disco circolare. Oppure il sole è rappresentato semplicemente da un busto maschile con un alone luminoso, e la luna da un busto femminile con il crescente lunare che contraddistingue Diana. Più tardi si riducono a due semplici dischi (in quello della luna può essere inscritto il crescente lunare) e a volte sono sorretti da angeli. Il sole compare alla destra di Cristo, la luna alla sua sinistra.»                        Spesso il Sole e la Luna venivano rappresentati come personaggi dalle fattezze umane alla guida di carri trainati rispettivamente da cavalli e da buoi, come in questo bassorilievo in avorio che fa parte della rilegatura del “Libro delle Pericopi di Enrico II” del XI secolo (Monaco, Bayerische Staatsbibliothek):

Crux2_Carri_Sole-Luna

Tutte le immagini del monastero sono state gentilmente concesse da BLAGO Fund Archives e sono tratte dal sito Srpskoblago 

Conclusioni:

Nella Crocifissione di Decani non ci sono UFO. I due oggetti ai lati della croce sono il Sole e la Luna, rappresentati in maniera antropomorfa come in moltissime scene che raffigurano la Crocifissione in ambiente bizantino ortodosso.

LINK

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8 responses to “Non ci sono UFO nella Crocefissione di Visoki Decani”

  1. Angelo says :

    “il sole come figura maschile che guida una quadriga, la luna come figura femminile che conduce un carro di buoi, ciascuno all’interno di un disco circolare”
    Anche la bibbia parla di carri che scendono dal cielo…di profeti che vengono portati in cielo da questi “mezzi volanti”.
    Gli antichi potevano descrivere oggetti volanti che trasportavano persone solo paragonandoli a mezzi utilizzati in quell’epoca…quindi carri.
    E’ come se per strada vedo un animale che non riesco a descrivere e che non conosco ma che però somiglia ad un gatto…quando devo descrivere quello che ho visto dirò “Ho visto una specie di gatto”…mi sembra normale.
    Nel quadro messo sotto osservazione gli “esseri” vengono rappresentati in delle “navicelle”, in altri a bordo di carri volanti…probabilmente cambia la forma ma il contenuto è lo stesso.
    E’ oltretutto strano che nell’iconografia religiosa la Luna ed il Sole vengano rappresentati come persone…la Bibbia dice che esiste solo un Dio…e di non credere ad immagini.

    Non credo quindi che il mistero sia risolto…anzi…credo che l’antico testamento (non il nuovo che penso sia il racconto di fantasia più riuscito nella storia dell’uomo) debba essere analizzato in maniera diversa

    • die2878 says :

      Io non sono d’accordo la raffigurazione umanizzata per sole e luna è sempre esistita, come del resto è sempre esistita la leggenda del carro del sole, basti pensare ad Apollo per i greci o al reperto detto il Carro solare di Trundholm LINK quindi la spiegazione mi sembra plausibile essendo un modo arcaico dell’uomo nel rappresentare il sole….e sinceramente molte volte in opere religiose è facile imbattersi in “figure” o “immagini” popolari legate più ad antiche credenze che alla religione, quindi direi che non c’è nulla di particolarmente misterioso, ma come dico sempre questo è il mio pensiero condivisibile o no

      • Angelo says :

        Quello che dici è tutto vero.
        Ma è possibile che Apollo e le altre rappresentazioni di carri solari siano stati ispirati dalla stessa fonte? La risposta potrebbe essere si o potrebbe essere no. Probabilmente è questo il mistero da risolvere. Da dove nasce realmente, o meglio, da cosa è stata ispirata tale rappresentazione? Se la risposta deriva da un antico contatto con popoli di altri pianeti non mi sconvolgerei. Purtroppo non siamo pronti per accettare certe ipotesi

      • die2878 says :

        Beh si può essere un’idea però, da buon bastian contrario ( 😉 ), potrei dirti che la rappresentazione del carro è data dal fatto che essi (le antiche popolazioni) dovevano spiegarsi il movimento nel cielo del sole e l’unica metafora che potevano utilizzare era anche l’unico mezzo che avevano appunto il carro….

      • ScienzaObsoleta says :

        Apollo non è altro che il dio Utu/Shamesh, del quale abbiamo tantissime informazioni grazie ai tanti testi mesopotamici che ne parlano. Era il dio che controllava il Dilmun, la terra dove gli dei ascendevano al cielo, l’astroporto. Chiunque volesse ascendere (o salire o decollare, come preferisci) doveva chiedere il permesso ad Utu/Apollo, il quale poi avrebbe messo a disposizione un “aquila”. Così Gilgamesh si rivolge ad Utu, e come lui Etana, e pure Dante per andare nel “paradiso”. Non è un caso il nome Apollo per certe missioni spaziali e lo stemma dell’aquila nelle tute degli astronauti.
        Che dire riguardo all’articolo…. fazioso, mediocre, superficiale.

      • die2878 says :

        Beh ognuno è libero di esprimere, ovviamente in modo corretto (come giustamente lei ha fatto) la propria idea. Ribadendo che io nel mio piccolo rispetto e cerco di far rispettare quest’affermazione, accetto di buon grado il suo giudizio; ma mi permetta un’appunto, quale documentazione attesta ciò che afferma? Quali prove tangibili vi sono a supporto di ciò?
        Saluti
        Diego

  2. Angelo says :

    Anche questo è vero 😉

  3. Alain says :

    ScienzaObsoleta forse ha visto troppi Agent of the Shield……………….. Scusi c’è una teoria anche per i primi programmi Mercury e Gemini? No perchè il programma Apollo fu solo il terzo programma spaziale…………… oppure ai primi due misero un nome a caso? sapendo che solo il terzo avrebbe avuto il successo sperato. AHAHAHAHAHAH

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