L’enigma dell’antanna di Eltanin

Fra 1962 e 1979 la nave oceanografica polare Eltanin del NSF [National Science Foundation] ha esaminato le acque antartiche, studiando l’oceano ed il fondo dell’oceano. Nel 1964, la nave ha fotografato un oggetto insolito ad una profondità di 4,115m. Quando, non c’era ancora un sommergibile che potesse trasportare qualcosa a quella profondità.
L’oggetto sembrava essere un palo sul fondo dell’oceano con dodici raggi che partivano da esso, con sulla punta una sfera; i suoi raggi avevano angoli di 15 gradi ed era situata a circa 1,600km a sud del corno del capo, sotto alcuni dei mari più inospitali nel mondo.


Subito vi sono state teorie per spiegare l’esistenza di questo artefatto, da quelle più banali a quelle più fantasiose, esclusa la possibilità che fosse un’antenna o un altro strumento scientifico perso da una nave oceanografica, poichè sembrava una spiegazione molto forzata, infatti è improbabile che un oggetto possa cadere sott’acqua per oltre tre miglia di oceano rimanendo perfettamente piantato sulla parte inferiore in una posizione così esatta da sembrare messa intenzionalmente là.
A questo punto ufologi o studiosi dilettanti come Bruce Cathie, Brad Steiger o Joseph Trainorche che riprese la scoperta dell’antenna in un articolo del 2003, incominciarono a creare teorie, a fare supposizioni e a porsi domande:
Potrebbe essere possibile che l’antenna di Eltanin fosse una parte della tecnologia antica perduta? O una tecnologia che viene da un altro mondo? L’antenna potrebbe essere un reperto di Atlantide?
La risposta a questo mistero fu però molto banale e quello che da molti era ritenuto uno degli oggetti più misteriosi di sempre si rivelò semplicemente per quello che era: un’alga.
Tom DeMary, un ricercatore nell’acustica subacquea, ha cercato una spiegazione per l’antenna basandosi su conoscenze scientifiche fino ad allora volutamente ignorate, scoprendo così che ciò che fino ad allora aveva rappresentato un rompicapo era già stato identificato nel 1888 esattamente più di 80 anni prima.
DeMary fece prima riferimento alle ricerche di Bruce Heezen e da Charles Hollister (Università di Oxford) dove gli studiosi hanno spiegato che:
Mentre le spugne, che solitamente vediamo sono limitate alle acque basse e più calde della piattaforma continentale, alcuni dei loro parenti più bizzarri sono trovati piuttosto comunemente nel mare profondo. Come appunto è la Cladorhiza che vive nel mare profondo e assomiglia ad un’antenna spaziale.
Aggiungendo che queste alghe erano già state analizzate, descritte e illustrate da dopo le esplorazioni delle regioni antartiche nel 1870s e nel 1880s.
Pare ovvia la conclusione che `l’antenna di Eltanin’ è una spugna. Non il genere che trovereste utile nel vostro bagno, ma una creatura vivente.Non è assolutamente un dispositivo meccanico o creato dall’uomo. Ma è semplicemente una Cladorhiza che vive dappertutto in queste latitudini – solitamente in grandi gruppi – sul fondo dell’oceano. Quello che può aver tratto in inganno dell’alga di Eltanin oltre alla bassa qualità della foto è l’essere sola in piedi in mezzo ad una foresta di noduli di manganese.

Il relativo profilo tassonomico completo:
Phylum: Porifera
Codice categoria: Demospongia
Ordine: Poecilosclerida
Famiglia: Cladorhizidae
Genere: Cladorhiza
Specie: Concrescens

Tratto da
Wikipedia
http://www.forteantimes.com
http://www.croponline.org

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2 responses to “L’enigma dell’antanna di Eltanin”

  1. fottiti says :

    te l’hanno mai detto che sei un idiota?

    • die2878 says :

      Una marea di volte…giusto pensarla come si vuole… al limite si può rispondere come avrebbe fatto il poeta francese Georges Courteline:
      “Passare per idiota agli occhi di un imbecille è voluttà da finissimo buongustaio.”

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