La mano fossile del Cretaceo

La mano fossile del Cretaceo è stata trovata in una roccia nel 1999 da “Dr. Jamie Gutierrez” ed esposte a Bogotà, Colombia, Le ossa sono state analizzate dai creazionisti Carl Baugh e Kent Hovind e sono state considerate come parti di una mano umana ma il paleontologo Glen J. Kuban, nel novembre 2006 ha svelato questo mistero, anche se cosa curiosa, molti siti riportano ancora tali ossa come un oopart. Nwlla scheda è riportato dettagliatamente la vera natura di tali ossa grazie anche all’aiuto del Dott. Walter Joyce del Museo di Yale Peabody.

Stephen Baugh espresse il parere a Meyers sulla certezza dell’identità delle ossa, assicurando di aver fatto uno studio ulteriore per confermarne l’autenticità, peccato che nello stesso periodo fossero identificate come ossa fossili di tartaruga marina da una serie di biologi e paleontologi, tra cui il Dott. Pietro Prichard (autore di il Enclyclopedia delle tartarughe), il Dott. Pietro Meylan (ricercatore presso Eckerd College in Florida), e il Dott. Walter Joyce, esperto di fossili al Museo di Yale Peabody divisione di Paleontologia.
Il Dr. Joyce dichiarò che le ossa sono sicuramente quelle di una tartaruga marina, probabilmente della famiglia Chelonioidea, che comprende tartarughe marine verdi anche dette tartarughe embricate cioè con il bordo della mascella uncinato e due paia di grossi scudi sopra la testa, in mezzo agli occhi.
Egli ha osservato che la zampa palmata di una tartaruga marina superficialmente assomiglia a quella di un umano ma il pollice ha tre falangi. Inoltre, entrambi gli uomini e le tartarughe marine hanno due file con quattro ossa carpali, e il pollice di entrambe sono molto più brevi rispetto alle altre.
Appare ovvio come il creazionista Baugh abbia fatto una ricerca assai approssimativa, Poichè una sommaria vista delle foto e un semplice confronto con le illustrazioni delle ossa di una mano umana avrebbe rivelato queste incongruenze, si sarebbero quindi cercate delle ossa che rispondevano a tali requisiti e questi canoni si sarebbero trovati facilmente negli scheletri delle tartarughe del Cretaceo.

Tratto da paleo.cc

 Osservazioni di Walter Joyce

Ho osservato che vi sono anche caratteri nelle ossa che mostrano inopugnabilmente la specie a cui appartengono:

1. La falange distale del tartarughe è più appiattita che negli esseri umani.

2. Le ossa carpali degli esseri umani sono di piccole dimensioni mentre quelle delle tartarughe marine sono più appiattite e squadrate (alcuni quasi a quadrato).

3. Il pollice dell’uomo ha le ossa dritte e, in particolare di ugual lunghezza; nella maggior parte delle tartarughe marine, le prime due ossa sono a cuscinetto e quindi sono entrambi molto più piccole rispetto al resto.

4. Le superfici articolari delle falangi umane sono ben formati per consentire la circolazione delle dita; le superfici delle falangi della tartaruga marina sono più smussate per irrigidire la zampa

5. Il pisiform (un osso del carpo) è piccolo per l’uomo, ma gigantesco nelle tartarughe marine per ingrandire la superficie della zampa
Il Dr. Joyce fa notare che tutte queste funzionalità sono visibili nel materiale raffigurato nella foto mostrata da Baugh, anzi nelle foto fanno bella mostra i grandi blocchi carpali delle tartarughe marine e, in particolare, il gigantesco pisiform.

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