I falsi corpi di alieni, una vergognosa bufala

Tutti i post che ho scritto finora erano scritti in modo ironico purtroppo però mi trovo, oggi, a dover scrivere di una bufala che, a mio modo di vedere, è altamente vergognosa.
Alcuni personaggi o pseudoscenziati senza ritegno cercano in molti casi di far passare per corpi di alieni i poveri resti di bambini o addirittura di feti, a loro difesa non è possibile parlare di errore poichè essi stessi sanno perfettamente l’origine di quel corpo. Seppure può sembrare impossibile che qualcuno speculi su dei poveri resti sappia che è la triste verità; ne sono un esempio i casi di Aleshenka, il nano alieno degli Urali e lo scheletro alieno del Brasile.
La storia di Aleshenka inizia quando da alcuni giornali russi viene battuta questa notizia: “Un corpo alieno è stato trovato in casa di una donna anziana nel villaggio di Kashtim su i monti Urali. Il corpo è stato recuperato dal servizio di sicurezza russo, nel 1996”. Dopo poco L’associazione georgiana ufologica (GUFOA) si è premurata di trasmettere una videocassetta con alcune immagini; vedi sotto.

Non tutti gli ufologi, fortunatamente, si sono buttati sulla notizia sbattendo “l’alieno” in prima pagina, infatti l’ufologo russo Mikhail Gershtein si è informato scoprendo che il ricercatore russo Vadim Chernobrov, per conto del governo, analizzò uno straccio con il sangue di questa ‘entità’ mentre l’Istituto di genetica generale di Mosca eseguiva un analisi del DNA. Il risultato fu che era un comune terrestre, purtroppo un feto di un aborto spontaneo, probabilmente femmina che presentava molte anomalie genetiche riconducibili all’incidente radioattivo di Kyshtym del 1957 , ma come sottolinea il medico Irina Ermolaeva, molti medici si erano già trovati davanti a simili anomalie genetiche e quindi pare strano che non siano state subito identificate.
Se, in questo caso, l’errore pare ancora possibile, sebbene ritengo che malafede e fretta siano andate a braccetto, per lo scheletro alieno brasiliano parlare di errore appare assai fuori luogo.
Questi poveri resti sono venuti alla luce nel 2004, in circostanze simili ad un romanzo giallo, Wellington Estevanovic , diceva di avere ereditato dal padre Wilson la missione di recuperare i pezzi di una collezione di famiglia ormai andata diffusa in tutto il paese in scatole sigillate. La scatola 7 della collezione conteneva appunti i resti di quello che Estevanovic definì un umanoide vicino ad una roccia proveniente da un meteorite ( vedi foto)

In realtà, 5 anni dopo venne a galla la verità. Lo scheletro era originario di un Museo di Antropologia a Bahia, in Brasile, ed era stato un campione umano di un raro caso di idrocefalo e di altre malformazioni. Alexandre Araújo curatore della mostra del museo nel 1995 si ricordava di questo corpo poichè iniziò a deteriorarsi, in quanto il processo di imbalsamazione non era così efficiente. In stato già di decomposizione, nel 1995, fu rimosso e fotografato, infine nel 1998, fu nascosto al pubblico perché pesantemente danneggiato.

La foto del paragone tra lo scheletro e il corpo presente al museo è mio parere molto forte perciò consiglio solo a chi se la sente di cliccare questo link

In alto, a sinistra, lo scheletro mostrato dai Estevanovic nel 2004 e a destra, le foto scattate da Alexandre Araújo nel 1995, del pezzo che faceva parte del Museo Antropologico . Non si può parlare di coincidenze,in quanto sono presenti tutte le anomalie anatomiche: due denti anteriori in un’appendice nella fessura palatina, l’assenza del naso, piedi curvi congeniti, cranio estremamente gonfio e come evidenziato nella immagine sopra in rosso, persino una macchia scura nel lato sinistro della testa, forse a causa di una non completa adesione delle fessure craniche, infine persino le aperture del cranio corrispondano perfettamente . Wellington Estevanovic contattato dalle autorità, negò con forza di aver sostenuto che lo scheletro era extraterrestre e accusò gli ufologi di aver sfruttato il caso, ma forse si era dimenticato di aver definito i resti umanoidi e di raccontare della presenza nella scatola insieme allo scheletro di rocce meteoritiche, del resto secondo la legge brasiliana chi sostiene che questi resti appartengano ad un essere alieno incorrere nel reato di diffamazione di cadavere.
Va aggiunto che un sacco di coincidenze non giocano a favore di Estevanovic, infatti il racconto fatto dopo la morte del padre non regge, neanche la possibilità di aver comprato questi resti pare possibile visto che sparirono misteriosamente dal museo proprio quando la sorella di Wellingthon, Veruska Estevanovic era studente di Scienze Biologiche presso l’Università Bahia proprio vicino al Museo di Medicina. Sinceramente per questi casi e per altri casi simili provo vergogna per chi non è capace neanche di rispettare dei poveri resti ma addirittura cerca di arricchirsi, dimostrando di essere meno umano di un alieno stesso.

Per saperne di più
forgetmori link1 link2 

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One response to “I falsi corpi di alieni, una vergognosa bufala”

  1. die2878 says :

    Scetticismo o meno l’uso di corpi di feti o bambini appena nati è scandaloso…..comunque prendo atto della sua idea la rispetto, ma non la condivido.
    Saluti
    Diego

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