Archivio | settembre 2012

I Kayapo ed il culto del cargo di Bep Kororoti

In questi giorni sono stato messo alla prova da un quesito fattomi dal mio amico “Lupo”: “Come si può spiegare il culto dei Kayapo?” Inanzittutto scriverò due righe per chi fosse a digiuno di questo “mistero”. I Kayapo sono un popolo indigeno che vive in Brasile lungo il Rio Xingu e dei suoi affluenti. Questa tribù viene spesso citata come prova per la teoria degli “antichi astronauti”(vedere link) infatti ha detta di Erich von Däniken, scrittore, essi hanno un culto che sembrerebbe indicare l’arrivo di un alieno fra loro, e cita Il culto del cargo (per saperne di più link ) per avvalorare questa tesi. Tutto nasce da una antica leggenda sembrerebbe che la tribù in tempi lontani ricevette la visita del Dio Bep Kororoti che indossava una strana veste ed aveva un’arma da cui scaturivano fulmini, in un primo momento la paura ebbe il sopravvento sulla tribù ma poi gli indigeni provarono attrazione verso lo straniero, sia per la sua bellezza, datogli dallo splendore bianco della sua pelle, sia per la sua benevolenza, da lui dimostrata, verso tutti. Questo misterioso visitatore era più intelligente di loro e anche più forte ma egli essendo buono non li assogettò ma dopo aver riso della loro debolezza , gli insegnò tutto il suo sapere, visse a lungo con i Kayapo , tanto che si creò una famiglia, ma un giorno decise di ripartire e gli indigeni non lo viderò più.

 

Ancora oggi i Kayapo adorano Bep Kororoti, con una particolare danza che vede al centro di tutto uno stregone vestito con quella che sembrerebbe una tuta spaziale (vedi foto sopra) almeno a detta di Erich von Däniken e dei suoi sostenitori (vedi video)

Ma come è possibile che questo culto scoperto dall’etnologo Joao Americo Peret, intervistando gli anziani della comunità indigena nel 1952 riguardi un astronauta visto che conosciamo le tute di essi solo dal 1961? Era forse un alieno?
Si risponderebbe Erich von Däniken, ma a mio parere sbaglierebbe e non poco…sempre che il suo sia un errore e non una similitudine voluta, fatta solo per avvalorare le sue tesi.
Per prima cosa è giusto dire che le teorie del 1973 esposte dallo scrittore svizzero, sono solo sue come sottolinea J.A.Peret, scopritore della leggenda di Bep-Kororoti, in questa intervista (vedi Link). Poi sottolinerei un particolare che mi ha lasciato molto alibito, perchè notare la somiglianza tra il Dio ed un astronauta e non magari la più semplice similitudine con un conqistadores con fucile (il bastone sparava fulmini) oppure un guerriero inca( come si vede nella foto sotto a volte il dio è ornato con delle piume)?

Del resto da come si deduce dalla leggenda egli era del tutto simile ad un uomo se non per il suo colore di pelle bianco (come tutti i conquistadores) altrimenti sarebbero state menzionate anche le altre differenze che vi erano tra il Dio e gli uomini, ed inoltre essendosi creato una famiglia mi domando: era forse fortunamente uno dei pochi alieni compatibili geneticamente?…scusate l’irona…ma il solo fatto che egli abbia nella leggenda una famiglia, a mio parere, lo rende umano. La spiegazione del conquistadores però non spiega come mai questa leggenda abbia ben 25000 anni o perchè egli venga dal cielo come molti siti scrivono. Nel primo caso è semplicemente un errore lo stesso Joao Americo Peret traduce in “tempi remoti” e non una data precisa, è solo usato per far scena e nulla più, per quanto ne sappiamo potrebbe essere anche una leggenda di inizio 800 nel secondo caso invece le cose sarebbero apparse più difficili, se non che, tramite questa pagina web( link), ho scoperto che è uso dei Kayapo pensare che tutti, compreso loro stessi arrivino dal cielo, dove dimorano gli dei.
Di conseguenza mi sembra che la citazione del culto del cargo per questo mito può anche avere delle fondamenta, al contrario l’idea che il mito tratti di un essere alieno è da ritenesi solo molto affascinante ma senza alcun senso logico. Infine, ad onor del vero ci sono due teorie scientifiche riguardo Bep Kororoti, la prima è di Claude Lévi-Strauss, che nella sua opera The Raw and the Cooked(1983), utilizzando delle relazioni antropologiche raccolte in precedenti anni, identifica Bep Kororoti, non come un antico astronauta, ma come un essere umano, uno sciamano defunto, che esercita il potere spirituale da oltre la tomba. Invece per lo scrittore ed editore Jason Colavito, Bep Kororoti indossa questa tuta perchè è il protettore delle api per i Kayapo, quindi un apicoltore (vedi foto sotto) e rappresenta anche lo spirito dell’ apicoltura, infatti, a raafforzare questa tesi, ci sarebbe la prova che le persone della tribù dei Kayapo credono che i loro antenati abbiano imparato le abilità sociali dalle api.

Niribu, gli Annunaki e le interpretazioni di Zecharia Sitchin

Ieri mi è arrivata una email da Alita91 che mi chiede cosa ne penso della teoria di Niribu e delle discendenze aliene dei sumeri. Fortunatamente è un argomento che ho affrontato da pochissimo con i miei amici e mi sento abbastanza informato per strutturare una risposta soddisfacente. Il mito di Niribu è quello che riguarda la popolazione degli Annunaki ovvero l’arrivo sulla terra di alieni, appunto del pianeta Niribu, documentato in scritti sumeri, mesopotamici, biblici, per farla molto in breve (se qualcuno è interessato link ). Questa teoria però ha un solo fautore Zecharia Sitchin, che oltre a non essere uno storico o uno scienziato (è laureato in economia!) si è rivelato un truffatore. Egli infatti disse di aver tradotto dal sumero la storia del popolo alieno degli Annunaki, ovviamente pubblicata nei suoi numerosi libri (link bibliografia), peccato però che questa traduzione sia totalmente adattata al contesto che vuole l’autore e presenti in più parti errori gravi di traduzione anche per intere frasi, dimenticanze, parole inventate ; ad esempio Mu in sumero è cielo e non razzo oppure Sitchin cita spesso la parola shamu ma essa in sumero non esiste.
Ma le teorie dello scrittore azero o azerbaigiano, che dir si voglia, sono smentite non solo per l’errata interpretazione della lingua sumera ma anche dalle errate concezioni simboliche e astronomiche.
Per confermare tale tesi citerò l’esempio di questa raffigurazione (vedi foto sotto) che per Sitchin rappresenta la raffigurazione dell’esistenza di Niribu e l’esistenza degli Annunaki. Per cominciare è giusto evidenziare cosa veramente è scritto in tale raffigurazione:

Linea 1 = dub-si-ga “Dubsiga” [un nome personale di una persona apparentemente potente ]
Linea 2 = ili-il-la-at “Ili-illat” [un altro nome di persona, questa volta del proprietario del sigillo]
Linea 3 = ir 3 -su [“tuo servo”]

Poi evidenziamo che:

1) L’iscrizione sul sigillo non dice nulla di astronomia, Nibiru, o pianeti.

2) Il presunto simbolo “sole” sul sigillo non è il sole. Lo sappiamo per certo perché non è conforme alla raffigurazione coerente e simbologica del sole su centinaia di altri sigilli cilindrici, monumenti, e pezzi di arte Sumero-Mesopotamica.

3) Non c’è un solo testo esistente di epoca Sumero-Mesopotamica che ammette l’esistenza di più di cinque pianeti.
Infine per quanto riguarda Niribu è stato dimostrato nel 1992 dall’astronomo Myles Standishche che nell’intero Universo non vi è un possibile pianeta associabile a Niribu, mentre risulta fantascientifica l’ipotesi che esso sia un pianeta errante, come invece afferma Zecharia Sitchin, sia poichè questo è impossibile fisicamente (dimostrato dall’astronomo Mike Brown) sia perchè sarebbe almeno a volte visibile come lo sono Giove o Saturno.

Per saperne di più sulle falsità dei documenti di Zecharia Sitchin ecco alcuni link:
Sugli Annunaki
skepedic.com
Michael Sheiser.com 
Sitchiniswrong.com
Michael Sheise.pdf 
Ian Lawton.com

su Niribu
Mikebrownsplanets.com 
Harvard.edu 
Badastronomy.com

La colonna di luce in Giappone è un errore dell’Iphone

Girando in Internet mi sono imbattuto, nel video della colonna di luce in Giappone,la notizia ha avuto un così alto risalto che anche il TGcom24 ne ha dato notizia ( vedere per credere questo link ).
Tutto nasce dalla pubblicazione di questo video su Youtube:

La notizia viene così ripesa da parecchi siti e via partono le teorie più impensabili però, come al solito, nessuno cerca veramente la verità, ma anzi ingigantiscono la notizia. Intanto ci tengo a precisare che è totalmente falsa la notizia che vi siano migliaia di testimoni o che la notizia sia stata data su tutti i mass media giapponesi infatti ho chiesto aiuto ad un mio amico giapponese che mi ha negato nel modo più assoluto la notizia, anzi mi ha dato l’esatta traduzione in giapponese di “colonna di luce”, verificata da me su google traduttore (vedi foto), dicendomi di ricercare quanto risultati erano inerenti alla notizia….risultato ZERO (se volete fatelo anche voi), già per questo io la considererei una bufala.


Ma in realtà vi sono altre due prove ancora più evidenti.

Foto 1

Nella foto 1 si vede come una parte di luce sia sotto il palazzo che sta davanti alla colonna cosa ancora più evidente nella foto 2, ma allora come mai il palazzo non è più chiaro, in quanto dalle finestre dovrebbe passare almeno un po’ della luce,  ma in nessuna di esse è evidente un minimo di luce è forse stata aggiunta?

Foto 2

No, non si tratta di Photoshop ma di un errore, voluto o meno, portato da un problema tecnico, o limite, del sensore della fotocamera (un iPhone). Infatti un’immagine simile era apparsa ad un turista nelle foto fatte alle propie figlie, foto 3, ai piedi delle piramidi Maya (il fascio di luce essendo un errore è ovviamente presente solo nelle foto, ed infatti il turista stesso ha sempre negato la presenza della luce mentre stava fotografando) ma in quel caso era stati consultati subito degli esperti che avevano capito il difetto presente nella foto (ecco il link della spiegazione).

Foto 3, i visi delle bambine sono sfuocati volutamente da me

Questo ci fa giungere a cinque conclusioni importanti:
1. la colonna di luce è una bufala
2. la bufala forse è solo un errore e non c’è malafede
3. i siti che riportano molte di queste notizie lo fanno solo per attirare persone con articoli sensazionalistici
4. pochi siti cercano di rimanere obbiettivi
5. i tanti esperti invece di teorizzare dovrebbero un po’ approfondire le notizie prima di darle.

Piramidi in Antartide? No scarse conoscenze geografiche

Ogni tanto, senza motivo, si torna a parlare delle piramidi in Antartide magari mostando questa foto( vedi sotto), ma cosa c’è di vero?


NULLA o meglio le foto son vere ma sono normalissimi monti, infatti la piramide in Antartide è Pyramid Peak una montagna di 2.500 m, fra Turnabout Valley e la foce del Beacon Valley, nelle Quartermain Mountains, in Victoria Land. Il nome sembra comparire sulle carte della British Antarctic Expedition del 1910-13, ma la montagna è stata quasi certamente vista per la prima volta durante la prima spedizione di Scott, 1901-04. La sua forma piramidale è fuori dal comune ma non nasconde nessun mistero. Per i più curiosi ecco un link e le coordinate di posizione: Pyramid Peak ( 72 ° 16’S 165 ° 35’E Coordinates : 72 ° 16’S 165 ° 35’E ) è un picco nella parte a sud est di Nunataks, Terra Vittoria ,Si trova a 1 miglio (1,6 km ) a nord di picco Sfinge . Consiglio a tal proposito ai vari siti che pubblicano questa notizia di studiare un po’ di geografia o se proprio non ne han voglia di consultare wikipedia prima di pubblicare notizie di false piramidi come in questo caso.

L’UFO del Mar Baltico…una truffa poco riuscita

L’estate sta finendo, cantavano i Righeira, ed un mistero se ne va l’aggiungo io. Infatti ormai sembra chiaro che sotto la notizia dell’Ufo del baltico si nasconda una bella truffa ad opera proprio di chi si era fregiato della sua scoperta. Andiamo con ordine:


l’Ufo in questione è una forma sul fondo del Mar Baltico rilevata dal sonar nel mese di giugno 2011 dall’Ocean Team X. Sulla base di queste immagini sonar iniziali, i media e membri di Ocean Team X hanno alimentato l’ipotesi che l’oggetto potrebbe essere un UFO precipitato ed appoggiato sul fondo del mare. Il team ha intrapreso una spedizione nel giugno 2012, nella speranza di identificare l’oggetto. Secondo molti, l’identificazione è stata fatta, ma altri, tra cui Ocean Team X credono che l’identità dell’oggetto sia ancora un mistero. Probabilmente l’accanimento del team svedese è facilmente spiegabile, infatti in poco più di un anno da perfetti sconosciuti, quali erano, sono diventati famosi e credo anche discretamente ricchi sebbene cerchino fondi per finanziare una nuova spedizione, si noti che in tali fondi non sono però compresi i guadagni fatti dal team con il documentario di prossima uscita e i ricavati delle loro interviste (questa affermazione non è mia ma bensì di Dennis Aasberg, fondatore del team).

Dennis Aasberg e Peter Lindberg fondatori del team svedese Ocean Team X

Ma cosa è in realtà questa anomalia?
Volker Brüchert, professore associato di geologia all’Università di Stoccolma, è stato uno dei primi ad analizzare le formazioni rocciose, esatto formazioni rocciose e niente più come si vede anche dai vari filmati, inoltre tali rocce sono spiegabilissime, infatti sono un insieme di rocce basaltiche , un tipo di roccia che si forma dalla lava solidificata, in questo caso in una conca glaciale, e assolutamente non inusuale, visto che tutta la regione settentrionale del Baltico è fortemente influenzata dai processi glaciali di disgelo ed i campioni di roccia in questione si sono formati in relazione con i processi glaciali e post-glaciali che sono chiamati, dagli esperti ghiacciai erratici o rocce di bilanciamento.

Ma perchè si parla di bufala o peggio di truffa e non di semplice errore?
Inanzitutto secondo Peter Lindberg, altro fondatore del team svedese, gli esperti tra cui Brüchert si dichiarono sorpresi dai campioni analizzati ma in realtà ciò non è vero nessuno degli esperti contattati dichiara o pensa che l’oggetto del Mar Baltico sia qualcosa di misterioso, anzi Brüchert sottolinea che l’Ocean-X team vuole che si ignori che la maggior parte dei campioni che hanno portato su dal fondo del mare siano graniti, rocce metamorfiche e arenarie. Ma anche l’immagine dell’anomalia lascia perplesi, infatti, l’immagine sonar, l’unica immagine reperibile, ha una difficile interpretazione, a causa della sua scarsa qualità, il che è strano visto che si potrebbero avere altre foto più dettagliate ottenute nella spedizione, inoltre questa immagine presenta numerosi artefatti dovuti all’elaborazione dati dichiara Dan Fornari, un geologo marino al Woods Hole Oceanographic Institution in Massachusetts, ma come fa notare Jonathan Hill, ricercatore per il Mars Space Flight dell’Arizona State University essendo i dati carenti in risoluzione e in dettaglio questo fa si che l’immagine abbia una libera interpretazione. Se a tutto ciò si aggiunge che l’Ocean Team X si rifiuta di dare una risposta o un commento sulla teoria del deposito glaciale, il pensare ad un semplice errore diventa molto difficile.

Vedi anche:

www.nextme.it

www.ufoonline.it

focus.it