Il Triangolo delle Bermuda non esiste

Come promesso precedentemente, questo post è dedicato al triangolo delle Bermuda, per chi non lo sapesse per “Triangolo delle Bermuda” si intende una zona geografica a forma di triangolo equilatero di circa 1600 o 1800 km di diametro, che si trova nel Oceano Atlantico tra le isole di Bermuda , Puerto Rico e Fort Lauderdale ( Florida ). Il mistero e mito di questo luogo nacque quando nel 1952 George X. Sand sulla rivista Fate scrisse un articolo sulla grande quantità di sparizioni che avvenivano in quest’aria sia di aerei che di navi, ma la consacrazione di questo mito-mistero avvenne nel 1965 con il libro di Vincent Gaddis Invisible Horizons e successivamente nel 1974 con il libro di Charles Berlitz Bermuda, il Triangolo maledetto.

bermuda
Come si evince dalle righe scritte sopra il mito delle sparizioni è abbastanza recente come lo è del resto l’identificazione di questa zona geografica, la verità infatti è che è tutto totalmente falso. Non vi è nessun triangolo maledetto, il numero di incidenti nel Triangolo non è affatto superiore a quello di una qualsiasi altra regione ad alta densità di traffico aeronavale come confermato dalla Guardia costiera degli Stati Uniti, l’incidentalità è nella norma per la quantità di traffico e molti degli incidenti avvenuti sono derivati da normali cause fisiche e meccaniche.[link]
A dimostrazione di ciò, è giusto sapere che nel programma televisivo del 1992 di John Simmons su Channel 4, un canale inglese, nella puntata dedicata al triangolo delle Bermuda, è stato chiesto alle assicurazioni marittime Lloyd di Londra se effettivamente anche a loro risultasse un gran numero di navi scomparse in questa zona. Non solo la Lloyd di Londra dichiarò che molte navi associate al “triangolo” non erano affondate in quella zona ma addirittura non risultavano neanche scomparse. Inoltre fece notare che lei stessa non applicava tassi più elevati per il passaggio attraverso quella zona, cosa che se la zona fosse stata effettivamente pericolosa sarebbe stata palese. [LINK1] e [LINK2]

Ma allora perchè per anni e tutt’oggi si sente ancora parlare del triangolo maledetto?

A questa domanda risponde perfettamente wikipedia:
Il triangolo ha vissuto particolare popolarità nei media soprattutto a partire dal libro bestseller Bermuda, il triangolo maledetto (The Bermuda Triangle) del 1974 di Charles Berlitz, secondo il quale nella zona avverrebbero misteriosi fenomeni che sono stati accostati al paranormale e agli UFO. Dando per certe le sparizioni narrate nei libri e nei giornali, vari autori legati all’ufologia hanno avanzato l’ipotesi che le sparizioni misteriose di aerei e navi nel Triangolo delle Bermuda siano da imputare agli extraterrestri. Secondo gli ufologi (fortunatamente i meno professionali aggiungo io), gli alieni considerano come loro territorio di volo l’area del triangolo delle Bermuda, essendo area da loro frequentata da secoli (è ciò che disse George Adamski, il più famoso dei contattisti) e non tollerano la presenza di nessuno.
Sempre grazie a Wikipedia però apprendiamo che non tutti furono d’accordo con il libro di Charles Berlitz, anzi:
Lawrence David Kusche, autore del libro The Bermuda Triangle Mystery: Solved del 1975, mise in luce gravi imprecisioni e alterazioni nell’opera di Berlitz: spesso il resoconto non coincideva con i racconti di testimoni o di persone coinvolte negli incidenti e sopravvissuti. In molti casi informazioni importanti erano omesse, come ad esempio nella scomparsa di Donald Crowhurst, riportata come mistero nonostante già allora fosse chiaro che Crowhurst aveva inventato i racconti delle sue imprese ed aveva commesso suicidio. Oppure come nel caso del cargo che lo scrittore Charles Berlitz nei suoi libri colloca come disperso nei pressi di un porto nell’Atlantico, quando in realtà era andato perso nei pressi di un porto dallo stesso nome ma nel Pacifico. Kusche dimostrò inoltre, tramite documentazione, come numerosi incidenti indicati come “vittime del triangolo” si fossero in realtà verificati a moltissima distanza e fossero stati inclusi in malafede.
La ricerca di Kusche portò ad alcune conclusioni:
Il numero di navi disperse è paragonabile, percentualmente, a quello di ogni altra zona dell’oceano.
In una zona di tempeste tropicali, molte delle scomparse sono facilmente spiegabili, oltre che per nulla misteriose.
Il numero di perdite è stato enormemente esagerato da una ricerca falsata.
Le circostanze delle scomparse sono state riportate in modo falsato da Berlitz: il caso più comune riguarda navi che sono date per disperse con mare calmo e assenza di vento, quando in realtà le registrazioni dell’epoca mostrano tempeste o peggio.
“La leggenda del Triangolo delle Bermuda è un mistero fatto ad arte… mantenuto in vita da scrittori che volontariamente o meno fanno uso di dati errati, argomentazioni falsate, ragionamenti svianti e sensazionalismo”
Dato che il libro è in inglese riporto sotto le tabelle di Kusche tradotte in italiano e presenti nel libro “Almanacco Universale delle cose più strane e misteriose” edizioni Arcana 1990

Scan-1

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Scan-3

Immagino che alcuni di voi si chiederanno ma come ci si può spiegare la scomparsa della “Pattuglia perduta” ovvero i 5 aerei della marina americana che per primi sparirono nel famoso “Triangolo”?….Semplice basta aspettare il prossimo post 🙂

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3 responses to “Il Triangolo delle Bermuda non esiste”

  1. alessio says :

    ciao complimenti per gli approfondimenti, ti volevo kiedere un’informazione, a tal prpposito, ma è vera la notizia della piramide sommersa trovata sotto questo benedetto triangolo delle bermuda circa nel 1968-1970 e che ancora ora sta tornando di tanto in tanto alla ribalta? grazie ale

    • die2878 says :

      Grazie Ale dei complimenti…purtroppo anche la piramide si è rivelata una bufala come puoi vedere a questo post LINK
      Spero di averti risposto, se hai altre domande contattami senza problemi, grazie ancora dei complimenti 😉

  2. misterychannelbox says :

    L’ha ribloggato su MisteryChannelBox.

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