Un satellite in un’opera del ‘500 di Salimbeni?

Visto che in questi giorni è stato il compleanno del mio amico “Lupo” voglio dedicargli un post su un “mistero” che più volte abbiamo discusso….. Cosa è rappresentato nell’opera “Esaltazione dell’ Eucaristia”?

Come sempre accade se il mistero tratta di Arte mi avvalgo degli articoli dell’ottimo esperto Diego Cuoghi

“ESALTAZIONE DELL’EUCARISTIA” (part. della Trinità) di Ventura Salimbeni
Chiesa di San Pietro, Montalcino

 

Eccoci finalmente al tanto discusso UFO o “Sputnik” di Montalcino. E’ così che questo oggetto, dipinto da Ventura Salimbeni (spesso chiamato Bonaventura Salimbeni) alla fine del ‘500 nella chiesa di San Pietro a Montalcino, viene definito nei siti che trattano di oggetti volanti non identificati. Ad esempio nella pagina di Edicolaweb si dice che «ricorda appunto i satelliti artificiali russi». Lo stesso concetto lo troviamo nella recente pagina di Daniela Giordano, dove si legge che «the object reigning over the center of the painting (…) is an image reminding us of the 1950s in our century, when the Russian began to explore space by putting in orbit the first artificial satellites called Sputnik, marked usually with a progressive number.».

Il primo articolo a proposito del “satellite di Montalcino” venne però pubblicato da CLYPEUS (n. 38, aprile 1972). Nel testo, intitolato Un Explorer in Paradiso? Un satellite artificiale del ‘600 in mezzo alla trinità?, era riprodotta una lettera firmata Roberto Cappelli in cui veniva descritto lo strano dipinto. L’autore diceva di aver interpellato anche dei sacerdoti per chiedere quale potesse essere il significato di quell’oggetto ma non gli avevano saputo dare risposte (mi verrebbe da rispondere: vergogna! tornate in Seminario!). Un punto interessante della lettera di Cappelli è quello in cui dice che il globo “potrebbe sembrare anche di vetro, che le due circonferenze che si trovano nella regione equatoriale sembrano visibili anche dalla parte opposta, come in effetti si può notare guardando attentamente la foto più ravvicinata.
Un altro articolo venne pubblicato nel 1981 su SKYWATCH, una rivista ufologica “home-made” scritta a macchina. Qui in un articolo di Emy e Roberto Balbi intitolato Sputnik a Montalcinosi legge: “Nella parte alta possiamo osservare, poggiati su una larga nuvola, a sinistra Gesù Cristo e a destra Dio Padre, i quali tengono in mano (…) due specie di antenne collegate ad una grossa sfera trasparente, ma ben solida, mediante un attacco che ricorda, senza troppi sforzi di fantasia, le moderne antenne per autoradio. Le sommità di queste piccole antenne sono sormontate l’una da una croce e l’altra da una piccola sfera (…). La sfera nella quale sono infisse le antenne si presenta come fosse di vetro ed all’interno di essa, per dare l’idea della sfericità, vi è una scena dipinta con un forte coma-astigmatismo illustrante quello che sembra essere l’interno di una stanza con una porta. Una larga fascia equatoriale, appena accennata tutt’intorno alla sfera e che si vede anche dietro ed essa per indicare la trasparenza, sottolinea ancora una volta chiaramente la realtà dell’oggetto stesso. Il particolare che comunque ci lascia più perplessi, se già non ve ne fossero altri, è senz’altro quella protuberanza, a sinistra in basso, simile all’obiettivo per telecamera, all’interno del quale si indovina la presenza di una lente.
 L’articolo è presente nel web in una traduzione in spagnolo, dal titolo Un Sputnik en Montalcino, e come quello in italiano comprende due disegni che dovrebbero evidenziare la somiglianza:

 

Le ipotesi ufologiche però hanno rapidamente perso terreno, soprattutto dopo la pubblicazione dell’articolo di Samuele Ghilardi, Amos Migliavacca e Elenio Salmistraro intitolato IL SATELLITE DI MONTALCINO. Gli autori descrivono come è stato analizzato il dipinto con fotografie a distanza ravvicinata, e come le loro conclusioni siano in linea con quanto affermato da Ion Hobana: «E’ interessante presentare l’interpretazione dell’ufologo romeno Ion Hobana, grande esperto di clipeologia ed autore dell’ottimo volume “Enigme pe cerul istoriei” , secondo cui l’oggetto sarebbe un antico mappamondo, rappresentante il Creato, in cui è visibile il sole ed una forma primitiva di tracciatura dei meridiani e paralleli; inoltre il piccolo cilindro sarebbe il perno per poter fissare ad un supporto la sfera. Un esempio dell’insieme è visibile in una sala in Vaticano. Dalle analisi effettuate sulle fotografie e sul dipinto originale non si possono ricavare elementi che facciano supporre un evento ufologico, mentre sono stati riscontrati numerosi punti in comune con raffigurazioni religiose greco-ortodosse. In molte icone provenienti dai Paesi dell’Est è possibile notare sfere con gli stessi simboli e tracciati, accompagnate o dalla sola figura del Cristo o da tutta la Trinità.»

In effetti anche questo dipinto non è molto diverso da tanti altri di questo genere, in cui viene rappresentata la Trinità. In tutti questi dipinti vediamo Gesù, lo Spirito Santo in forma di colomba e Dio Padre (ma in un sito web si dice che il personaggio a destra sarebbe Noè!!). Tra i personaggi della Trinità è quasi sempre presente anche il “Globo del creato” o “Sfera Celeste” , che non rappresenta in particolare la Terra ma l’intero Universo. In molti di questi dipinti compaiono anche gli scettri tenuti in mano da Gesù e Dio Padre, simboli del potere divino sul creato, che spesso vengono invece descritti come le antenne dello sputnik.

Il più simile a quello di Montalcino è un dipinto raffigurante la Trinità, esposto nella basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme (foto di Marco Bianchini)

ma molto simili sono anche “L’Adoration de la Sainte Trinité” (1640) di Johann Heinrich Schonfeld, e “La Messe de Fondation de l’ordre des Trinitaires” (1666) di Juan Carreno De Miranda. Entrambi sono esposti al Louvre.

 

Altri esempi di raffigurazioni della Trinità con la “sfera celeste”:

  

  

    

     

Il globo tripartito che si vede in molti di questi esempi deriva dall’ “orbe“, il simbolo del potere degli imperatori romani. Divenne poi, con l’aggiunta della croce al posto della dea della vittoria, uno dei simboli degli imperatori bizantini e da qui di diffuse nell’iconografia sacra come simbolo del potere divino sul creato.

  

Anche nella sfera di Montalcino dipinta da Salimbeni troviamo ancora accennati i segni della tripartizione, ma nel XVII secolo questo simbolo si era già trasformato, arricchendosi spesso di particolari astronomici come la fascia dello zodiaco, il sole e la luna, per rappresentare l’intero universo.

Il particolare che appare più “strano” nella sfera del dipinto di Montalcino è quello che si vede in basso, vicino ai piedi di Gesù, e che alcuni definiscono “periscopio”. L’ufologo romeno Ion Hobana vi trova una rassomiglianza con il perno centrale usato in certi mappamondi, e ne cita uno in particolare, che si troverebbe in Vaticano. Ma quello del dipinto non è né un periscopio né un perno. Si vede chiaramente che in quel globo (sul quale sono segnati i bordi delle “fascie” che formano la T rovesciata visibile anche in altri esempi) sono rappresentati il Sole e la Luna, rispettivamente in alto al centro e in basso a sinistra.

Lo stesso tipo di illustrazione astronomica si trova in un altro dipinto raffigurante la Trinità, e il cui l’autore è Pieter Coecke

 

Se osserviamo la sfera possiamo notare la fascia dello Zodiaco, il Sole, la Terra con il cono d’ombra, e la Luna, molto più piccola in basso.
La più spettacolare raffigurazione della “sfera celeste” è forse una scultura di Giacomo Colombo che si trova nella chiesa della Trinità di Popoli (larghezza cm.130, altezza cm.165, profondità cm.100), mentre la più piccola appare tra le mani di 
Gesù e della Madonna in un dipinto di Tommaso di Stefano Lunetti, dove vediamo una “sfera celeste” trasparente che contiene in paesaggio, molto simile a quella di Montalcino.

 

Un’altra raffigurazione della sfera celeste in un dipinto del primo ‘500 intitolato “Allegoria Cristiana” di Jan Provost, esposto al Louvre.

Anche le seguenti sono raffigurazioni della Sphaera Mundi, con la Terra al centro dell’Universo. Nella prima l’universo è retto dalla mano di Dio:

 

In quest’ultima illustrazione, tratta da Minerva Britanna di Henry Peacham, al centro della sfera si trova invece l’Uomo, e attorno a lui ruotano il Sole, la Luna e le Stelle.

Conclusioni:

La sfera raffigurata tra i personaggi della Trinità nel dipinto di Salimbeni intitolato “L’esaltazione dell’Eucaristia”non è un UFO. Quell’oggetto, presente in moltissimi dipinti che hanno per soggetto “La Trinità“, simboleggia il “Globo del Creato” o “Sfera Celeste”, e in particolare in questo caso contiene la raffigurazione del Sole e della Luna.

Aggiungo solo una cosa: Happy Birthday Lupo!

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