I tubi di Saint-Jean de Livet.

Y. Druet e H. Salfati annunciarono nel 1968 la scoperta di tubi metallici semi-ovoidali dalla stessa forma ma diverse dimensioni. La particolarità fu che la cava di gesso a Saint-Jean de Livet, facente parte dal dipartimento di Calvados in Bassa Normandia, Francia, risale a 65 milioni di anni essendo del Cretaceo. Dopo aver esaminato le varie ipotesi, Druet e Salfati hanno concluso che fosse possibile che esseri intelligenti che abbiano vissuto 65 milioni di anni fa sulla terra.
I tubi, come già detto, furono scoperti casualmente nel 1968 da due speleologi, Y.Druet e H.Salfati, e presentano tutti la medesima forma a sezione ovoidale, ma dimensioni diverse, tra i 9 e i 3 cm di lunghezza e i e 10 e 40 mm di larghezza, inoltre essendodi colore brunastro sono stati ritenuti dagli scopritori composti di metallo.
Per questo motivo vengono menzionati come veri e propri oopart nei libri: Ancient Man: A Handbook of Puzzling Artifacs, 1978, W.R. Corliss, pp. 652-653 e Archeologia Proibita di M.Cremo e R.Thopson. Tutti si pongono la seguente domanda: “Chi ha portato e lasciato questi tubi metallici in Francia più di 65 milioni di anni prima del primo essere umano conosciuto?”.
Fin qua la scoperta appare straordinaria, se non fosse che,la prima menzione di questi reperti si ha in una lettera per la redazione di Planète, una rivista francese dedicata ai misteri irrisolti. Secondo gli autori della lettera (datata 30 settembre 1968), che notare bene non erano gli speleologi del ritrovamento, gli oggetti avrebbero dovuto essere in fase di studio da parte del Laboratorio di Geomorfologia dell’Université de Caen,
poichè dopo il ritrovamento erano stati consegnati dagli autori della lettera personalmente al laboratorio di geomorfologia.
Tralasciando il fatto che gli speleologi citati non sono rintracciabili in alcun modo come non fossero mai esistiti,non vi è neanche la possibilità di osservare i tubi in quanto sembrano spariti e di essi ci rimane solo uno schizzo probabilmente fatto dall’autore della lettera; anche il laboratorio, sopra citato, non risulta aver effettuato alcuna analisi su di essi, addirittura nega di possedere tali oggetti.

Immagine

Non c’è quindi nessuna prova fisica dell’esistenza dei tubi ma solo l’ipotesi del ritrovamento basato su una lettera ricevuta da una rivista….un po’ pochino…per credere in questa scoperta…almeno per me.
Mi permetto di chiedere anche a chi sta leggendo questo articolo quanti leggendo una notizia inverificabile su un giornale sono scettici su di essa? A mio parere la risposta è valida anche per quanto riguarda i tubi di Saint-Jean de Livet.

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